Aumenti Tari, Provincia nel mirino:
«Al Cosmari mancano 18 milioni
Parcaroli non decide, i cittadini pagano»

RIFIUTI - Il comitato di Corridonia ironizza sul presidente dell'Ata: «Ha affermato che bisogna spingere sui Comuni che non hanno adempiuto ai compiti e non sapeva che Macerata fosse tra questi». Narciso Ricotta (Pd) attacca la Provincia. L'invito alla trasparenza lanciato dal sindaco di Appignano Mariano Calamita

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Il Cosmari

di Luca Patrassi

Se non fosse per i cambiamenti climatici, e la siccità lamentata, verrebbe da scrivere che “piove sul bagnato” in riferimento agli incrementi tariffari per i servizio di raccolta dei rifiuti. Ieri sera l’Ata, guidata dal presidente Sandro Parcaroli, ha ufficializzato i rincari per i prossimi due anni (9% all’anno), oggi arrivano i primi commenti.

Degli elementi utili al dibattito arrivano dal comitato “Corridonia green No discarica” che, a margine dell’assemblea Ata di ieri, osserva: «Sono state individuate delle aree potenzialmente idonee mentre altre sono state sostanzialmente escluse, usando i criteri della superficie continua e non inferiore ai 10 ettari, una dimensione di almeno 100 metri, l’assenza di vincoli a tutela integrale e potenzialmente escludenti.14 macroaree aree sono ancora senza osservazioni prodotte dai Comuni interessati. Sedici aree hanno documentazione insufficiente. Non è compresa in questa lista Corridonia che tuttavia non ha inviato un documento richiesto. Risultano per il momento 54 le macroaree studiate con i documenti prodotti dagli enti locali: 25 sono le aree sostanzialmente non idonee e tra queste figurano Gabbi, Ponte Tavole, Colle San Martino (Corridonia), Perella-Campiglia (Corridonia e Monte San Giusto), Fonte Ancona ed Ete Morto (Monte San Giusto) mentre 29 sono le aree potenzialmente idonee e tra queste ci sono Pacigliano, Bore Chienti, Cigliano-Montecavallo (Corridonia) e Campiglia (Monte San Giusto). Una volta raccolte le informazioni mancanti per le restanti 30 aree ancora non analizzate, verrà fatto uno studio sulle aree idonee prendendo in considerazione molti fattori (case sparse, rischio idrogeologico 1 e 2, certificazioni doc e docg). Successivamente verrà stilata una graduatoria e verranno fatti rilievi sul campo sulle prime 10-12 aree. Infine la decisione spetterà all’Ata. Parcaroli ha affermato che bisogna spingere sui Comuni che non hanno adempiuto ai compiti e non sapeva che Macerata fosse tra questi. Il sindaco di Cingoli ha chiesto quali sono le tempistiche e gli è stato risposto che ci vorranno diversi mesi per lo studio approfondito delle aree idonee ed altri mesi per i rilievi sul campo».

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Narciso Ricotta, consigliere comunale e provinciale del Pd

Osserva il capogruppo provinciale del Pd Narciso Ricotta: «L’Ata con il presidente Parcaroli ha deciso l’aumento della tassa sui rifiuti del 9% per il 2024 e del 9% per il 2025: nel 2023 non sono state aumentate perché è stata fatta istanza di riequilibrio dei costi tardivamente e le tariffe non erano più modificabili, altrimenti i rincari sarebbero già iniziati quest’anno. Infatti, il reale fabbisogno del Cosmari per recuperare il pregresso è di circa 18 milioni di euro su una base annuale di costi attuale di circa 40 milioni: insomma manca quasi il 50%. L’Ata ha chiesto, sostanzialmente, l’aumento massimo consentito per legge: 9% su 9,6% consentito. Quindi i cittadini pagheranno il 9% in più per il 2024 cui andrà a sommarsi altro 9% per il 2025: quasi un 20% di aumento in due anni». Altra amara considerazione firmata Ricotta: «Non viene detto che, purtroppo, poi gli aumenti proseguiranno per recuperare il resto del disavanzo anche negli anni successivi fino a ripianare i 18 milioni di euro di fabbisogno oltre a dover coprire gli ulteriori costi imprevisti che molto probabilmente dovranno essere sopportati negli anni futuri. Insomma siamo solo all’inizio di una progressione di aumenti seriali che toglierà ingenti risorse alle famiglie». Le motivazioni dei rincari secondo l’esponente Dem: «Questo perché siamo costretti a portare i rifiuti fuori provincia perché il centrodestra ha coltivato in questi anni la politica del consenso – non decidere per non dispiacere a nessuno – invece di quella del fare. Parcaroli aveva detto che entro fine anno avrebbe ristretto le ipotesi dei siti per la nuova discarica a 5 per poi decidere quale scegliere ma ad oggi ancora siamo in alto mare; ugualmente è latitante la Regione che doveva formulare il nuovo piano regionale dei rifiuti con cui si sarebbero potute trovare delle soluzioni anche ai problemi del maceratese.Insomma un servizio così importante come quello della gestione dei rifiuti è nel caos più assoluto e le conseguenze vengono tutte scaricate sui cittadini con gli aumenti tariffari».

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Mariano Calamita, consigliere provinciale e sindaco di Appignano

Trasparenza: la richiesta arriva dal consigliere provinciale  e sindaco di Appignano Mariano Calamita che osserva: «Ho chiesto io, ieri in assemblea, di informare subito i cittadini di quanto deciso per gli aumenti della Tari del 2024 e del 2025. Peraltro siamo alla vigilia di un turno elettorale e i cittadini devono essere messi al corrente di cosa accade. Gli aumenti sono stati motivati con il rincaro delle materie prime, dell’energia e probabilmente anche alla luce dei costi per il trasporto dei rifiuti fuori provincia. Purtroppo ho visto che per l’individuazione della nuova discarica la procedura è ancora molto indietro, temo che ci vorranno diversi altri mesi». Insomma, dopo quasi un decennio di mancate decisioni da parte degli organismi provinciali (dall’ex presidente Antonio Pettinari all’attuale Sandro Parcaroli), il conto lo pagano i cittadini.

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