25 Aprile, l’Anpi lo celebra
con i versi di Mahvash Sabet

CORRIDONIA - Domenica al teatro Velluti Serena Abrami ed Enrico Vitali dialogheranno tra musica e poesia con i versi che la scrittrice iraniana compose dal carcere

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Serena Abrami Enrico Vitali

Serena Abrami ed Enrico Vitali

L’Anpi di Corridonia, con il sostegno dell’amministrazione comunale e dell’Assessorato alla cultura, celebra questa giornata con un’iniziativa al teatro Velluti domenica alle 17,30. “Partitura di stagioni – concerto per Mahvash Sabet” è un concerto teatrale che intreccia musica e parola, attraversando confini geografici e culturali per interrogare il presente e affermare la parola come atto di libertà; è una piccola opera contemporanea che costruisce uno spazio scenico sonoro in cui voci, musica e versi si fondono in uno spartito inedito di poesia e resistenza.

Le musiche e i testi originali di Serena Abrami ed Enrico Vitali dialogano con le poesie di Mahvash Sabet, tratte dalla raccolta “Poesie dalla prigione”, componendo un paesaggio emotivo che nasce dalla reclusione ma si apre a una dimensione universale. Scritti durante la detenzione nella prigione di Evin, i versi della poetessa iraniana diventano materia viva: parola che attraversa il silenzio imposto e si trasforma in testimonianza. Il progetto nasce da una ricerca musicale e umana sviluppata negli ultimi due anni, in cui la composizione si è nutrita di incontri, testimonianze e attraversamenti culturali, con il confronto e il supporto della traduttrice Stella Sacchini e della traduttrice Faezeh Mardani. La parola poetica è al centro: non come elemento decorativo, ma come strumento politico, capace di generare presenza e relazione. In questo lavoro, la Voce diventa amplificatore di speranza e testimonianza diretta, la musica uno spazio di possibilità in cui ciò che è marginalizzato o silenziato può emergere. Le tessiture sonore si intrecciano con materiali raccolti anche attraverso esperienze dirette, come il confronto con realtà di rifugiati e dialoghi con traduttori e studiosi, dando vita a una drammaturgia stratificata, attraversata da più lingue e sensibilità. In scena la compagnia del Teatro Rebis composta da Serena Abrami, Enrico Vitali e Giuseppe Franchellucci al violoncello; la “cura della visione” è di Andrea Fazzini.

«Quest’anno accanto alla Liberazione celebriamo la vittoria della Repubblica, la conquista del voto alle donne, la nascita dell’Assemblea costituente – ricorda l’Anpi – 80 anni fa si è avviata la ricostruzione di un Paese diverso da quello fascista, ma anche da quello prefascista; si sono poste le basi della Costituzione che fonda la Repubblica democratica sul lavoro e che ripudia la guerra. Quest’anno si è voluto porre l’accento proprio su questo valore universale della pace, ma anche sulla necessità di difendere e preservare il rispetto, la dignità, la libertà e i diritti fondamentali della persona sempre e in ogni luogo».





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