Vaccini extra alla Protezione civile,
Piccinini e Renna difendono i volontari
La questione riservisti in Consiglio

MACERATA - Il dirigente regionale: «Da pochi giorni un accordo con l'Asur Marche consente in maniera sistematica di somministrare il farmaco alla fine di ogni turno alla squadra che è in servizio». L'assessore Paolo Renna: «Andavano vaccinati insieme al personale sanitario ma ci si era dimenticati di loro». Roberto Natali, uno dei volontari presenti ieri: «Non togliamo le dosi a nessuno». Interrogazione di David Miliozzi e Elisabetta Garbati
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La polizia ieri sera al centro vaccinale

 

di Federica Nardi

«Solo da pochi giorni un accordo con Asur Marche consente in maniera sistematica di somministrare vaccini ai nostri volontari: alla fine di ogni turno ai punti vaccinali la squadra di volontari presente ha diritto ad essere vaccinata». A dirlo David Piccinini, dirigente della Protezione civile regionale, dopo il caso al punto vaccinale di Macerata. In via Capuzi ieri sera si è presentata la polizia chiamata da Gianluca Moscatelli, infermiere di Dialisi che voleva capire perché la madre 77enne e cardiopatica non potesse vaccinarsi come “riservista”, vedendosi passare davanti volontari di Protezione civile molto più giovani di lei.

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David Piccinini

La polizia ha chiarito dopo un’oretta di controlli che la direttiva regionale non prevede riservisti (anche se oggi Piccinini dice una cosa ancora diversa), e tra l’altro non c’erano dosi avanzate per cui situazione risolta. I dubbi di Moscatelli però, nati dalle dichiarazioni di uno dei volontari della Protezione civile addetti alla misurazione della temperatura e alla gestione dei flussi in ingresso al punto vaccinale, nascevano dal fatto che anche la sera prima ci fossero davanti alla madre cinque volontari di Protezione civile, di cui uno, parole del volontario all’ingresso «venuto da Matelica».

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David Miliozzi, consigliere comunale di opposizione

Sul caso l’opposizione presenterà anche un’interrogazione in Consiglio comunale, a firma di David Miliozzi ed Elisabetta Garbati, per chiedere conto all’amministrazione della gestione dei vaccini e soprattutto delle dosi che avanzano a fine giornata. Nel dettaglio chiedono: «Se l’amministrazione si è adoperata per accedere alle liste di vaccinati, comprese quelle dell’ospedale, se si è adoperata per conoscere e verificare le modalità di somministrazione dei vaccini e se quindi può fornire tali dati alla cittadinanza per dovuta trasparenza ed informazione. Se l’amministrazione si sta adoperando per aggiornare e riferire alla cittadinanza tali dati regolarmente, per renderla consapevole dell’evolversi della situazione in città. Se si sta adoperando per allestire rapidamente un sistema trasparente per la prenotazione e la gestione della somministrazione ai riservisti delle dosi vaccinali avanzate secondo disposizioni nazionali. Sul tipo di iniziative intraprese per verificare la corretta somministrazione dei vaccini in eccesso Se intende lavorare, in sinergia con gli enti e le Istituzioni preposte, alla redazione di una lista di riserva per la gestione dei vaccini in eccesso».

«I nostri volontari stanno lavorando a supporto della popolazione e del Sistema sanitario da inizio della pandemia, quindi da febbraio del 2020 – prosegue Piccinini -. Dal 20 febbraio del 2021 una media di circa 150 volontari al giorno, sono presenti sui punti vaccinali per dare informazioni, regolare i flussi, e in generale per dare supporto agli operatori sanitari. Tutto questo senza essere ancora stati tutti vaccinati, facendo affidamento solo sui dispositivi di protezione individuale. Ai volontari di Protezione civile la comunità marchigiana dovrebbe fare arrivare un grazie. Per poco che conta ai volontari di Protezione civile il mio grazie».

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Paolo Renna

Paolo Renna, assessore comunale alla Protezione civile, dice che è una «polemica sul nulla. Mi dispiace che un membro sanitario faccia queste polemiche, anche lui in prima linea. La Protezione civile andava vaccinata insieme al personale sanitario. Poi si è messa una pezza perché ci si era dimenticati di loro. Se si va avanti con la vaccinazione di massa è solo grazie ai volontari. Era doveroso dare precedenza a loro. Che non prendono tra l’altro una lira. Figliuolo ha fatto una direttiva senza rendersi conto delle realtà dei territori, per cui succede che vanno lì persone a chiedere di essere vaccinati. Non si può fare la guerra tra poveri. Mi sono anche sospeso da volontario in Protezione civile proprio per evitare di passare avanti». Per cui basta iscriversi a un’associazione di Protezione civile e si viene vaccinati? «No – dice Renna -. Tu ti iscrivi a un’associazione di Protezione civile ma poi devi fare un corso. Il primo corso è sulla legge 81 e ci vogliono uno, due mesi. Non tutte le associazioni hanno tutti i componenti iscritti alla piattaforma Voloweb e quindi abilitati. Il Comune non è un ente che si occupa di vaccini, sono tutte esclusiva dell’Asur che sono sicuro che non avrà problemi a chiarire cosa sia successo. I Comuni possono dare solo supporto logistico. Anche a livello di Protezione civile, non è quella comunale che coordina ma quella provinciale. I gruppi che gestiscono i turni sono dei 24 Comuni, sicuramente saranno stati chiamati per essere vaccinati. Si naviga a vista inoltre perché non arrivano messaggi chiari, in primis sul numero di vaccini che arrivano».

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Roberto Natali

Ha chiesto di dire la sua anche Roberto Natali, uno dei volontari presenti ieri e che per tre anni è stato rappresentante del volontariato di Protezione civile in Regione. «I volontari di Protezione civile, se vengono vaccinati a Macerata, è solo perché sono in servizio al punto vaccinale – spiega Natali -. Non c’è nessuna “telefonata a fine serata”». Natali porta inoltre il suo esempio: «Io sono stato vaccinato perché una sera ero in servizio e sono avanzate due fiale di Pzifer. E quindi l’ho fatto anche perché non ero molto convinto. Stamattina sono andato a fare la seconda dose con il numeretto e la fila».  Al punto vaccinale di Macerata, spiega Natali, «ci sono persone interne che gestiscono l’affollamento che è la cosa più importante. Poi ci sono due persone che chiamano i numeretti e noi depenniamo su elenco che ci è stato consegnato a inizio turnazione dalla responsabile della struttura, che è sempre una dottoressa delegata dall’azienda sanitaria territoriale. Depenniamo le persone, verifichiamo che abbiano compilato tutti i fogli e li mandiamo dentro. Dove ci sono altri volontari che gestiscono dove mandarli e se prima o seconda dose. Quando hanno fatto sul vaccino un altro volontario li manda dove stanno seduti 15 minuti e poi passano in segreteria per certificare che hanno fatto il vaccino. Non possiamo decidere chi sì e chi no. Sono rigidissimi là dentro. I volontari non tolgono le dosi a nessuno, la direttiva della regione non è campata per aria. tutti i giorni sono in prima linea ed entrano a contatto con centinaia di persone».

 

 

 

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