Ztl, strigliata del Pd al sindaco:
«Basta giochini, è tempo di riaprirla
per dare un senso alla fase 2»

MACERATA - Carancini preso di mira anche dai massimi esponenti cittadini del suo partito. Il capogruppo Maurizio Del Gobbo: «Il rinvio dell'ordine del giorno di ieri significa non voler affrontare l'emergenza». Il segretario Stefano Di Pietro: «Se non vuole sostenere la ripartenza del centro storico, lo dica»
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Stefano Di Pietro e Maurizio Del Gobbo, segretario e capogruppo del Pd. Alle loro spalle il sindaco Carancini (foto d’archivio d’archivio)

 

La maggioranza riparte con l’attività politica ed anche in tempi di Covid-19 nel mirino resta l’amministrazione comunale guidata da Romano Carancini. Ieri sera anche il generalmente imperturbabile capogruppo dem Maurizio Del Gobbo ha perso per un attimo il controllo nel sentirsi dire che l’ordine del giorno sul centro storico veniva rinviato per assenza del numero legale dopo essere giunti nel cuore della notte senza entrare nel merito. Sono sembrati riapparire vecchi giochini della politica, si discute e non si decide per evitare di far apparire le divisioni. Ancora una volta la maggioranza di centrosinistra, il Pd in particolare, non è in sintonia con le posizioni del sindaco Carancini. Motivo del contendere la richiesta di rivisitazione degli orari di apertura della Ztl fino al perdurare della emergenza legata al coronavirus. Niente discussione in Consiglio e nessun adeguamento da parte del Comune: le posizioni, anche se formalmente inespresse, permangono distanti. Chiara la posizione del segretario cittadino democrat Stefano Di Pietro: «C’è una posizione netta che è quella che appare nell’ordine del giorno presentato dai consiglieri di maggioranza. E’ tempo, anche passato, di riaprire la Ztl per dare un senso alla fase 2, ai sacrifici di chi sta lavorando, a chi si deve muovere per forza. Diversamente si dica che non si vuole sostenere la ripartenza del centro storico e della città, né ora, né tra due anni».

«Non posso sentirmi dire – rileva Del Gobbo -, dopo mezza giornata di discussione che non si discute perché non c’è il numero legale. Rinviare il punto significa solo voler dire che non si vuole fare quanto richiesto, rinviare una scelta per l’emergenza significa appunto non voler affrontare la questione quando serve». La proposta era stata sostenuta da moltissimi consiglieri comunali di maggioranza: Maurizio Del Gobbo (Pd) Marco Foglia (Udc) Marco Menchi (Città di Tutti) Ivano Tacconi Mirella Staffolani (Pd) Paolo Micozzi (Pd) Aldo Tiburzi (PD) Alessia Scoccianti (PD) Paola Ottaviani (PD) Renato Rocchi (Pd) Ulderico Orazi (PSI-Italia Viva) Chiara Bisio (Pd) Ninfa Contigiani (Pd) e Caterina Rogante (Pd).

(L. Pat.)

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