«Non voleva uccidere la sorella,
il cuscino per non farle sbattere la testa»
Il 61enne resta in carcere

CORRIDONIA - Oggi si è svolta la convalida dell'arresto del pensionato finito in manette giovedì. Secondo il legale dell'uomo: «È stato lui ad essere aggredito per primo. Per questo l’ha immobilizzata. Sulla misura cautelare farò ricorso»

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Fifa tribunale Macerata 4

di Gianluca Ginella

«Non ha tentato di uccidere la sorella, l’ha immobilizzata ma è stato lui ad essere aggredito per primo. Si è trattato di una lite. Il cuscino? L’ha sistemato vicino alla sorella per timore potesse battere la testa», così l’avvocato Stefano Simonetti che assiste il pensionato di Corridonia, ex operaio metalmeccanico, arrestato giovedì per tentato omicidio della sorella e al momento in carcere. Il legale parla al termine dell’udienza di convalida che si è svolta questa mattina in videocollegamento davanti al giudice Francesca Preziosi del tribunale di Macerata. Il 61enne nel corso dell’udienza si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha confermato la misura in carcere. I fatti contestati all’uomo sono avvenuti giovedì. Quel giorno la sorella del 61enne, che ha 58 anni, è andata a trovare la madre che vive con il fratello. Sarebbe poi nata una lite a causa della gestione della mamma, anziana e allettata. In quel momento in casa c’era anche la badante della donna. Secondo i carabinieri, giunti sul posto (chiamati da un vicino e dallo stesso 61enne), hanno trovato l’uomo che teneva immobilizzata a terra la sorella. Secondo la ricostruzione degli inquirenti il pensionato avrebbe messo un cuscino in faccia alla donna per non farla gridare. L’uomo era stato arrestato per tentato omicidio. La sorella ha riportato dieci giorni di prognosi.

Oggi in collegamento dal carcere di Montacuto di Ancona il 61enne ha partecipato all’udienza di convalida dell’arresto. «Non ho avuto modo di accedere agli atti, secondo me è stata una violazione del diritto di difesa, e per questo si è avvalso della facoltà di non rispondere» dice l’avvocato Simonetti. Il legale sulla vicenda spiega: «Il mio assistito non aveva alcuna intenzione omicida. È stato lui a chiamare i carabinieri. In casa c’era anche la badante ed è da lei che si è fatto portare il cuscino perché temeva la sorella sbattesse la testa mentre la teneva immobilizzata a terra. C’è stata una lite, è lui che è stato aggredito per primo e per questo l’aveva immobilizzata». Il giudice ha confermato la misura in carcere per pericolo di reiterazione del reato. «Ritengo che fosse sufficiente una detenzione domiciliare – prosegue il legale -, perché non convive con la sorella. La misura in carcere è troppo gravosa, farò ricorso. Il mio assistito è una persona tranquillissima, non ha precedenti».

Litiga con la sorella, la butta a terra e le mette un cuscino sulla faccia: arrestato per tentato omicidio




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