«Madeira? Volevo salvarlo.
La mia uscita con accordo tra le parti.
Gestione sempre condivisa»

CIVITANOVA - Mauro Alberti, gestore del Muchacha, è l'ex amministratore del locale: «Le criticità economico-finanziarie non sono riconducibili alla mia gestione. Tutte le decisioni prese con criteri di correttezza, trasparenza e pieno rispetto delle normative vigenti»

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Il Madeira

di Laura Boccanera

«Volevo salvare il Madeira, la mia uscita avvenuta nell’ambito di un accordo complessivo fra le parti, la gestione fino a quel momento sempre condivisa. Le criticità sono successive». Mauro Alberti, gestore del Muchacha ed ex amministratore del Madeira replica all’attuale amministratore Yoandris Mejias intervenuto per spiegare la sua posizione dopo la notizia che lo chalet civitanovese sudamericano quest’anno non aprirà. 

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Mauro Alberti ex amministratore del Madeira

Sulla gestione pendono due situazioni: la prima è legata alla deposizione dei libri contabili in tribunale della società (pur in assenza di fallimento), l’altra è un contenzioso legale ancora in corso e legato alla gestione.

E proprio sulla gestione Mauro Alberti interviene per ribadire la sua versione dei fatti: «Avrei preferito che questa vicenda fosse oggetto di discussione esclusivamente nelle sedi deputate – spiega Alberti – ma, poiché altri hanno invece deciso di operare diversamente preciso che nel corso del mio mandato, la gestione è sempre stata improntata e condivisa col socio Simon (l’ex pallavolista della Lube, ndr) che è sempre stato al corrente e protagonista di tutte le decisioni prese con criteri di correttezza, trasparenza e pieno rispetto delle normative vigenti, nonché degli obblighi nei confronti di fornitori, collaboratori e partner. Le criticità economico-finanziarie si collocano in un contesto successivo alla cessazione del mio incarico e non sono riconducibili alla mia gestione, che si è svolta sulla base delle informazioni disponibili al tempo e sempre nell’interesse della società e dei soci (e ciò, nonostante il verificarsi di eventi, come la pandemia, che hanno impattato fortemente sull’economia di tutte le aziende del settore).

L’uscita dalla compagine sociale e dalle cariche gestionali è avvenuta nell’ambito di un accordo complessivo tra le parti, volto a consentire la prosecuzione dell’attività sotto una diversa gestione. A tutela della mia posizione, mi sono affidato a un gruppo di professionisti con il quale sto approfondendo ogni profilo della vicenda, con riferimento, oltre che alla gestione del Madeira, anche al rispetto degli accordi intercorsi tra i soci e fra le varie società coinvolte. Il tutto ai fini dell’accertamento delle relative responsabilità. Confido che ogni aspetto verrà chiarito nelle sedi competenti».

 

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