Polemica sui lavori alle Giuseppine,
Marchiori sull’interrogazione di De Padova:
«Temi tecnici affrontati con leggerezza»
MACERATA - L'assessore all'attacco: «Si tratta di ricostruzione privata. Ci auguriamo che la dialettica politica resti nei limiti della correttezza. La scuola è un riferimento per tante famiglie, forse per il fatto che la consigliera non ha origini maceratesi non ha colto tali aspetti»

Andrea Marchiori, assessore ai lavori pubblici
di Luca Patrassi
Già in Consiglio comunale i toni erano apparsi accesi ed ora l’assessore comunale ai Lavori pubblici Andrea Marchiori puntualizza la sua posizione sulla vicenda dell’adeguamento sismico multimilionario dell’istituto scolastico San Giuseppe di Macerata.
«Sulla scia dell’intervento pubblico dell’esponente del Pd Daniele Staffolani, ex direttore Erap – dice Marchiori -, la consigliera comunale Sabrina De Padova ha riproposto in Consiglio le questioni da questi sollevate, giungendo a definire il finanziamento concesso dall’Ufficio Speciale per la ricostruzione eccessivo e quindi sospetto rispetto ai danni subiti dall’immobile. L’interrogazione, condita da una serie di illazioni, tra le quali anche l’asserito pericolo in cui sarebbero stati sottoposti gli studenti in questi anni, è stata proposta senza tenere conto che nel caso specifico si tratta di ricostruzione privata nell’ambito della quale il Comune è responsabile solo per le verifiche relative alla conformità urbanistica».
Marchiori osserva ancora: «Quello che lascia esterrefatti – osserva appunto l’esponente leghista dell’amministrazione guidata dal primo cittadino Sandro Parcaroli – è la “leggerezza” con la quale si affrontano temi tecnici nei quali ciò che rileva sono, appunto, le perizie, le stime ed i progetti, piuttosto che le titolarità degli immobili. L’occasione è stata però propizia per raccontare un po’ di storia dell’Istituto San Giuseppe, una storia iniziata 150 anni fa e che ha legato l’istituto a Macerata attraverso un percorso educativo e sociale seguendo una visione cristiana della vita. Ancora oggi la scuola paritaria rappresenta un punto di riferimento per tante famiglie maceratesi e, forse, è proprio per il fatto che la consigliera non ha origini maceratesi che non ha colto tali aspetti». Il messaggio finale di Marchiori: «A questa amministrazione, invece, sta a cuore l’Istituto ed i valori che guidano l’esperienza educativa scolastica e ci auguriamo che i lavori restituiscano presto la struttura a servizio del bene comune con le sue aule didattiche, palestra, biblioteca, mensa, laboratori e chiesa. Ci auguriamo anche che la dialettica politica sia guidata dallo spirito di “verità” e resti sempre nei limiti della correttezza».
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«Ben 18 milioni per l’Istituto San Giuseppe, più che per riparare tutte le chiese in città»
Ad utilità di chi legge, colgo l’occasione di riportare qualche punto di conoscenza che potrà certamente aiutare un giudizio reale sulla situazione della pratica in oggetto. In particolare, l’edificio rimase danneggiato sia dal sisma di agosto che da quello di ottobre. Nello stilo solito delle Suore, “misero mano al portafogli” in silenzio, con l’obiettivo di restituire ai ragazzi la scuola nel più breve tempo possibile. Mettendo in essere lavori di “pronto intervento e messa in sicurezza per recupero temporaneo della agibilità” che ha consentito a centinaia di edifici – Macerata in primis – di rimanere utilizzati seppur danneggiati in attesa del finanziamento per l’intervento definitivo. Da qui, la ordinanza Commissariale 61/2018 (tra le prime…) ha stabilito che le scuole paritarie dovevano essere equiparate alle scuole statali. E l’art.7 comma 1 lettera b) del dl 189/2016 (legge di riferimento sisma) decretò che strutture scolastiche dovevano essere considerate “alla stessa stregua delle strutture strategiche” e, per tale motivazione, conseguire l’adeguamento sismico indipendentemente dal livello di danno subito. Già da questi punti può essere chiarissimo l’obiettivo dell’intervento, obbligato normativamente. Poi, il fatto che l’edificio sia sottoposto al vincolo della Soprintendenza come edificio storico (quindi impossibile da demolire e ricostruire, con riferimento all’articolo precedente), ha reso l’obbligo di non intervenire sulle pareti esterne. Questo, tentando una descrizione più semplice possibile, ha comportato la realizzazione di una struttura interna, in acciaio, capace di sostenere le sollecitazioni sismiche pari ad un edificio nuovo di oggi, ma garantite su un edificio del 1933. A completamento, segnalo che il Liceo Artistico non è delocalizzato per danni (in quanto anche questo è stato subito oggetto di lavori di pronto intervento a seguito dei danni causati dal sisma), ma perché in questo momento subisce interventi di adeguamento sismico (esattamente lo stesso obiettivo) che non sono compatibili con la permanenza dei ragazzi. Il Liceo Scientifico è stato danneggiato dal sisma 2016, messo in sicurezza ed ha il progetto in corso di sviluppo dalla parte pubblica. Così come il Convitto Nazionale. Tutti edifici che, in qualità di pubblici, seguono un percorso diverso e che hanno, ad oggi, stime economiche risalenti all’anno di approvazione dei programmi di intervento, ovvero precedenti alle crisi dell’emergenza Covid e dell’aumenti dei prezzi dei materiali da costruzione.
L’intervento della Prefettura è invece arrivato al completamento dell’iter progettuale. E l’importo, per dimensione di edificio, necessità di raggiungimento del massimo livello di sicurezza sismica in coabitazione con il vincolo Soprintendenza, comporta spese analogamente ingenti.
Complimenti alla consigliera per la figura di palta. Riprendendo un tema sollevato da un pd in cerca di una qualche visibilità, sbaglia assise per riproporla: la assolverei per non aver compreso il fatto.
La assolverei meno per l’utilizzo dei voti avuti per sostenere questa maggioranza, invece usati per attacarla sempre a testa bassa. Etica(parola ormai desueta purtroppo) vorrebbe che se ti sei pentita o sbagliata della scelta, ti dimetta per poi andare a far politica dove e con chi meglio credi
con 15 milioni si costruisce un ospedale di piccole dimensioni 50 posti letto ( fonte Meta AI). Non saranno troppi 18 milioni dati per ristrutturare un edificio si storico ma comunque agibile da quello che leggo dato che le accorte Sorelle avevano loro aperto il portafoglio?
Quindi si è preferita questa scuola privata al pubblico?
@Lapponi:
La ordinanza Commissariale 61/2018 (tra le prime…) ha stabilito che le scuole paritarie dovevano essere equiparate alle scuole statali. E l’art.7 comma 1 lettera b) del dl 189/2016 (legge di riferimento sisma) decretò che strutture scolastiche dovevano essere considerate “alla stessa stregua delle strutture strategiche” e, per tale motivazione, conseguire l’adeguamento sismico indipendentemente dal livello di danno subito. Già da questi punti può essere chiarissimo l’obiettivo dell’intervento, obbligato normativamente.
Legge 189 del 2016 e ordinanza 61 del 2018, “obbligato normativamente”. Tutto il resto è fuffa. Mi sembra tra l’altro di buon senso lì dentro entrano bambini e ragazzi.
Ed anche su questo, un (grande) dubbio si insinua…poi si possono scrivere commenti logorroici, ma il dubbio (certezza) sta sempre lì….