Acqua per le irrigazioni,
aumenti del 120% lungo il Musone.
«Follia del Consorzio di Bonifica»
STANGATA - La quota fissa aumentata da 33 a 75 euro all'ettaro per riallinearla ai valori degli altri bacini, ma incrementi anche sui consumi effettivi. Il vicepresidente del consiglio regionale interroga la giunta: «L'ente continua a operare con arroganza e prepotenza: la riforma è sempre più necessaria»

Giacomo Rossi, consigliere regionale Civici Marche
Aumenti che sì, si riallineano il costo dell’acqua per le irrigazioni a quelli degli altri bacini fluviali della regione. Ma con un aumento secco del 120% nel pieno del periodo più siccitoso dell’anno. È la brutta sorpresa che si sono ritrovati in bolletta gli agricoltori della valle del Musone, a cavallo tra le province di Ancona e Macerata, dove la quota fissa del acqua per uso agricolo è salita da 33 a 75 euro per ettaro.
Prezzi, quelli imposti dal Consorzio di Bonifica delle Marche, in linea con i comprensori del Foglia e dell’Aso e ancora tra i più bassi in regione (lungo il Tenna si paga 90 euro, lungo il Tronto addirittura 250), ma che arrivano con uno shock notevole per gli agricoltori, che di colpo si trovano rincari del valore di migliaia di euro all’anno. Ma non è finita, visto che anche il consumo effettivo dell’acqua sale del 30%, passando da 0,06 centesimi a 0,08 centesimi a metro cubo.
Della questione si sta interessando il vicepresidente del consiglio regionale Giacomo Rossi, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per capire se e come la giunta regionale vuole intervenire sulla questione, e mette nel mirino il Consorzio di Bonifica, che «non pago dei continui balzelli con cui si è reso inviso alla stragrande maggioranza dei marchigiani, ne combina un’altra delle sue: l’aumento ingiustificato che ha colpito gli agricoltori della Regione è l’ennesimo affronto che non è più possibile tollerare – tuona l’esponente di Civici Marche – gli agricoltori, dalla mattina alla sera, sono stati informati di aumenti del genere tramite lettera: una cosa folle. Stiamo parlando di una vera e propria stangata che colpisce la categoria degli agricoltori in un periodo dell’anno in cui l’utilizzo dell’acqua, visto il contesto climatico attuale, è in vertiginoso aumento».
Rossi rilancia la sua proposta di riforma del Consorzio, già proposta nel 2022 e di fatto mai portata avanti dalla giunta regionale. «Il fatto che quest’aumento sia stato applicato unilateralmente dal Consorzio di Bonifica, senza alcun confronto con la categoria, dimostra ancora una volta l’arroganza e la prepotenza con cui questo ente opera, alla faccia di chi fa della terra la propria fonte di sostentamento – finisce Rossi – questo tipo di atteggiamento non fa altro che riportare in primo piano la mia proposta di riforma del Consorzio di Bonifica, che diventa sempre più urgente e necessaria».
Magari 0,08 centi-euro/mc!!! In realtà sono 8 centi-euro/mc, ossia 100 volte (8 = 100*0,08) tanto.