Attentato a Tel Aviv,
12 maceratesi in Terra Santa
«Si avverte una forte tensione»
VIAGGIO in Israele, proprio durante l'assalto terroristico che è costato la vita al turista Alessandro Parini. Ieri il gruppo era a Betlemme. Tra loro c'è anche Marco Ribechi: «Nell'aria c'era timore per la concomitanza della Pasqua ebraica, di quella cristiana e del Ramadan musulmano»

Il gruppo di turisti
Dodici maceratesi oggi erano a Tel Aviv dove ieri sera un turista italiano (Alessandro Parini, 35enne di Roma) è stato ucciso in un attentato. «Siamo arrivati il 1° aprile e oggi ripartiamo, sempre dall’aeroporto di Tel Aviv – racconta Marco Ribechi, 41enne giornalista maceratese che ha anche lavorato nella redazione di Cm – Il nostro è un viaggio organizzato nei luoghi della Terra Santa in Israele e Palestina. Siamo un gruppo di 30 persone di cui 12 maceratesi».

Marco Ribechi durante il viaggio di questi giorni in Israele e Palestina
Ribechi spiega il clima che si è vissuto questi giorni in quelle zone: «Questo è un anno particolare perché coincidono nello stesso periodo la Pasqua ebraica, quella cristiana e il Ramadan musulmano. Ieri sera noi eravamo a Betlemme, non abbiamo vissuto alcun tipo di pericolo ma nell’aria c’era timore proprio per la concomitanza di queste tre festività. Noi eravamo a Gerusalemme dove nelle notti di martedì e mercoledì ci sono state due incursioni della polizia israeliana sulla Spianata delle moschee, secondo la loro versione perché cercavano dei fondamentalisti islamici, ci sono stati 12 feriti. Poi c’è stata una rappresaglia di Hamas che ha sparato missili intercettati da Israele e che a sua volta ha effettuato diversi attacchi aerei sulla Striscia di Gaza dove ci sono state molte esplosioni. A Tel Aviv noi siamo solo stati all’aeroporto, sabato scorso all’andata e oggi per il ritorno. Ci sono molti controlli e si avverte una forte tensione».
(m. z.)
Veramente ISRAELE, unica democrazia in Medio Oriente, è da sempre sotto attacco del terrorismo islamico che minaccia la sua stessa esistenza e casualmente questa volta la vittima è un giovane italiano ma purtroppo non è il primo considerando i tanti altri attentati avvenuti in Europa con la stessa tecnica ovvero con auto o camion travolgendo e facendo centinaia di vittime negli ultimi decenni come a BERLINO, NIZZA, BARCELLONA, BRUXELLES, LONDRA ….molti si sono dimenticati…???
@ Fabrizio Fab Pacini
Sono tornato da Israele non più di quindici giorni fa, è la sesta volta che ci vado. L’idea di un luogo divino dove si vive in perfetta atarassia è un concetto new age molto poco concreto e reale. Gerusalemme, e più in generale tutta la terra di Israele, ha in sé il sigillo storico (non solo fideistico) delle tre maggiori religioni monoteiste (e non solo quelle, in verità) e contemporaneamente le infinite contraddizioni che sono proprie dell’essere umano e della sua caducità: si direbbe quasi che la Terra Santa fa presente paradigmaticamente quello che avviene nel resto del mondo. Ci sono periodi in cui la convivenza è più tranquilla e altri in cui la tensione sale. Ma generalmente la tensione sale per problemi politici, non religiosi. E peraltro, la razza umana senza difetti né cadute la predicavano taluni sistemi politici totalitari del secolo scorso che ci auguriamo non si ripresentino mai più.
Qualcuno molti anni fa’ dall’alto disse: “non avrete più pace in questa terra”…
E’ veramente un paradosso il fatto che la contemporaneità di tre feste religiose sia motivo di pericolo!