Soprintendenza, Micozzi:
«Non abbiamo fatto squadra»

MACERATA - Il consigliere del Pd interviene sulla nuova sede analizzando l'accaduto: «I grandi obiettivi per essere raggiunti necessitano di un percorso condiviso, se del caso anche con le forze di opposizione»
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Paolo Micozzi

 

«Non abbiamo fatto squadra». E’ l’amara considerazione di Paolo Micozzi, consigliere comunale e provinciale del Pd in merito all’assegnazione della Soprintendenza Marche Sud ad Ascoli. «Precisato che “fare squadra” significa “portare valore aggiunto in un contesto e in una organizzazione al di là del ruolo e di quello che ricevi” (parole di Jack Sintini, pallavolista che ha giocato come palleggiatore ad altissimi livelli) provo a fare qualche considerazione per poi cercare di dare una risposta alla domanda “abbiamo fatto squadra?”. Altra premessa è che non voglio cadere nel tranello di rivendicare tutto quello che di positivo ha fatto l’Amministrazione (e c’è stato) o nello stigmatizzare gli obiettivi non raggiunti (e ci sono stati anche questi). Affronterò quindi la sola vicenda in oggetto prescindendo da valutazioni tecniche ma limitandomi solo a quelle politiche».
Micozzi ricostruisce quindi i passaggi affrontati. «Da parte della nostra amministrazione leggo che il 10 dicembre è stata inviata una mail per incontro urgente al Capo di Gabinetto del Mibact, lo stesso giorno è stata inviata una lettera congiunta con il sindaco di Fermo al Capo di Gabinetto del Mibact per un incontro in vista della decisione della sede e sempre il 10 è stato trasmesso l’OdG approvato dal Consiglio Comunale. Sono poi seguite altre telefonate (almeno quattro) tra la segreteria del sindaco e quella del Capo di Gabinetto. Da parte della amministrazione di Ascoli Piceno leggo che il 10 dicembre il sindaco scrive al Ministro Dario Franceschini, negli stessi giorni il capogruppo del Pd (forza politica di opposizione) si esprime favorevolmente sulla vicenda parlando in Consiglio di “occasione unica da non perdere”. Il 4 gennaio vengono chiamati a raccolta i sindaci del Piceno ed il presidente della Provincia per perorare la causa».
A questo punto Micozzi fa delle considerazioni finali: «Ci si è mossi lo stesso giorno, non è opportuno allora parlare di ritardi. Che cosa non ha funzionato? A mio avviso credo proprio che non abbiamo fatto squadra; da quel che ho letto Ascoli Piceno ha messo in campo un sinergia che a noi maceratesi è mancata. Ed allora ritengo che i grandi obiettivi per essere raggiunti necessitano di un percorso condiviso, se del caso anche con le forze di opposizione, perché diversamente si attua un meccanismo che giova a chi vuol fare polemica ma di certo non giova alla città».

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