Al via i lavori sulla strada di Casali,
attesa la bonifica dell’ex Eca
USSITA - Mezzi in azione lungo il collegamento alla frazione. L'obiettivo: instituire il prima possibile il senso unico alternato per riaprire la via chiusa da quasi tre anni. Poco più a valle, a Tempori, resta in stallo l'area: il progetto è stato approvato a ottobre dell'anno scorso ma da lì nessun intervento. Un disagio enorme per chi ha casa agibile ma non può ancora rientrare

Il cantiere lungo la strada di Casali
di Federica Nardi
Al via i lavori lungo la strada che collega Ussita a Casali. Una via tristemente simbolo della devastazione del sisma del 2016, che ha aperto una lunga e profonda crepa nella carreggiata, costringendo (anche a causa del passare del tempo e del peggioramento della crepa) al quasi totale isolamento la frazione a causa della zona rossa che inizia appunto dalla strada. Le ruspe e i container arrivati in questi giorni sono quindi un segno di ripartenza, in una meta prediletta dai turisti e dagli amanti della montagna. Il cronoprogramma prevede lavori per circa sei mesi anche se l’obiettivo primario dell’Anas, che si occupa delle strade da sistemare dopo il terremoto, è quello di consentire il prima possibile il senso unico alternato, in modo da rendere nuovamente fruibile la frazione a quasi tre anni dalle scosse.

Le macerie dell’Ex Eca a Tempori
Se a Casali qualcosa si muove poco più a valle, nella frazione di Tempori, resta lo stallo dell’ex Eca. Dopo le demolizioni per fare spazio alle aree sae (poi edificate altrove), l’area è bloccata a causa della presenza di amianto che richiede un intervento specializzato del Cosmari. L’ultima conferenza dei servizi che aveva approvato il progetto di recupero e bonifica delle macerie c’è stata a ottobre dell’anno scorso. Da allora, più nulla. Anche se con la bella stagione e lo sblocco del problema delle percentuali di amianto tollerate dalla legge (che aveva portato Cosmari a interrompere il recupero delle macerie), le operazioni potrebbero partire, rendendo di nuovo fruibile l’appezzamento e consentendo anche ad alcuni residenti di tornare in case agibili ma ancora chiuse proprio per il rischio amianto dell’area.