Indagine ambientale sulla Sacci,
esposto di Zura contro l’Arpam

CASTELRAIMONDO - Il consigliere regionale ha presentato un dossier in cui si citano presunte violazioni nelle relazione stilata sui rischi ambientali del cementificio. Il direttore Corvatta: "Non siamo a conoscenza, esamineremo gli atti"

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sacci

Il cementificio Sacci

 

Analisi sul rischio d’inquinamento del cementificio ex Sacci, il consigliere regionale Luigi Zura Puntaroni presenta una denuncia in procura contro l’Arpam. Nell’esposto viene fatta una analisi sull’indagine ambientale svolta sulla qualità di suolo, aria e acque nelle zone che, potenzialmente, potevano essere interessate da ricadute di sostanze inquinanti emesse in atmosfera dall’impianto di Castelraimondo. Zura Puntaroni chiede alla procura di valutare se vi siano ipotesi di reato come l’abuso d’ufficio e la malversazione o «qualsiasi reato perseguibile d’ufficio», scrive, relativamente alle analisi svolte dall’Arpam e depositate con un elaborato nell’ottobre del 2015. Dalle analisi era emerso che i paramenti erano nella norma. Zura Puntaroni però sostiene che vi siano presunte gravi carenze nel lavoro svolto dall’Arpam. Ad esempio, si legge nell’esposto, tra le cose che non vanno c’è l’analisi del suolo dove era stato riscontrato, in un campione di terreno, il superamento della concentrazione soglia di contaminazione per il cobalto (il valore trovato era di 49 milligrammi per chilo).

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Il consigliere regionale Luigi Zura-Puntaroni

L’azienda si era limitata, dice Zura Puntaroni, a scrivere nella relazione che era necessario predisporre ulteriori indagini su questo dato. Ma, dice Zura Puntaroni, «non si ha notizia dello svolgimento di ulteriori indagini volte ad accertare la situazione». Altro punto dell’esposto è il sito scelto dall’Arpam per le rilevazioni dell’aria (vicino a dove si trova una scuola, ndr) che, si legge nell’esposto «non sembra rappresentativo: il flusso d’aria non è sufficiente ed è ostruito dagli alberi, dagli edifici e dalla siepe». E ancora nell’esposto in procura si dice che la campagna di misurazione è stata svolta per 15 settimane su 30 in un periodo in cui l’impianto era fermo. Sulle analisi del suolo: «non viene chiarito se il prelevamento di 29 campioni sia sufficiente a garantite il raggiungimento degli obiettivi dell’indagine, come non viene evidenziato se nella scelta del numero e distribuzione dei campioni si sia tenuto conto dell’estensione del sito». L’analisi del resoconto svolto dall’Arpam è stato affidato ad uno studio specializzato (“Consulenze ambientali spa”) che ha redatto una propria relazione per conto del Comitato salva salute di Castelraimondo. Da questa analisi «Si evince che l’Arpam ha compiuto delle gravissime violazioni metodologiche» dice Zura Puntaroni che cita, ad esempio, come «molti certificati pm 10 coprono poche ore o giorni di campionamento. Le misure non sono, quindi, da considerare rappresentative anche perché riguardano per lo più ore notturne».  

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Gianni Corvatta

Il consigliere regionale nell’esposto si spinge anche oltre e parla di «gravi violazioni», mentre in uno scritto comparso nei giorni scorsi su Facebook, chiama direttamente in causa il direttore dell’Arpam, Gianni Corvatta. Corvatta, attualmente impegnato con la campagna elettorale per la poltrona di sindaco di Tolentino, dice: «L’azienda non è a conoscenza di nulla, esaminerà gli atti».




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