Nuova sede Banca Macerata, Tartuferi:
«Non possiamo pagare errori altrui
Operiamo nella massima correttezza»

IL PRESIDENTE ONORARIO ricostruisce l'iter dalla decisione del CdA di realizzare un'adeguata sede direzionale al Consiglio comunale di ieri e sottolinea: «bonificheremo un sito, posto proprio all’ingresso della città, abbandonato ed occupato da decenni dai residui della precedente attività»
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il presidente onorario Loris Tartuferi

 

Trasparenza e correttezza sono i termini che Loris Tartuferi, presidente onorario di Banca Macerata, utilizza per descrivere l’operazione che porterà alla realizzazione della nuova sede dell’istituto in contrada Acquevive, a ridosso della Carrareccia. Il progetto ha incassato ieri l’approvazione del Consiglio comunale nonostante la diffida di alcuni proprietari di aree a Valleverde ai consiglieri a non votare la delibera, secondo loro illegittima perché prevedendo la trasformazione di una porzione di area agricola in produttiva/direzionale, violerebbe il divieto di edificare in nuove aree senza aver prima completato per il 75% quelle esistenti. «L’azione della Banca non solo è pienamente legittima e corretta – replica Loris Tartuferi – e l’azienda non può certo essere chiamata a sopportare le conseguenze di decisioni ed errori altrui eventualmente relativi a Valleverde. Infine,  con la sua iniziativa la Banca procede a bonificare un sito, posto proprio all’ingresso della città, abbandonato ed occupato da decenni dai residui della precedente attività, mettendone la nuova struttura anche a disposizione della Comunità».
Tartuferi ricorda che è fondatore e presidente effettivo di Banca Macerata all’epoca dell’avvio del progetto, che risale al lontano aprile 2015 con l’acquisto dell’area e ricostruisce la vicenda. «A distanza di più di cinque anni dalla decisione del consiglio di amministrazione di dotare la Banca di una propria adeguata sede direzionale, indispensabile per accorpare in un unico sito i diversi uffici sparsi in più appartamenti detenuti in affitto, sembra che purtroppo potrebbero non essere ancora arrivati a conclusione i complicati e difficili iter della progettazione e dell’autorizzazione da parte delle competenti Autorità.
La progettazione ha subito nel tempo ripensamenti, cambiamenti ed aggiornamenti finalizzati ad ottenere il massimo comfort nell’utilizzo di una struttura complessa, il massimo beneficio per la Comunità che pure ne potrà usufruire, il più efficace messaggio al Territorio di riconoscibilità e di comunicazione della Banca e, infine, per valutare gli accorgimenti dettati dall’epidemia coronavirus. Il tutto in modo di rendere compatibili nel limite dei fondi all’uopo a suo tempo stanziati i costi necessari per realizzare la struttura con l’impiego delle più avanzate tecniche disponibili».

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Una parte della lottizzazione Valleverde

Poi la questione politica. «L’iter autorizzativo, oltre a tutte le complicate procedure del settore, è invece purtroppo incappato anche in una diatriba politica nei confronti del Comune di Macerata in relazione alla disponibilità e, secondo l’autore della denuncia, al conseguente obbligo di utilizzare altre aree in luogo di quella scelta dalla Banca, in quanto ampiamente disponibili ed inutilizzate in altro sito appositamente approntato al riguardo.
Tale tesi era stata infatti sostenuta nell’articolo “Si pensa a far costruire sulla Carrareccia e Valleverde è una cattedrale nel deserto”, apparso a metà gennaio scorso con toni alquanto ultimativi e minacciosi nel quale, facendosi riferimento ad un non meglio precisato istituto finanziario, non era difficile riconoscere Banca Macerata.
Ovviamente nulla di più comprensibile e legittima contrapposizione tra coloro che hanno punti di vista e interessi diversi, se non che la denuncia contiene affermazioni non veritiere che a me, nelle suddette qualifiche, compete di dovere correggere e smentire».
E procede con le precisazioni: «L’articolo affermava che la Banca, nell’acquistare a suo tempo la superficie necessaria per collocarvi il parcheggio al servizio ed a lato della struttura, chiedendone poi il cambio di destinazione e così contravvenendo secondo l’Autore a regole urbanistiche, ne aveva presumibilmente anche avuto qualche beneficio pagando l’area di che trattasi a prezzo di terreno agricolo.
Nulla di più infondato sia per il preteso non rispetto di regole urbanistiche che per il presunto beneficio della Banca nell’acquisto del frustolo di terreno da adibire a parcheggio.
Quest’ultima supposizione è del tutto arbitraria in quanto il proprietario dell’area destinata a parcheggio che, va precisato, sarà una struttura mista pubblico/privata, vista la favorevole occasione, come si può facilmente immaginare, ovviamente non se l’è lasciata sfuggire,
E quindi, poiché l’acquisto del terreno è stato ovviamente effettuato con rogito notarile, in merito al presunto beneficio che sarebbe stato conseguito dalla Banca, ciascun curioso potrà in ogni momento andare a verificare se il prezzo di vendita è adeguato o meno a quello di un piccolo lotto di terreno agricolo.
In quanto al presunto non rispetto di prescrizioni urbanistiche, che, si badi bene, riguardano l’utilizzo a parcheggio e non certo l’edificabilità del piccolo lotto, basta invece leggere con molta attenzione la corposa pratica per la richiesta dell’autorizzazione che, insieme alla diverse memorie, comprende tutti i pareri positivi di un numero infinito di enti a ciò preposti, infine accolti e fatti propri con propria delibera dal Consiglio Comunale.
Non desidero entrare nel merito dei problemi tecnico giuridici della questione del resto già succintamente indicati ieri»

 

Ok alla variante in contrada Acquevive, nuova sede per la Banca di Macerata: ma si annuncia una battaglia legale

Si pensa a far costruire sulla Carrareccia E Valleverde è una cattedrale nel deserto

 



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