«Niente AstraZeneca a mia madre,
rimandati a casa dopo 3 ore
E l’Asur non ci ha mai ricontattato»

SAN SEVERINO - Claudio Scarponi, ex consigliere comunale, aveva accompagnato la mamma a fare il vaccino. Per precauzione non gli è stato somministrato, con l'assicurazione sarebbe stato richiamato. Alla fine ha riprenotato lui: «Ma non sanno che tipo di farmaco sarà disponibile quel giorno»
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I vaccini a San Severino si svolgono alla sala Italia

 

«Non sarebbe il caso di organizzarsi prima di mandare gli anziani a fare tre ore di attesa per poi farli tornare a casa perché la precauzione, in presenza di alcune patologie, è quella di evitare la somministrazione di Astrazeneca, lasciandoli per oltre dieci giorni in attesa di una chiamata senza che questa arrivi?». A domandarlo Claudio Scarponi, ex consigliere comunale di San Severino, che denuncia una delle difficoltà in cui si trovano gli anziani che hanno diritto al vaccino. La storia che racconta è quella che ha vissuto in prima persona, prenotando l’appuntamento per sua madre, Maria Quercia, 85 anni, diabetica. «Il 13 marzo mi sono recato al punto di vaccinazione nella sala Italia di San Severino, come indicato nella prenotazione online – spiega -. Essendo mia madre diabetica ed essendo prevista la vaccinazione con AstraZeneca, dopo tre ore di attesa, il medico addetto al controllo ha preferito in via precauzionale di non procedere all’iniezione del farmaco tanto discusso, non ancora sospeso come poi accaduto, e rinviare la somministrazione con altro tipo di vaccino, cosa accaduta a mia madre e ad una quindicina di persone quel giorno. Siamo stati congedati con un “sarete richiamati dall’Asur”».

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Claudio Scarponi

Il problema, secondo Scarponi, è proprio questo: «Dopo 10 giorni nessuna notizia, allora provo a chiamare al numero verde e nessuno sa indicarmi se e quando mia madre sarà sottoposta al vaccino – precisa Scarponi-. Così ho prenotato un nuovo appuntamento per il 24 aprile, questa volta a Macerata, ma l’operatrice non sa che vaccino verrà somministrato quel giorno e quindi dovrei essere io a preoccuparmi di capire se faranno AstraZeneca o altro. Dov’è la priorità per chi ha una seria patologia ed è ultra ottantenne? – domanda – Perché non si attiva un altro numero per queste persone malate? E perché non si sospende per qualche giorno la vaccinazione al personale scolastico visto che le scuole sono chiuse? Eppure sono arrivate sia nuove dosi di Moderna che di Pifzer. Se avessi un numero a cui rivolgermi lo chiamerei  – conclude – e credo lo farebbero tutte le persone che hanno congiunti con patologie che stanno aspettando di capire se e quando potrà essere possibile fare il vaccino più indicato».

(Ma. Cen.)

 



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