
La zona dove sorgerà il cantiere
di Luca Patrassi (Foto di Fabio Falcioni)
Un muro romano nell’area in località Pieve selezionata per realizzarvi il nuovo ospedale di Macerata. Da alcune settimane i tecnici della Regione stanno esaminando il monumentale progetto presentato dai professionisti incaricati e a Macerata corre la notizia dell’emersione del reperto archeologico.
Assoluto il riserbo sull’argomento: nessuno ne parla in Regione, in Comune e in Soprintendenza ma è certo che la verifica preventiva dell’interesse archeologico ha fatto emergere appunto un muro romano.
La sorpresa però non avrebbe allarmato più di tanto i tecnici incaricati di disegnare il nuovo ospedale di Macerata: il muro romano è infatti comparso in una zona destinata a parcheggio secondo il progetto ed appare dunque più agevole affrontare l’eventuale problema archeologico in un’area destinata a parcheggio rispetto a quella dove si pensa di realizzare l’immobile.

Non è dato al momento sapere se il muro sia un reperto isolato o preluda ad altre presenze da verificare: di sicuro saranno fatti tutti gli accertamenti del caso.

Mentre sembrava imminente la presentazione pubblica del progetto del nuovo ospedale, arriva invece il problema archeologico ma appunto il tutto si dovrebbe risolvere velocemente, a meno di ulteriori sorprese. Il nuovo ospedale si svilupperà in un’area di circa 13 ettari e avrà una superficie coperta di circa 65mila metri quadrati con 379 posti letto, 326 dei quali di degenza ordinaria e 53 tra day hospital e day surgery, con un’organizzazione che permetterà di attivare, in caso di emergenza, fino a 434 posti letto.

L’ospedale sarà articolato in un’area intensiva con blocco operatorio, radiologia, laboratori, un’area degenze che comprende le attività svolte in regime di ricovero a ciclo continuativo, un’area ambulatoriale che al suo interno disporrà di prestazioni a carattere di diagnostica, terapeutiche, riabilitative. Infine una zona dei servizi generali con depositi e magazzini, cucina e mensa, farmacia ospedaliera ed un’area dove si svolgono i servizi amministrativi e direzionali dell’Ast. Dall’apertura del cantiere al termine dei lavori si ipotizza che siano necessari tre anni per costruire il nuovo ospedale. Mentre quello attuale, situato nel quartiere Santa Lucia, resterà nella galassia della sanità pubblica.

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Interessante, anche gli antichi romani avevano scelto questa zona per costruire un grande ospedale, sarebbe sorprendente, se scavando lo trovassimo già quasi terminato!
Ci si potrà fare il parcheggio per le bighe.