Busta paga pesante,
la Lega in Parlamento:
«Prorogare e allungare tempi»

SISMA - Primi firmatari dell'interrogazione Patassini e Arrigoni: «Nel 2009 la legge prevedeva più rate, disparità di trattamento inaccettabile. I nostri non sono terremotati di serie b»
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PATASSINI-SALVINI-ARRIGONI

Da sinistra Tullio Patassini, Matteo Salvini e Paolo Arrigoni

 

Busta paga pesante e adempimenti fiscali nelle aree colpite dal sisma 2016: «il governo deve allungare i tempi di avvio e la durata del rimborso dei tributi sospesi». Questa in sintesi l’interrogazione presentata dai deputati e senatori della Lega che rappresentano i terremotati di Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio.
«È indispensabile per la rinascita del territorio – spiegano i primi firmatari Paolo Arrigoni, senatore e Tullio Patassini, deputato – prorogare l’attuale scadenza del 31 maggio per il rimborso della busta paga pesante così come ogni altro termine di sospensione di adempimenti fiscali come accertamenti e cartelle esattoriali. Stiamo lavorando perché si riconosca che c’è un’emergenza e che va trattata come tale anche sotto il profilo fiscale. È essenziale che cittadini e imprese di Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio comincino a rimborsare i tributi non prima del 2019 e lo facciano con una rateizzazione sostenibile».
I parlamentari della Lega ricordano che per il sisma del 2009 la normativa aveva previsto un numero superiore di rate per il rientro ed una riduzione dell’ammontare al 40% del non versato.  «Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio perché dovrebbero versare i tributi sospesi per l’intero ammontare e pure in 24 mesi anziché in 120? – chiedono i leghisti -. Lo stallo imposto da una ricostruzione iperburocratizzata e le ulteriori scosse sismiche hanno già stressato abbastanza questo territorio – proseguono i parlamentari leghisti –. Uno stress insopportabile a cui ora si aggiunge lo sconcerto di essere considerati cittadini di serie b. Il governo deve intervenire urgentemente almeno con provvedimenti analoghi a quelli adottati per il 2009. In caso contrario dal 31 maggio prossimo i terremotati di Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio si troveranno a fronteggiare in un sol colpo non solo una doppia tassazione (corrente e arretrata), ma anche una quantità di adempimenti fiscali che paralizzerebbero il già difficile ritorno alla normalità produttiva e di vita».

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