«Sogno Aperitivi culturali tutto l’anno
Servono più risorse per l’opera»

MACERATA - Intervista alla curatrice della rassegna Cinzia Maroni, che traccia il bilancio dell'edizione appena conclusa, segnata dalle sfide della pandemia: «La gente ha bisogno di respirare cultura»
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Cinzia Maroni

 

di Giulia Mencarelli

Considerati un piccolo festival nel festival lirico, gli Aperitivi culturali attenendosi al tema del Macerata opera festival e a quello delle singole opere, dilatano gli argomenti e le implicazioni, riuscendo così ad intercettare non solo il pubblico dei melomani ma uno più vasto che può accostarsi all’opera dalle vie più impensate ed originali. Con l’appena conclusa stagione degli Aperitivi culturali 2020, l’organizzatrice, Cinzia Maroni (Associazione Sferisterio cultura) racconta come l’opera lirica abbia vinto la sfida del post covid. Stasera alle 21 l’ultimo appuntamento del Mof con il concerto di Simone Cristicchi allo Sferisterio. 

Gli Aperitivi culturali 2020 hanno registrato un continuo sold out. Possiamo definire la cultura (tutta), “salvagente” dalla pandemia?

La gente ha bisogno di respirare cultura, come proiezione verso sguardi futuri. Merito sia della validità del cartellone offerto che della grande voglia di condividere insieme e dal vivo gli incontri culturali. Penso che iniziative come queste siano state occasione di evasione anche per i più lontani dal mondo della lirica.

Altra vittoria, non scontata, è stata anche l’aver avuto in presenza tutti gli ospiti.

In molti sono ormai degli affezionati alla manifestazione che neanche la pandemia ha saputo fermare. Il Don Giovanni li ha uniti per poi separarli nelle varie interpretazioni, contaminando generi e discipline. Si è passati quindi dall’analisi dei musicologi (Girardi e Batisti) che hanno raccontato al pubblico l’opera buffa mozartiana (così infatti è chiamato il Don Giovanni dal suo compositore) all’analisi delle implicazioni filosofiche e letterarie sottese al mito del Dissoluto punito. Il filosofo Umberto Curi, autore di un fondamentale testo sulla Filosofia del Don Giovanni ha incantato il pubblico con un excursus da Tirso da Molina ad oggi, passando per Mozart-Da Ponte, provando in maniera inconfutabile che Don Giovanni è stato condannato a sprofondare vivo all’inferno non certo perché seduceva le donne ma perché rappresentativa un irriducibile contestatore dei valori dominanti, dalla famiglia alla religione. E il critico letterario Pasquale Stoppelli che affrontando il tema della presenza di Don Giovanni nei Promessi Sposi ha evidenziato come il Manzoni abbia inteso azzerare le ambiguità presenti nel racconto mozartiano e schiacciare il Don Giovanni nel cattivissimo Don Rodrigo e angelicare Zerlina in Lucia. Don Giovanni è stato legato anche ai temi di attualità come quello del Me Too per capire, con l’avvocata Giulia Boccassi e la giornalista Angela Azzaro, i confini tra seduzione e violenza e tra la morale e il diritto. Insieme ad Andrea Panzavolta, ultimo ospite degli Aperitivi un’analisi del mito mozartiano incentrata sull’eccesso. Il Trovatore, con Cesare Catà, ha affrontato il tema dello storytelling (che nel trovatore è esaltato in quanto tutto è raccontato e poche cose accadono in “diretta”) e della favola del “figlio scambiato” (con le implicazioni psicanalitiche che ne sono state tratte).

A causa della pandemia, la rassegna si è vista spodestata dal suo luogo natio, gli Antichi forni, per trovare nuova dimora nel giardino dell’ex Asilo Ricci. Che sia la nuova, definitiva, sede?

Questa nuova sede è un luogo magico, che ci è piaciuto tantissimo. Purtroppo, però, si tratta di una magia temporanea, concessaci solo in via eccezionale. Se, come ci auguriamo, dal prossimo anno saranno tre le opere in cartellone, questo luogo ritornerà ad essere palcoscenico di prova per gli artisti.

Vista la partecipazione agli Aperitivi di due candidati sindaci, cosa si sente di chiedere?

Aperitivi culturali tutto l’anno. La speranza è di poter parlare di opera lirica anche nella stagione invernale e di ampliare sempre di più il cartellone estivo. La città brilla con l’opera e con la rassegna degli Aperitivi ma servono più risorse e finanziamenti. Quello che offriamo non è solo una lezione pre-opera ma un pacchetto completo, dalla competenza dei più illustri ospiti alla presentazione del libretto di sala.

Infine, Cinzia Maroni ringrazia sia gli sponsor (Maga Cacao, il Forno di Matteo, Centrale Eat, Il Quartino, Il Contadino, Di Gusto, Sigi, Antica Gastronomia) che hanno accettato di preparare porzioni monouso dei loro prodotti consentendo anche l’aperitivo classico che Enzo Gironella addetto alle qualità del vino Ribona. E ancora un grazie ai ragazzi e alle ragazze dello Sferisterio che hanno accolto il pubblico, misurando la febbre ed assegnando i posti numerati. Così ai tecnici che hanno allestito il palco, a Riccardo Minnucci per la preparazione video e a Gabriella Lampa che ogni giorno ha superbamente recitato le letture scelte dagli ospiti, ai membri del direttivo di Sferisterio Cultura, in primis alla sua presidente Marilena Sparapani.

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