«Benzina a 1,78 euro al litro, gasolio a 1,77
o partirà una raffica di denunce»
IL MONITO del Codacons dopo l'entrata in vigore del nuovo decreto che ha tagliato le accise: «I distributori si attengano alle disposizioni»

«Sulla base dei nuovi dati pubblicati poco fa dal Mite, il prezzo medio della benzina, per effetto del taglio alle accise disposto dal Governo, deve scendere in Italia a 1,78 euro al litro, il gasolio a 1,77 euro/litro». Lo afferma il Codacons, che elabora i dati ufficiali sui carburanti resi noti dal Ministero.
«Nell’ultima settimana il prezzo medio della verde si è attestato a 2,137 euro al litro, 2,124 euro il diesel – spiega l’associazione – Questo significa che con la pubblicazione dei decreti del Governo in Gazzetta ufficiale che introducono il taglio delle accise di 25 centesimi al litro, i listini alla pompa devono subito scendere di 30,5 centesimi al litro, considerato anche il peso dell’Iva. Il prezzo medio della benzina praticato in Italia deve attestarsi quindi attorno a 1,78 euro al litro, mentre il gasolio dovrà essere venduto a circa 1,77 euro al litro. Se i distributori non si atterranno alle nuove disposizioni e non ridurranno con effetto immediato i prezzi alla pompa, saremo costretti a presentare una raffica di denunce alle Procure di tutta Italia e alla Guardia di finanza», conclude il Codacons.




















Quello che a mio avviso risulta poco comprensibile è il fatto che l’aumento dei carburati sembrerebbe immotivato visto l’andamento del prezzo del barile di petrolio. Premesso questo, la riduzione delle accise da parte dello Stato ha ridotto il prezzo, ma solo al momento per un mese. Rimane inalterata la presunta speculazione della restante parte del prezzo dei carburanti (depurato dalle tasse) da parte dei terzi privati (raffinazione, distribuzione), il che mi sembra inaccettabile, così come le accise stesse. Una tassa che ogni volta che è stata introdotta doveva avere un carattere eccezionale e transitorio (paghiamo le accise per la guerra di Suez del 1956, della guerra in Etiopia del 1935, della missione italiana in Libano dele 1981, giusto per fare alcuni esempi) e ciliegina sulla torta paghiamo anche l’IVA su queste tasse! D’altronde basta dare anche un’occhiata alle bollette del gas domestico per accorgersi che il 50% circa sono tasse (anch’esse ivate). Che lo Stato abbia la necessità di tassare fuori misura i Cittadini e i Consumatori è a mio avviso una chiara conseguenza di come è amministrato, ma quello che da fastidio è che i politici e i governanti da diversi lustri, ci raccontano sempre fandonie dicendoci di cercare di salvaguardare gli interessi delle imprese e delle famiglie. Ma in fondo la colpa è solo nostra che continuiamo ad andare alle urne a votare.
Sig. Placido il suo commento non fa una piega