Jazz sotto le stelle: Guidolotti e Bosso
incantano l’Orto dei Pensatori
MACERATA - Omaggiando il repertorio di Gerry Mulligan e Chet Baker i due musicisti, accompagnati da Francesco Pierotti al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria, hanno chiuso la tre giorni dedicata al premio Massimo Urbani

Il quartetto durante il concerto
di Marco Ribechi
Il gran finale del Macerata Jazz Summer ha regalato una serata di pura classe. Nell’Orto dei Pensatori, Marco Guidolotti e Fabrizio Bosso hanno trasformato il palcoscenico in un autentico laboratorio di storia del jazz, omaggiando il repertorio di Gerry Mulligan e Chet Baker. Sold out di pubblico e pioggia di applausi per l’ultima delle delle tre serate dedicate ai 30 anni del premio Massimo Urbani che ha affollato lo splendido spazio dell’Orto dei Pensatori, all’interno dell’Università di Filosofia.

Marco Guidolotti
L’appuntamento, che ha visto il celebre trombettista Fabrizio Bosso ospite di Marco Guidolotti, vincitore del premio nel 2010, ha avuto come tema un vero e proprio pilastro della storia della musica, la produzione scaturita dalla collaborazione tra Gerry Mulligan e Chet Baker nella celebre formazione piano-less. che, almeno così vuole l’aneddotto raccontato durante la serata, nacque perché il piano fu rubato prima di un concerto. Senza il pianoforte a fare da collante armonico, la musica si è spogliata di ogni artificio, lasciando che il fraseggio tra la tromba di Bosso e il sax baritono di Guidolotti diventasse l’unico protagonista.

Fabrizio Bosso
È in questo spazio aperto che i due hanno costruito un dialogo serrato, supportati magnificamente da Francesco Pierotti al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria: una sezione ritmica che non si è limitata ad accompagnare, ma ha saputo dare profondità e swing essenziali all’architettura del quartetto. L’esecuzione di classici come Bernie’s Tune o Line for Lyons ha confermato che Guidolotti non solo possiede la tecnica per gestire il baritono come voce solista – seguendo le orme di Mulligan – ma sa anche infondere al suono un calore contemporaneo.

L’Orto dei Pensatori
Il pubblico di oltre 200 persone ha seguito il concerto in un silenzio quasi religioso, godendosi quell’intimità che solo il jazz di questa caratura riesce a generare. La cornice dell’Orto dei Pensatori si è confermata ancora una volta una perla preziosa ma forse ancora poco valorizzata. In uno spazio del genere infatti sarebbe naturale immaginare una programmazione più fitta, aprendo le porte a rassegne di cinema o altri eventi, trasformando definitivamente il luogo in un presidio culturale attivo per tutta l’estate.

Ma ieri la serata è stata comunque perfetta, con la musica a fare da padrona. La notte ha vibrato dello stesso spirito che anima il Premio Internazionale Massimo Urbani, testimoniando quanto sia vitale l’eredità del sassofonista marchigiano. La staffetta è ormai lanciata: dopo questo assaggio maceratese, il Premio proseguirà il suo percorso il 26 e 27 giugno a Camerino, per poi chiudersi in bellezza con la serata finale a Matelica il 28 giugno. Il jazz marchigiano è in ottima salute, e l’attesa per scoprire i nuovi talenti del Premio è già altissima.
(foto di Silvestro Viale)


Daniele Massimi, Presidente dell’Associazione Musicamdo e direttore artistico di Macerata Jazz e Premio Internazionale Massimo Urbani