Caro gasolio, l’Adriatica Trasporti:
«A fine mese forse non ripartiremo
e il governo pensa a 15 cent di sconto»

CORRIDONIA - Angelo Raduazzo, 30 anni, titolare della società di autotrasporti, sottolinea l'esigenza di misure concrete per impedire la chiusura delle aziende del settore: «Ridurre il prezzo del gasolio di qualche centesimo al litro è come buttare un cucchiaio di zucchero nel mare per addolcirlo. In un mese 40mila euro di costi in più, ormai è solo un gioco a chi è più bravo a indebitarsi». Sul futuro: «Di questo passo il 31 marzo dovrò dire ai miei dipendenti di andare in ferie e probabilmente non potrò riaprire mai più»
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Angelo-Raduazzo

Angelo Raduazzo

 

di Leonardo Giorgi

«Ridurre di 15 centesimi il prezzo del gasolio al litro è come buttare un cucchiaio di zucchero nel mare per addolcirlo. Non cambierà niente alle società di autotrasporti». Angelo Raduazzo, imprenditore 30enne e titolare della Adriatica Trasporti di Corridonia, non usa mezzi termini. Ha lavorato da quando era appena maggiorenne, si è messo in proprio quando tutti gli dicevano che sarebbe stata una follia e ha investito nel momento di crisi, dando lavoro a molti padri di famiglia. Eppure, la questione del caro trasporti rappresenta ovviamente un incubo anche per chi, come lui, ha fatto dell’intraprendenza e dello spirito imprenditoriale il suo stile di vita.

«Ogni venerdì mi trovo a ritirare diecimila litri di gasolio – spiega -. A febbraio 2021 costava un euro al litro. Poi siamo arrivati a 1,40. Adesso abbiamo toccato i 2,25. Ormai faccio solo perdite. In un mese abbiamo 40mila euro di costi in più, solo per il gasolio». Il Consiglio dei Ministri, giovedì dovrebbe approvare un pacchetto di misure per far scendere il prezzo del carburante di 15 centesimi. Secondo Raduazzo, questo “sconto” non va neanche lontanamente vicino alla soluzione.

«Sgravi fiscali e aiuti come questi non servono a niente – aggiunge – È una situazione paradossale e mostruosa, visto che non abbiamo ancora iniziato a pagare i danni di due anni e mezzo di pandemia. Ormai è solo un gioco a chi è più bravo a indebitarsi, non si tratta più di chi riesce a guadagnare. Quando verso aprile, maggio, diverse aziende saranno costrette a chiudere se le cose non cambiano nel giro di pochi giorni, allora si renderanno conto tutti. Anche se il gasolio tra due mesi dovesse tornare a livelli normali, il danno di queste settimane rimarrà comunque e pochissime imprese si potranno permettere di andare avanti».

E l’azienda dell’imprenditore 30enne, potrebbe essere una di queste. «Oggi, al 16 di marzo, mi trovo ad aspettare il 31 e valutare il da farsi. Di questo passo dovrà dire ai miei dipendenti di andare in ferie e forse non potrò riaprire mai più – sottolinea – Io sto lottando con le unghie e con i denti contro questa speculazione, dove la guerra non c’entra niente. In tanti abbiamo provato a trovare nuove strade, a segnalare i nostri problemi, ma abbiamo trovato solo muri. C’è veramente molto malcontento e pochissima fiducia nella politica, a prescindere dagli schieramenti. Spieghiamo la nostra situazione a chi di dovere e la soluzione è togliere 15 centesimi? Da lì capisci quanto può interessare la condizione in cui siamo oggi».

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