Piano rifiuti, mancano tanti Comuni:
l’assemblea boccia gli investimenti.
Il centrodestra sempre più diviso

MACERATA - A causa di diverse assenze nell'assemblea dell'Ata e di divisioni in maggioranza, il Piano d'ambito non è stato bocciato con il presidente della Provincia Parcaroli che si è ritrovato in minoranza. Approvato invece il trasferimento in discarica a Fermo della differenziata e dell'umido. Intanto costi aumentati del 250% per il Cosmari e per i contribuenti

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discarica

Una discarica

di Luca Patrassi

Aspetti l’Aato, arriva l’Ata. Cambia l’argomento, la la situazione non muta visto che i protagonisti e le divisioni sono quasi tutti gli stessi. Ieri pomeriggio, diversamente dalle apparenze e dalle dichiarazioni, si sono riuniti i sindaci dei Comuni dell’Ambito territoriale per discutere gli investimenti legati al piano dei rifiuti e la questione legata al trasporto dei rifiuti alla discarica di Fermo. Argomenti già discussi, fonte di polemica ma sui quali c’era una convergenza degli amministratori di centrodestra, dunque la maggioranza. Solo che ieri sera parecchi amministratori hanno disertato l’importante appuntamento e il malcapitato presidente della Provincia Sandro Parcaroli è finito in minoranza, il piano d’ambito è stato bocciato. Tra gli altri hanno votato contro i sindaci di Recanati e di Monte San Giusto, rispettivamente Antonio Bravi e Andrea Gentili mentre l’assenza degli amministratori di Civitanova, Morrovalle, Sarnano, San Ginesio, Pieve Torina e Camerino ha prodotto il risultato che la maggioranza finisse in minoranza.

Piano bocciato, tra gli investimenti da approvare c’era anche quello per l’ampliamento della discarica di Cingoli. Si continua insomma a perdere tempo, peraltro nel solco di una tradizione che vuole gli amministratori maceratesi dell’ambito territoriale incapaci da circa 15 anni di indicare un sito idoneo per la nuova discarica. Veti incrociati e messaggi vari anche all’interno dei partiti di maggioranza, il risultato è appunto che il tempo passa e le conseguenze le pagano i contribuenti. Gli effetti di questa politica del rinvio sono ben chiari anche dall’esame dell’ordine del giorno dell’assemblea di ieri che ha invece approvato il trasferimento dei rifiuti – indifferenziata e umido – nella discarica di Fermo in attesa che si realizzi l’ampliamento della discarica di Cingoli i cui amministratori hanno pure chiesto una importante contropartita economica. In ogni caso a Fermo lo smaltimento dei rifiuti costerà il 250% in più degli attuali costi del Cosmari. C’è anche chi, attento alle dietrologie, mette in relazione il voto di ieri con le turbolenze che si registrano anche nel centrodestra – tra amministratori e vertici dei partiti per esempio – per la definizione della gestione del servizio idrico dell’Aato3. Giochi di potere e di posizionamento, le conseguenze però finiscono in bolletta.

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Sandro Bisonni

«Questi irresponsabili comportamenti – dice Sandro Bisonni di Europa Verde – lasciano nel caos la gestione dei rifiuti in Provincia di Macerata con la conseguente necessità di trasportare i rifiuti fuori provincia e il conseguente aumento dei costi che ricadranno (e in parte sono già ricaduti) sulle tasche dei cittadini. Europa Verde stigmatizza questa ennesima irresponsabilità degli amministratori che con la loro incapacità decisionale hanno provocato l’emergenza rifiuti provinciale; emergenza paradossale se si pensa che i cittadini della provincia sono i più virtuosi delle Marche in termini di raccolta differenziata. Invitiamo fino alla sfinimento, il Cosmari e la Provincia di Macerata a dare piena applicazione alle leggi regionali esistenti con particolare riferimento alla tariffa puntuale e alla valorizzazione della gestione aerobica e di prossimità dell’umido».

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