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Ricostruzione, la Cgil:
«Lavoro nero, fughe dai controlli
e operai senza paga da un anno»

DENUNCIA - Il sindacato fa il punto della situazione di chi sta realizzando le opere del dopo terremoto. La Regione ancora non ha concluso l'istruttoria che dovrebbe portare a versare quanto dovuto ai dipendenti che non hanno percepito lo stipendio dalle aziende. Sullo Sblocca cantieri: «Il rischio è creare un cartello che favorisce chi ha grandi possibilità economiche, liquidità che spesso è in mano a chi gestisce attività tutt’altro che lecite»
lunedì 10 Giugno 2019 - Ore 15:53 - caricamento letture
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Massimo De Luca e Daniel Taddei

 

di Mauro Giustozzi

Lavoratori irregolari che spuntano in ogni angolo del cratere del terremoto: da Camerino a Tolentino. E che scappano dai cantieri alla vista di ispettori del Lavoro, Inps o Inail che siano. Il Durc per congruità che trova finalmente un’azienda del territorio farsi viva in Cassa Edile per richiedere la certificazione (e quindi incassare i soldi per lo stato di avanzamento). Ma è l’unica ad averlo fatto dal 5 agosto 2018 data in cui è entrato in vigore. I lavoratori egiziani e italiani delle aziende Gesti One ed Europa ancora in attesa delle loro spettanze, certificate dall’Inps ma non ancora dalla Regione Marche la cui istruttoria, a oltre un anno dalla denuncia della Cgil, è in corso o è appena iniziata. Per finire con operai romeni ‘fantasma’ pizzicati in un sub appalto per la ricostruzione di un condominio di Tolentino del valore di 800mila euro che, grazie alla denuncia fatta ai carabinieri ed all’intervento poi della Cgil sono riusciti ad avere quanto gli spettava grazie all’intervento dell’azienda romana che si era aggiudicata la gara di appalto. «Irregolarità, ritardi, lavoro in nero – attacca Daniel Taddei segretario provinciale della Cgil – continuano ad essere all’ordine del giorno. Ed i lavoratori che si rivolgono al sindacato e che denunciano sono una minima parte. Sono vertenze che conosciamo direttamente e di cui abbiamo documentazione per parlare. Di molti altri casi ne siamo a conoscenza e ci stiamo informando, come il caso di un immobile a San Severino, ristrutturato e consegnato ma senza pagare stipendi agli operai. Partendo da questo aspetto voglio allora ricordare un successo conseguito in queste ultime settimane e riguarda il lavoratore di un’impresa di Corridonia che aveva denunciato il titolare per estorsione, in quanto doveva restituire parte dello stipendio che gli veniva accreditato in busta paga. Ebbene nel mese di maggio la situazione è stata sanata ed ha ricevuto la sua busta paga con regolare assegno per intero, anche se l’iter penale poi andrà comunque avanti».

Il caso limite raccontato da Massimo De Luca della Fillea Cgil è quello di due lavoratori romeni ‘fantasma’ nel senso che non solo non avevano alcun contratto, ma la loro documentazione era stata falsificata dalla ditta di sub appalto che li aveva chiamati in cantiere. «Erano stati usati dei falsi unilab – afferma De Luca – cambiando i nomi con dati riferiti ad altra persona. Durante un’ispezione nel cantiere di Tolentino sono fuggiti altri 6 lavoratori e questi due invece sono stati intercettati: non parlavano italiano e non sapevano neppure per chi lavoravano. Vivevano in un appartamento di Macerata ed avevano sino a quel momento ricevuto un acconto di 300 euro. Grazie all’intervento dei carabinieri da un lato e della Cgil per l’aspetto contrattuale dall’altro, è stata fatta la denuncia ed i due romeni hanno conciliato poi con la ditta titolare dell’appalto, di Roma, che ha provveduto a saldare le spettanze cosa che non aveva fatto l’altra ditta che aveva ricevuto il sub appalto. Il tema dell’uso di lavoratori in distacco da altre sedi è purtroppo una criticità che viene usata sempre più anche da aziende marchigiane che approfittano di questo strumento per sfruttare i lavoratori». Ma anche i lavoratori che si sono rivolti al sindacati, come i 28 tra egiziani ed italiani appartenenti alle ditte Gesti One ed Europa, anche queste operanti nel sub appalto, per far valere i loro diritti stanno iniziando a perdere la pazienza perché, dopo oltre un anno, non vedono corrisposti quegli stipendi arretrati che reclamano. «Purtroppo non siamo in grado di dare risposte alle loro pressanti richieste quasi quotidiane – afferma Daniel Taddei – perché ci troviamo di fronte ad una situazione difficile da far comprendere anche a loro: sulla carta gli ispettori dell’Inps hanno accertato che, ad esempio i 14 dipendenti della Gesti One, hanno diritto ad essere liquidati in base ai contratti di categoria, per una somma complessiva di circa 120mila euro. Dall’altro, però, la Regione Marche, che si dovrebbe sostituire alle aziende inadempienti per pagare i lavoratori, non ha ancora, dopo oltre un anno, concluso la sua istruttoria di approfondimento sulla vicenda, nonostante la mole di documentazione che anche Cgil ha prodotto. Se questa situazione non si sbloccherà rapidamente non escludiamo che nelle prossime settimane i lavoratori coinvolti effettuino una protesta vibrante sotto la sede dell’Ispettorato provinciale del Lavoro perché la misura è davvero colma».

Massimo De Luca

Pesanti critiche hanno espresso sia Taddei che Massimo De Luca verso il decreto sblocca cantieri in via di approvazione da parte del Governo che rischia di peggiorare un quadro normativo già precario «dando messaggi pericolosi come quando si vuole sospendere il codice degli appalti o che ci sia la possibilità di dare il sub appalto a ditte che hanno partecipato e perso la gara. Così si crea un cartello che favorisce chi ha grandi possibilità economiche, liquidità che spesso è in mano a chi gestisce attività tutt’altro che lecite». Infine per il 26 giugno è stato finalmente convocato in prefettura il tavolo tra tutti i soggetti impegnati nella ricostruzione post sisma previsto dall’articolo 35 della Legge 189. «E’ da febbraio che non si riunisce –ha concluso De Luca- speriamo che stavolta ci sia la partecipazione più ampia possibile e che si lavori nella direzione di garantire legalità, salute e sicurezza di imprese e lavoratori impegnati nella ricostruzione».

 

 



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