«Scuola di via Ventura da demolire
entro il 31 agosto,
ma il nuovo polo alle Vergini non è pronto»
MACERATA - L'allarme lanciato dal Movimento 5 Stelle: «Dove saranno trasferite le classi? Al momento non ci sono risposte chiare. E la viabilità del quartiere diventerà una sorta di circuito automobilistico».

Il nuovo polo scolastico delle Vergini
«La nuova scuola del quartiere Vergini non sarà pronta entro il 31 agosto, data fissata come termine ultimo per consentire la demolizione dell’attuale edificio scolastico». L’allarme lo suona il Movimento 5 Stelle di Macerata, che fa presente come in una recente determina comunale sia stato disposto l’affidamento dei lavori di demolizione della scuola di via Lattanzio Ventura, passaggio reso necessario dagli impegni assunti nell’ambito del progetto finanziato dal Pnrr.
Lo scorso giugno, a ridosso delle elezioni, l’allora assessora all’istruzione Katiuscia Cassetta aveva rassicurato sul fatto che il nuovo plesso sarebbe stato pronto per il via del nuovo anno scolastico (leggi l’articolo). «Il problema è evidente – dicono i pentastellati – dove saranno trasferite le classi? Con quali modalità verrà garantita la continuità didattica? Sono domande alle quali, al momento, non sembrano esserci risposte chiare».

Alice Verdicchio, consigliera comunale 5 Stelle
Ma questo rischia di essere soltanto uno dei capitoli della vicenda legata al nuovo polo che sta sorgendo all’interno del quartiere Vergini. «Il progetto della nuova scuola, infatti, prevede un sistema di viabilità che concentrerà il traffico in un’area nata e sviluppata come quartiere residenziale – aggiungono i 5 Stelle – l’accesso dei veicoli sarà obbligatorio dal Polo Bertelli, mentre l’uscita dovrà avvenire alla destra della chiesa delle Vergini, percorrendo una stradina che appare del tutto inadeguata a sostenere il prevedibile flusso quotidiano di automobili negli orari di ingresso e uscita degli studenti. È facile immaginare le conseguenze: code, congestione del traffico, maggiori rischi per pedoni e ciclisti e un sensibile peggioramento della qualità della vita dei residenti. Un quartiere tranquillo rischia così di trasformarsi ogni giorno in una sorta di circuito automobilistico».
Questa situazione, secondo il gruppo rappresentato in Consiglio comunale da Alice Verdicchio pone anche una riflessione più ampia sul metodo con cui vengono pianificati interventi così rilevanti. «Opere pubbliche di tale impatto dovrebbero nascere da un confronto reale con i cittadini, raccogliendo osservazioni e valutando possibili soluzioni alternative prima delle decisioni definitive. In questo caso, invece, molti residenti lamentano di non essere mai stati realmente coinvolti – conclude il Movimento – al tempo stesso, è doveroso riconoscere che troppo spesso anche la cittadinanza reagisce con scarso interesse nelle fasi in cui i progetti vengono presentati. Quando ci si accorge delle criticità, le decisioni sono ormai prese e modificarle diventa estremamente difficile. La nuova scuola rappresenta certamente un investimento importante per il futuro del quartiere, ma un’opera pubblica non può essere valutata solo per la qualità dell’edificio. Occorre considerare anche le conseguenze sulla vita quotidiana delle persone, dalla gestione del cantiere fino alla viabilità e ai servizi. Le famiglie attendono risposte concrete sui tempi, sulla sistemazione temporanea degli studenti e sulle misure che saranno adottate per evitare che un intervento nato per migliorare il quartiere finisca invece per comprometterne la vivibilità».
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