Esposito e la sconfitta del centrosinistra:
«Bisogna cambiare il modo di fare politica,
imparare di nuovo ad ascoltare le persone»

ELEZIONI - L'ex rettore Unicam era candidato per la coalizione guidata dal Pd nell'uninominale della Camera nel Maceratese vinto dall'esponente di centrodestra Giorgia Latini: «Non è andata come speravamo, ci auguravamo qualcosa di meglio. Sono pronto e disponibile a impegnarmi su questo territorio». Si è in attesa del risultato del proporzionale per capire se ce l'ha fatta la dem Irene Manzi
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Fulvio Esposito

 

di Luca Patrassi

La sfida elettorale era complicata se non impossibile e tale si è manifestata anche nel collegio uninominale di Macerata della Camera. Il candidato del centrosinistra, l’ex rettore di Unicam Fulvio Esposito non nasconde evidentemente la sconfitta, ma annuncia di voler continuare a impegnarsi per il territorio. In attesa di sapere se al proporzionale il Pd sarà riuscito ad eleggere la maceratese Irene Manzi.

«Certamente – a parlare è appunto Esposito, candidato della coalizione che aveva il Pd come forza di riferimento – non è andata come speravamo, ci auguravamo qualcosa di meglio. Ci siamo impegnati molto in questa campagna elettorale, l’abbiamo fatta alla vecchia maniera incontrando le persone, andando nei mercati. Del resto con una campagna elettorale di appena quattro settimane non era possibile cambiare una tendenza che era annunciata e si è confermata nei risultati delle urne. Bisogna riflettere su questo risultato, bisogna cambiare il modo di fare politica, imparare di nuovo ad ascoltare le persone, cercare di raccogliere le esigenze, le priorità, dare risposte con politiche coerenti sui temi del lavoro, della scuola, dell’ambiente, temi sui quali quali forse non ci siamo caratterizzati abbastanza. La nostra proposta forse si è diluita troppo sulle politiche di un governo di larghissima coalizione che ha dovuto mediare tra le varie visioni delle diverse forze che lo sostenevano, eravamo con altre forze che hanno una visione della società molto diversa dalla nostra».

Riflessioni nazionali, ma anche sul fronte locale la situazione non è cambiata di molto, indipendentemente dai candidai, catapultati o meno. «Certo se si vanno a vedere i rapporti tra i voti di coalizione e quelli al candidato la situazione tra me e la Latini è molto differente, ma poi il meccanismo elettorale neutralizza questa percezione, il tutto viene diluito nel voto politico che fa riferimento al quadro nazionale. Certo alcune indicazioni territoriali sono state date, a Camerino il risultato è stato migliore appunto in presenza di un candidato espressione del territorio». Per il futuro? «E’ stata un’esperienza che non avevo mai fatto, molto importante anche dal punto di vista umano, si sente di far parte di una comunità, c’è il dovere di impegnarsi per un territorio che ha tantissimi problemi, c’è stata l’occasione persa di portare la voce del territorio in Parlamento, ma l’esigenza sopravvive, occorre continuare a lavorare in questa direzione, sono pronto e disponibile a impegnarmi su questo terreno. Con me ci sono altre persone disposte ad andare avanti su questa linea, costruire una prospettiva di sviluppo per il territorio, l’Alto maceratese ha problemi di ricostruzione e di sviluppo, ci sono altri problemi sulla costa, c’è l’obiettivo della ricostruzione della coesione sociale, trasversale è l’emergenza lavoro dei giovani. Ecco in questa coalizione stavolta perdente ci sono le forze per ricostruire».

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