Tamponi gratis per giovani sportivi:
«Acquaroli ha bocciato la nostra proposta,
danno per associazioni e famiglie»

POLEMICA - Il capogruppo regionale del Pd Maurizio Mangialardi: «Errore che ora, purtroppo, ricade inevitabilmente sui bilanci di chi è costretto a sborsare di tasca propria i soldi per permettere ai ragazzi di riprendere l’attività agonistica»
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Maurizio Mangialardi, capogruppo del Pd in regione

 

«Non proviamo alcuna soddisfazione nel dire che l’avevamo detto, ma la bocciatura a febbraio della mozione presentata dal Partito Democratico per una convenzione che permettesse alle società sportive marchigiane di eseguire gratuitamente i tamponi antigenici agli atleti impegnati nelle competizioni giovanili è stato un grave errore da parte della destra di Acquaroli. Un errore che ora, purtroppo, ricade inevitabilmente sui bilanci di tante associazioni e famiglie, costrette a sborsare di tasca propria i soldi per permettere ai ragazzi di riprendere l’attività agonistica». A dirlo è il capogruppo regionale del Pd Maurizio Mangialardi. «Da giorni stiamo raccogliendo tantissime segnalazioni da parte di dirigenti sportivi e genitori – spiega Mangialardi – che con la ripartenza delle competizioni regionali si stanno sobbarcando i costi dei tamponi per le ragazze e i ragazzi impegnati nelle diverse discipline. Si parla di una spesa che oscilla tra i 18 e i 25 euro a gara. Cifre oggettivamente pesanti, che costituiscono un notevole aggravio per le finanze di quelle famiglie i cui i figli, a volte anche più di uno, sono spesso impegnati settimanalmente nelle manifestazioni sportive. Senza contare, poi, che in situazioni di particolare difficoltà economica, tanti genitori sono costretti a compiere scelte dolorose, facendo rinunciare i propri ragazzi alla pratica sportiva – conclude il capogruppo dem -. Onestamente facciamo fatica a comprendere questo accanimento da parte della maggioranza nei confronti dello sport giovanile. Anche perché la nostra proposta non avrebbe comportato costi insostenibili per la regione Marche, ma soprattutto avrebbe permesso ai ragazzi di ritornare all’attività agonistica in totale sicurezza, ritrovando così anche i momenti di socialità perduta a causa della pandemia».

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