Nuova variante Covid isolata a Torrette
«E’ quella newyorkese,
sono i primi casi in Italia»

VIRUS - Trovata in due persone del Pesarese, il direttore del laboratorio di Virologia Stefano Menzo: «Al momento non ci sono evidenze scientifiche sull'eventuale capacità di questa variante di evadere la risposta neutralizzante suscitata dagli attuali vaccini»
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Ambulanze al pronto soccorso di Torrette

 

di Francesca Marsili

Una nuova variante finora non descritta in Italia è stata identificata ieri nel laboratorio di Virologia dell’azienda ospedaliero universitaria di Ancona: si tratta della mutazione E484K del Coronavirus, cosiddetta variante newyorkese. Il sequenziamento è avvenuto nell’ambito della sorveglianza epidemiologica molecolare effettuata a campione randomizzato sui tamponi positivi provenienti da tutte le Marche. «Tale variante, rilevata nei tamponi di due persone non apparentemente correlate provenienti dalla provincia di Pesaro-Urbino – spiega il prof Stefano Menzo, direttore del labotorio di Virologia –  è stata identificata tramite sequenziamento nucleotidico della proteina Spike e confrontata con i database internazionali. Si tratta di una variante che era stata identificata a New York negli Stati Uniti a novembre (a cui è tato attribuito il nome di B.1.526), e che si è poi diffusa gradualmente in quel paese, costituendo attualmente oltre il 12% dei contagi a New York. La variante è caratterizzata dalla mutazione E484K, che insiste sul sito di legame con il recettore, oltre ad altre 5 mutazioni aminoacidiche sulla stessa proteina. Al momento non ci sono evidenze scientifiche sull’eventuale capacità di questa variante di evadere la risposta neutralizzante suscitata dagli attuali vaccini». Si tratta di un’ulteriore mutazione, probabilmente generata da un mix di combinazioni, diversa da quelle inglese, sudafricana e brasiliana già rilevate. Le mutazioni del virus SarsCoV2 non erano inaspettate dal mondo scientifico. L’allarme per le nuove varianti preoccupa soprattutto in relazione all’efficacia dei vaccini sino ad ora autorizzati che potrebbero necessitare di ulteriori adattamenti. I virus, in particolare quelli a Rna come i coronavirus, evolvono costantemente attraverso mutazioni del loro genoma. Mutazioni del virus Sars-CoV-2 sono state osservate in tutto il mondo fin dall’inizio della pandemia. Mentre la maggior parte delle mutazioni non ha un impatto significativo qualcuna può dare al virus alcune caratteristiche come ad esempio un vantaggio selettivo rispetto alle altre attraverso una maggiore trasmissibilità, una maggiore patogenicità con forme più severe di malattia o la possibilità di aggirare l’immunità precedentemente acquisita da un individuo o per infezione naturale o per vaccinazione. In questi casi diventano motivo di preoccupazione, e devono essere monitorate con attenzione.

(ultimo aggiornamento alle 13,34)

 



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