
Il taglio del nastro
di Mauro Giustozzi (Foto di Fabio Falcioni)
Da chiesa a nuovo polo San Rocco uno spazio culturale moderno e polifunzionale. Vicolo Costa risplende con il recupero e l’inaugurazione del restaurato Polo culturale San Rocco, intervento reso possibile grazie ai fondi del Pnrr nell’ambito degli interventi di Rigenerazione Urbana, per un investimento complessivo di 1 milione e 650mila euro.

Il sindaco Sandro Parcaroli taglia il nastro con gli assessori Silvano Iommi e Francesca D’Alessandro
Tante autorità istituzionali, numerosi candidati alle prossime elezioni, sia di centrodestra che di centrosinistra, ma pure tanti semplici cittadini hanno affollato l’auditorium al punto che le 80 sedie che costituiscono la capienza effettiva sono risultate insufficienti.

Al taglio del nastro ha fatto seguito una ouverture musicale curata dalla Scuola Civica di Musica Stefano Scodanibbio, seguita dalla esposizione di una gigantografia in scala naturale della grande tela del pittore ottocentesco Giovanni Cingolani raffigurante il Poeta e scrittore Italiano Torquato Tasso che presenta il suo poema “Gerusalemme liberata” alla Accademia dei Catenati, tela originale presente nel salone di rappresentanza del Palazzo del Governo ma che oggi è custodita in deposito in attesa di restauro.

«L’ex chiesa di San Rocco diventa un punto di riferimento per l’intera comunità, per giovani, artisti, musicisti – dice il sindaco Parcaroli -. Uno scrigno con 80 posti, insonorizzato, molto bello anche esteticamente. Quando si camminava in questa via l’ex chiesa di San Rocco passava inosservata, come se non ci fosse, adesso riprende piena luce e vita. Passato e futuro si uniscono grazie a questo intervento di recupero».

Particolare cura è stata dedicata alla ridefinizione estetica e funzionale degli interni: l’uso di materiali e colori appropriati, insieme a specifici interventi per il miglioramento delle prestazioni acustiche, garantisce oggi una qualità ottimale per l’attività convegnistica e concertistica. Purtroppo nessun lacerto materiale testimoniante i tre altari che arricchivano la primitiva chiesa è stato trovato, tuttavia in sede di rilievo è stato intercettato e poi reso visibile parte del “pozzo di San Rocco” che suggerisce la presenza di primitive cavità ipogee.

«Si tratta del recupero di una chiesa Cinquecentesca dedicata a San Rocco e di proprietà della omonima confraternita –ha ricordato l’assessore all’Urbanistica, Silvano Iommi – Ha funzionato come chiesa annessa al Collegio delle Convertite fino al 1810 quando è stata indemaniata a seguito dei decreti napoleonici diventando bene pubblico. Acquistato dalla famiglia Costa e trasformata in depositi, magazzini, nei decenni ha avuto destinazioni d’uso le più diverse eliminando i tre altari originali che c’erano, costruendo dei solai intermedi diventando fienile, stalla, forno, bottega artigiana.
Sino al totale abbandono a metà del 900 diventando una struttura pericolante un punto di degrado fortissimo igienico-sanitario dentro la città. Uno dei primi obiettivi era restituire igiene urbana ad un luogo del centro storico. Abbiamo preferito recuperare l’involucro che esternamente risultava intatto come tipologia di una chiesa e trasformarlo in un polo culturale e sociale all’interno del centro storico». La vocazione del sito sarà quella di un nuovo centro per le attività concertistiche, espositive e culturali della città.

«Questo luogo è stato ristrutturato e rifunzionalizzato – ha proseguito Silvano Iommi – per essere uno spazio multifunzionale: una sala di musica per concerti, per questo è stata fatta molta attenzione all’acustica con pareti insonorizzate, dotata di domotica e delle migliori tecnologie di videoregistrazione, sono stati recuperati spazi per i servizi. E’ una dotazione a disposizione di associazioni di tutta la cittadinanza, è anche luogo espositivo, sarà attrezzato per accogliere mostre, una delle quali è già stata programmata per il 14 maggio organizzata dall’Università di Macerata assieme all’Accademia di Belle Arti».

«Questo è un bellissimo spazio rinnovato e riadattato alle esigenze della città – ha affermato il rettore di Unimc, John McCourt – Anche la nostra università potrà approfittarne. Più spazi abbiamo in centro e meglio è, in particolare per i giovani. Continuano a mancare questi luoghi però vedere il polo San Rocco così rinnovato è un bel segnale. In occasione del nostro festival Humanities in autunno potremo organizzarci qualcosa, quindi guardiamo anche noi con interesse a questo spazio in modo da tenerlo il più vivo possibile a beneficio di tutti».

Aldo Alessandrini in visita alla chiesa di San Rocco
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