«Mense, nessuna esternalizzazione:
dal centrodestra terrorismo psicologico»

TOLENTINO - La replica del sindaco Mauro Sclavi alle opposizioni: «Affidiamo il servizio di ristorazione e educativo mantenendo la titolarità della gestione e il controllo dello stesso affinché il Comune possa utilizzare tutte le sue risorse per gestire e controllare ad un livello superiore chi ha le competenze e la preparazione adeguata»

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Il sindaco Mauro Sclavi

di Francesca Marsili

«Non esternalizziamo e non vendiamo, ma affidiamo il servizio di ristorazione e educativo mantenendo la titolarità della gestione e il controllo dello stesso affinché il Comune possa utilizzare tutte le sue risorse per gestire e controllare ad un livello superiore chi ha le competenze e la preparazione adeguata per organizzare con omogeneità servizio e personale». È la replica del sindaco di Tolentino Mauro Sclavi e dell’intera amministrazione all’attacco del centrodestra che ieri, in una nota, ha accusato gli stessi di «esternalizzare i servizi per l’infanzia». La maggioranza definisce gli attacchi «sguaiati e intrisi di slogan col il solo scopo di fare terrorismo psicologico». Rispediscono l’accusa al mittente: «Quando mai abbiamo esternalizzato le mense? Secondo la minoranza di centrodestra verrà esternalizzata la mensa dell’asilo Green, quando lo avremmo fatto? Dove l’avremmo portata?».

I nidi avevano due mense con due punti di cottura. «Li abbiamo semplicemente unificati in uno solo più che sufficiente e adeguato, tanto che non ci sono stati disservizi per gli utenti – specifica il primo cittadino – Questo ci ha permesso di ottimizzare le risorse proprio perché teniamo alla qualità e non alla quantità dei servizi. Abbiamo razionalizzato i punti cottura in base alla forza lavoro che avevamo, perché ci preme ribadire che c’è stato un tasso di assenze che ha sfiorato anche il 17% in alcuni periodi, dovuto a istituti che la legge riconosce ai dipendenti quali malattie e aspettative retribuite. Chi ci suggerisce di assumere per sostituire forse non sa che per un ente pubblico la sostituzione in tempo reale per assenze temporanee non è possibile perché prevede procedure pubbliche tramite bandi o Centro per l’impiego. Il personale che si ammala non può essere sostituito senza una graduatoria valida. L’ente è inoltre soggetto a vincoli nella spesa del personale e nei limiti assunzionali».

La maggioranza sottolinea che il suo primo obiettivo è quello di mantenere, «anzi aumentare» la qualità dei servizi, ma senza sprechi e soprattutto in base a competenze e capacità gestionali. «Nel nostro caso – puntualizzano – significa personale qualificato a gestire materie prime di qualità eccellente, senza insistere per ottusità e scarsa capacità di analisi su percorsi viziati che non permettono più di assicurare un controllo adeguato del servizio stesso». Evidenziano inoltre che il servizio mensa, con il nuovo appalto delle derrate alimentari, «ha subito un aumento delle materie prime del 30%, circa 100.000 euro, che l’ente ha dovuto assorbire pur non avendo una grande disponibilità economica di bilancio per una mal gestione dei soldi pubblici, ma soprattutto non volendo gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini con aumenti di rette e buoni pasto». Per fronteggiare tutto ciò, mirando ad un aumento della qualità dei servizi, l’amministrazione spiega: «Non possiamo più esimerci dalla responsabilità di ricorrere ad una più efficiente ed efficace combinazione dei fattori produttivi e gestionali affidando l’organizzazione del servizio di mensa e di educativa dei nidi ad una ditta esterna che dovrà necessariamente rispondere a criteri molto severi di gestione e controllo dell’ente stesso. Attualmente esiste già la compresenza di personale del Comune e della cooperativa, sia nelle nostre mense che nei nostri nidi, con limitazioni e divieti di condivisione delle mansioni specifiche e questo crea anche disservizi nell’organizzazione del lavoro quotidiano».

«Ciò che è pubblico rimane pubblico – ci tengono a sottolineare -, ma senza incongruenze, disservizi, sprechi o approssimazioni che non sono più tollerabili in servizi così importanti». La maggioranza sottolinea che l’affidamento alla ditta, qualsiasi essa sarà, «permetterà al personale di condividere mansioni specifiche pur mantenendo ciascuno il proprio datore di lavoro e il proprio rapporto contrattuale e per la ristorazione una gestione del servizio rispondente a criteri di settore. Per la qualità, nel bando di entrambi gli appalti, ristorazione ed educativa, sono previsti dei rafforzativi di verifica come ad esempio: la valutazione e la segnalazione quotidiana in tempo reale del gradimento da parte dello studente o di eventuali disservizi; organismi di controllo costituiti da docenti, genitori, amministratori e coordinamento gestionale per la lotta allo spreco alimentare ed ei beni di consumo e controlli su formazione e procedure di aggiornamento in merito alla sicurezza sul lavoro del personale». Sottolineano inoltre che la scelta «è stata condivisa con il personale del Comune, rassicurando il mantenimento del rapporto contrattuale con l’ente e rassicurando il personale della cooperativa attualmente presente che verranno assorbiti dalla nuova cooperativa qualsiasi essa sarà ad aggiudicarsi il bando. Il personale inoltre avrà come riferimento un coordinamento in cui il Comune sarà sempre presente e vigilerà attentamente. Il servizio è del Comune e rimane pubblico – concludono – a differenza di quanto poteva essere stato suggerito dalla minoranza di centrodestra che ci consigliava di darlo in concessione all’Azienda per i servizi alla persona che ne sarebbe diventata titolare con capacità decisionale di controllo e di scelta su ogni aspetto». In relazione alla chiusura del nido “L’asilo del cuore”, in centro storico, contestata dal centrodestra, che lo aveva aperto nel 2021, l’amministrazione ribadisce che lo stesso era stato aperto sotto pandemia per il necessario distanziamento sociale ora venuto meno, «lasciandoci in eredità un servizio estremamente oneroso senza una reale esigenza».

 

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