Arrivano i vaccini all’Anffas,
prima dose per 65 assistiti
«Sono stati mesi duri»

MACERATA - Alle 13 è iniziata la vaccinazione per i ragazzi affetti da disabilità, fino ad oggi esclusi dalla priorità. Il presidente Scarponi: «Prossimo passo somministrare le dosi anche a familiari ed assistenti»
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Marco Scarponi

 

di Marco Ribechi

Il vaccino anti-Covid 19 arriva anche per l’Anffas Macerata. E’ partita alle 13 circa la vaccinazione tanto attesa per 65 assistiti dall’associazione di sostegno alle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo. Questa mattina il presidente Marco Scarponi, accompagnato da una scorta come vogliono le direttive, è andato a ritirare le dosi che in giornata saranno somministrate alla quasi totalità dei ragazzi dell’associazione ad esclusione di quelli le cui famiglie si sono opposte. «Sono stati mesi molto duri – spiega Scarponi – sia per la nostra struttura che ha dovuto sostenere ingenti spese per salvaguardare la salute di chi vive qui e di chi la frequenta, sia per le famiglie delle persone che assistiamo che hanno subito una pressione e un carico di responsabilità davvero enorme».

Fino ad oggi infatti erano stati vaccinati solo gli operatori in quanti personale sanitario mentre i disabili, seppur persone fragili, non avevano avuto la priorità. «La nostra attenzione è stata quella di non portare focolai all’interno della struttura – continua Scarponi – poiché molti ragazzi non sono autosufficienti e, in caso di ospedalizzazione, dovrebbero essere assistiti 24 ore su 24. Se già il Covid è una situazione molto provante per chiunque si può immaginare cosa significhi per persone che vivono degli equilibri delicatissimi nella propria quotidianità». Il prossimo passo estremamente atteso è quello di vaccinare anche tutti i caregiver, ovvero i familiari e le figure di assistenza: «E’ ovvio che vaccinare i nostri assistiti ma non le persone che si occupano di loro significa lasciare aperta una finestra di pericolo – continua Scarponi – siamo però fiduciosi di poter concludere questo processo entro fine aprile, almeno così ci è stato detto anche in relazione alla disponibilità dei vaccini. Si tratta di avere copertura per almeno altre 150 o 200 persone».

Il ritardo nelle vaccinazioni è stato causato anche dalla disponibilità delle dosi: «Per alcune patologie viene consigliato il Pfizer o Moderna – conclude Scarponi – seppur non ci siano ad oggi controindicazioni per l’Astrazeneca. Quindi abbiamo dovuto attendere la disponibilità dei primi due. Nella giornata di oggi fondamentale è stato il supporto della Croce Rossa che sta assistendo ogni attività anche con un’ambulanza di supporto e dell’anestesista e rianimatore dottor Mauro Proietti che sta offrendo la sua supervisione. Sia l’associazione che il dottore hanno dimostrato grande sensibilità».

 

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