Appaltopoli, processo al via:
15 imputati tra imprenditori e tecnici
Guardia di finanza parte civile
MAXI INCHIESTA - Prima udienza oggi al tribunale di Macerata per il procedimento contro il presunto sodalizio messo in piedi per spartirsi gare e lavori in provincia. Coinvolto anche un finanziere in congedo, accusato di aver fornito informazioni ad alcuni indagati in cambio di soldi. Per le Fiamme gialle, chiesta una provvisionale a titolo di risarcimento danni di 500mila euro

In alto due degli imprenditori indagati, Giulio Resparambia e Giancarlo Maccari. In basso a sinistra, gli avvocati Gabriele Cofanelli e Paolo Maria Gemelli. In basso a destra, Enzo Stramazzotti
Appaltopoli nel Maceratese, al via il processo: la Guardia di finanza ammessa come parte civile. Stamattina davanti al collegio del tribunale di Macerata si è svolta la prima udienza del processo che vede come imputati 14 persone tra imprenditori, tecnici e un finanziere in congedo, a cui si aggiungono 3 aziende. Al centro, gare d’appalto svolte in provincia tra il 2014 e il 2016. I reati contestati a vario titolo: associazione a delinquere, turbativa d’asta, corruzione, falso ideologico, evasione.

La Guardia di finanza
Nel corso dell’udienza di stamattina, il collegio ha ammesso come parte civile il ministero dell’Economia e delle Finanze per conto della Guardia di finanza, appunto, con una richiesta di provvisionale a titolo di risarcimento danni di 500mila euro.
Al centro del presunto sistema di appalti, secondo l’accusa, ci sarebbero tre imprenditori: Giulio Resparambia, 65 anni, di Camerino, in qualità di legale rappresentante della Progeco di Muccia; Giancarlo Maccari, 61, di Camerino, legale rappresentante della Maccari Giancarlo; Enzo Stramazzotti, 65, di Apiro, legale rappresentante della Scavi e condotte di Apiro. Sarebbero stati loro, questa l’ipotesi accusatoria, a tessere una trama per influenzare gli appalti e spartirsi i lavori in provincia.
Tramite rapporti costanti tra loro – dice l’accusa – con altri imprenditori di volta in volta interessati e con dipendenti pubblici, avrebbero predisposto una pluralità di offerte al ribasso che presentavano, loro o imprenditori compiacenti, nel corso delle gare cui partecipavano, in modo da realizzare la cosiddetta scaletta di offerte al ribasso tale da orientare l’offerta mediana predeterminando il limite della soglia anomala e quindi l’aggiudicazione.
Sempre secondo l’accusa, le aziende si sarebbero poi spartite i lavori in base a ordini prestabiliti, sotto compenso per la compagine formalmente aggiudicataria. La procura indica anche i modi con cui si sarebbe attuato il sistema: la rinuncia all’appalto aggiudicato o subappalti totalmente o parzialmente fittizi o l’effettiva esecuzione dei lavori da parte di compagini diverse da quella formalmente aggiudicataria (quest’ultimo modo di operare sarebbe avvenuto anche tramite emissione di fatture false per prestazioni inesistenti, che ha poi portato anche alla contestazione dell’evasione).

Il tribunale di Macerata
Oltre ai tre imprenditori, sono imputati: Ivan Stacchio, 55, residente a Macerata, Nicola Papa, 40, residente a Pollenza, Ferdinando Moretti, 53, di Grottazzolina, Lamberto Pettinari, 59, residente a Porto San Giorgio, Pierdanilo Montesi, 61, residente a Cupramontana, l’ex finanziere (ora in congedo) Francesco Sante Crocetti Pallotta, 55, residente a Porto Sant’Elpidio, Luigi Ferretti, 66, residente a Gagliole, Carlo Resparambia, 49, di Camerino, Paola Ciriaco, 47, di Macerata, Carlo Casucci, 52, residente a Senigallia, Michela Eleonori, 53, di Tolentino. E le tre aziende: Pro.Ge.Co srl, Scavi e Condotte srl e Maccari Giancarlo costruzioni srl.
L’ammissione a parte civile della Guardia di finanza è legata al coinvolgimento del finanziere in congedo Crocetti Pallotta, che deve rispondere, in concorso con Giulio Resparambia, di rivelazione di segreti d’ufficio, e in concorso con Giulio Resparambia, con Maccari e Stramazzotti di corruzione. Secondo l’accusa, in cambio di 40mila euro, il finanziere avrebbe fornito costanti informazioni in relazione allo sviluppo delle indagini in corso a Resparambia, che a sua volta avrebbe provveduto ad informare anche gli altri due. In particolare, per la procura Crocetti Pallotta avrebbe rivelato due annotazioni di polizia giudiziaria e il fatto che fossero state disposte le intercettazioni telefoniche.
Gli imputati hanno sempre negato ogni addebito e sono difesi dagli avvocati: Gabriele Cofanelli, Massimiliano Cofanelli, Sandro Giustozzi, Pierlorenzo Boccanera, Igor Giostra, Francesco De Minicis, Mario Scaloni, Tiziano Luzi, Alberto Pepe, Paolo Carnevali, Paolo Maria Gemelli, Andrea Netti, Valentina Romagnoli, Olindo Dionisi, Elisabetta Manzotti.
(Redazione Cm)
Appaltopoli in provincia, 15 tra imprenditori e tecnici a giudizio Anche tre aziende a processo