Violenza sulle donne, 72 i casi
denunciati ai carabinieri nel 2022
«Consigli? La verità scelta migliore»

ARMA - Giulia Maggi, comandante della Compagnia di Tolentino, prima donna a ricoprire questo incarico in provincia: «E' importante la preparazione degli operatori, sia nel prendere una telefonata che nel fare l'intervento in una casa. La violenza è un ciclo, bisogna avere il coraggio di uscirne e non colpevolizzarsi»
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Iniziativa dei carabinieri contro la violenza sulle donne
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Il maggiore Giulia Maggi

 

di Gianluca Ginella

«Dobbiamo sempre creare le condizioni per non far sentire la donna ulteriormente vittima quando viene a denunciare. È importante la preparazione dei carabinieri, da chi risponde al centralino a chi raccoglie la denuncia, a chi fa l’intervento in una casa che anche se gli viene detto che va tutto bene deve saper cogliere dei segnali», così il maggiore Giulia Maggi, comandante della Compagnia dei carabinieri di Tolentino. In provincia lei è la prima donna a ricoprire questa carica.

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A Tolentino iniziativa al parco Isola D’Istria

In campo di iniziative a tutela delle donne i carabinieri ne stanno mettendo parecchie ed è del 2009 la nascita della sezione Atti persecutori, con un pool di esperti che vanno dagli psicologi a personale preparato per intervenire nei casi più gravi. Nel Maceratese, nel 2022, sono stati 14 i reati di stalking di cui si sono occupati i carabinieri, 16 nel 2021. I maltrattamenti in famiglia denunciati nel 2022 sono stati 41, erano 45 nel 2021,mentre quest’anno le violenze sessuali sono state 17, erano 19 nel 2021. Sei le persone arrestate nel 2022 per questo tipo di reati, 7 lo scorso anno, e 104 le denunce (94 nel 2021).

«Le strategie dell’Arma nel settore, ritenuto prioritario, sono le quattro P: prevenire, perseguire, proteggere, politiche integrate – spiega il maggiore -. La violenza è un fenomeno che oltre che colpire la vittima, colpisce la collettività. Sono reati molto impattanti dal punto di vista sociale. Una donna maltrattata ha dei figli a loro volta persone offese, sono figli che ricevono un danno importane. Per contrastare la cultura del maltrattante, che tende ad essere diffusiva, serve la prevenzione, per cui l’Arma sta investendo tanto sia con campagne nelle scuole sia con formazione degli operatori».

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A Macerata scarpette rosse lungo piaggia della torre

E qui il ruolo di chi deve intervenire è fondamentale. «Perché magari le donne non denunciano, ma è importante che l’operatore colga i segnali. Come per esempio se si entra in una abitazione perché il vicino ha segnalato una lite. Tante donne non vogliono denunciare e quindi chi interviene deve saper comprendere i segnali che ci sono – continua Maggi -. Inoltre ora c’è la possibilità di inserire l’intervento nella app scudo, questo serve per conoscere se nella stessa casa c’è già stato un intervento per una situazione simile».

I motivi per cui non si denuncia sono diversi «perché è il padre dei figli, perché non si ha una indipendenza economica, per paure di essere giudicati, perché il partner le fa sentire inadeguate, le colpevolizza» spiega il maggiore. Tra le misure che vengono adottate «la più utile è chiaro che è la misura del braccialetto elettronico perché consente di monitorare bene il rispetto delle prescrizioni» continua Maggi.

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Firma del protocollo Zeus in prefettura

Tante le tutele alle donne che denunciato: «Nel momento in cui la donna arriva a decidere di sporgere denuncia, c’è la difficoltà del racconto, che spesso è confuso, pieno di salti temporali, e va rimesso in ordine cronologico. Chi prende la denuncia aiuta a fare questo. Richiede tempo e professionalità. Quando arriva in caserma non deve essere fatta aspettare, la rapidità è d’obbligo. Quando si prende la denuncia non si deve essere giudicanti, va evitata la vittimizzazione secondaria come far ripetere più volte il racconto. Poi c’è chi piange, ci sono aspetti emozionali importanti e ne vanno rispettati i tempi. Vanno create tutte le condizioni per non farla sentire ulteriormente vittima».

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Una nuova panchina rossa a Civitanova

Una cosa che sconsiglia a una donna: «Evitare di colpevolizzarsi e di rendere infinito il ciclo della violenza. Non si deve entrare in questo incubo che porta la donna a colpevolizzarsi, ad annullarsi e ritenere che è colpa sua». E un consiglio? «La verità è sempre la miglior cosa. Bisogna avere coraggio, denunciare è importante. Oggi c’è una rete intera, una attenzione enorme a questo fenomeno e tanta volontà di tutela. Inoltre ci sono anche strumenti per il maltrattante, ad esempio a Macerata è nato un centro di accoglienza per il maltrattante».

Tra le iniziative messe in campo dai carabinieri il numero 1522 che si può contattare per chiedere consigli e supporto.

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Una piaggia di scarpette rosse (Foto)

Una nuova panchina rossa contro la violenza sulle donne

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