«Omissioni nei controlli
sull’ex cementificio Sacci»
Sotto accusa ex direttore Arpam

CASTELRAIMONDO - L'accusa contesta a Gianni Corvatta e al responsabile del settore Aria, Massimo Marcheggiani delle presunte irregolarità nelle verifiche svolte su richiesta della Provincia per comprendere se vi fosse emissione di inquinanti dal sito. Oggi si è svolta l'udienza preliminare, il giudice ha disposto una perizia
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Il cementificio Sacci

 

di Gianluca Ginella

Era cominciato tutto da esposti dei residenti di San Severino, Gagliole e Castelraimondo preoccupati perché nella zona, dove si trovava il cementificio Sacci, c’erano stati aumenti di tumori nella popolazione. Da qui la richiesta, accolta dalla Provincia, di svolgere accertamenti per comprendere se il sito fosse inquinato. La Provincia aveva incaricato l’Arpam di fare i controlli. Era il 2015. Nel 2017 l’allora consigliere regionale Luigi Zura Puntaroni aveva fatto un esposto alla procura e presentato un dossier in cui sollevava perplessità e accuse sugli accertamenti svolti dall’Arpam. È così partita una indagine della procura di Macerata per accertare cosa fosse accaduto.

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Gianni Corvatta

Per la procura ci sarebbero state delle presunte irregolarità, e nel registro degli indagati erano stati iscritti l’allora direttore dell’Arpam Gianni Corvatta, 63 anni, e il responsabile del settore aria dell’Arpam, Massimo Marcheggiani, 60 anni, residente a Tolentino. Le accuse sono di omissione d’atti d’ufficio e falso ideologico.

Per Corvatta e Marcheggiani questa mattina si è svolta l’udienza preliminare davanti al gup Domenico Potetti del tribunale di Macerata. Marcheggiani ha chiesto di fare il processo con rito abbreviato, Corvatta invece non ha chiesto riti alternativi. Entrambi sostengono con forza di non avere commesso illeciti nella loro attività. Il giudice ha deciso di far fare una perizia per valutare il caso e rinviato l’udienza al 17 marzo del prossimo anno. Per il solo Corvatta l’accusa (pm Enrico Riccioni) parla della relazione finale sulle indagini ambientali per la qualità delle matrici di suolo e aria e studio dei bioindicatori licheni nelle aree che potevano essere potenzialmente interessate da una eventuale ricaduta di inquinanti emessi in atmosfera dall’impianto Sacci. Nonostante il superamento del parametro Cobalto nel territorio di San Severino, dice l’accusa, Corvatta non ne avrebbe dato comunicazione agli enti competenti e non avrebbe predisposto le relative indagini.

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Il pm Enrico Riccioni

Inoltre a fronte della richiesta della Provincia, del 21 febbraio 2017, avrebbe omesso di procedere con la massima rapidità e di comunicarne gli esiti entro 30 giorni al fine di consentire all’ente l’eventuale avvio delle procedure di legge.

A Corvatta e Marchegiani viene contestato di aver attestato falsamente «la conformità alla norma tecnica prevista per legge di 70 referti analitici dell’Arpam riguardanti campionamenti delle Pmi, che sarebbero stati eseguiti senza rispettare l’obbligo di campionamento di 24 ore, senza indicare l’intervallo di prelievo e con incongruenze tra il periodo di prelievo e il volume d’aria campionato» dice l’accusa.

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L’avvocato Guglielmo De Luca

Inoltre «invece di annullare i referti, li avrebbero usati illegittimamente per rassicurare enti e residenti circa l’esistenza nei limiti di legge delle concentrazioni di metalli pesanti nell’aria – si legge nel capo di imputazione –, impedendo in tal modo di effettuare la procedura volta alla individuazione dei punti più rappresentativi per l’ubicazione delle centraline per il monitoraggio inerente la qualità dell’aria ed i punti dove effettuare i campionamenti per la valutazione dei suoli». Per la procura avrebbero omesso anche di integrare le indagini «una volta venuti in possesso del documento con cui il cementifico Sacci aveva individuato le aree di massima ricaduta». Oggi il giudice ha disposto una perizia, dopo aver accolto la richiesta di Marcheggiani, difeso dall’avvocato Guglielmo De Luca, di fare il processo con rito abbreviato. Corvatta, assistito dal legale Leonardo Filippucci, ha invece deciso di non richiedere riti alternativi. Entrambi gli imputati respingono le accuse che vengono loro contestate. «Marcheggiani è assolutamente sereno e certo di dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati» dice l’avvocato De Luca.

 

Indagine ambientale sulla Sacci, esposto di Zura contro l’Arpam



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