
La Giunta regionale conferma la preapertura al primo settembre. La decisione arriva “aggirando” la sospensiva del Tar che proprio sul tema della preapertura ha accolto l’istanza cautelare presentata dalle associazioni ambientaliste, fissando l’udienza per la trattazione nel merito al 18 settembre. La Giunta per farlo, nel nuovo atto si è adeguata alle condizioni formulate dall’Ispra (L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), togliendo per esempio la possibilità di cacciare la Tortora e nel contempo ha ridotto le giornate di preapertura da sei a quattro (ora sono 1, 4, 8 e 11 settembre).
La proposta è stata fatta dall’assessore Moreno Pieroni. «Una decisione conforme al parere dell’Ispra e conseguente all’ordinanza del Tar che aveva sospeso il provvedimento – dice Pieroni – Il Tar infatti aveva posto tre le motivazioni proprio il mancato adeguamento ai pareri dell’Ispra, che ora in questo nuova delibera vengono totalmente rispettati. Per questo ci è sembrato giusto non sospendere del tutto la preapertura, rispettosa di una tradizione storica dell’attività venatoria marchigiana. Il percorso fa seguito ai risultati ottenuti anche in materia di utilizzo delle munizioni con piombo nelle zone Rete Natura 2000». Dal primo settembre quindi via libera alla caccia al colombaccio, cornacchia grigia, ghiandaia, gazza, che si aggiungono allo storno, piccione e tortora dal collare (specie in deroga già autorizzate in precedenza). La delibera approvata dalla Giunta regionale consente, inoltre, l’addestramento e l’allenamento dei cani anche nelle giornate del 7 e 12 settembre, dalle 6 alle 18.
Evvai
Moreno Pieroni ????
per le pari opportunità quest'anno anche gli animali potranno sparare ai cacciatori......
Accidenti quant'è potente la lobby dei cacciatori !! Tutti i politici ai loro piedi !! Ma quanto sarà bello e utile alla società sparare ad un animale che non possibilità di difendersi ??
Che schifo!!!!
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Dal 1 settembre al 31 dicembre 2018 secondo l’associazione vittime della caccia ci sono stati 16 morti e 49 feriti ad opera di cacciatori.
Una sentita preghiera al patrono, Ndo Cojo Cojo.
Ore 7, Valle del Chienti. Sparano da tutte le parti. Ogni traettoria balistica è buona. Dal nord arriva la notizia di una furibonda caccia all’uomo. Qui ci si accontenta di corvi e cornacchie visto che i piccioni già da un bel pezzo sono diventati più furbi dell’uomo, i colombacci sono saliti a quote da linee aeree mettendo in difficoltà il radar. Le tortore si sono tolte il collare ma questo non le rende esenti da qualche schioppettata. Il wwf ha emanato un comunicato dove consigliano a tordi, storni e cacciatori di non stare in gruppo per evitare fuochi incrociati. Invasioni di fagiani autostoppisti sulle autostrade da dove però cacciatori possono sparare anche al di qua delle reti di protezione, così, solo per provare la mira. Ho letto che la caccia ha un buon impatto ecologico e che il cacciatore ama la natura la flora e la fauna. Comunque come qualcuno ben sa, approfittare di queste date per l’omicidio perfetto per quanto già raccontato in numerosi gialli, diminuisce la possibilità di essere sgamati. L’unico requisito richiesto e che gli antagonisti siano ambedue cacciatori. Sparare a qualcuno mentre prende il caffè nel suo giardino perché scambiato per un orso, un cinghiale o un unicorno può pero essere più complicato da spiegare. Ma i cacciatori sono così fantasiosi che anzi meno mettono nel carniere e più sono bravi a narrazioni ingegnose.