Sisma: sistemato il muretto crollato,
controlli nelle casette danneggiate
«Altre denunce per chi fa da sé»

A PIEVE TORINA intervento nella zona sae Rosi-La Pieve dopo la scossa di 4.7, a Muccia i danni si sono aggravati. Sopralluoghi nelle sae dove erano caduti i pensili. Il sindaco Baroni: «Speriamo che non si riduca il numero di case agibili, vogliamo evitare che vi siano altri sfollati. Non ritengo che sia giusto che lo Stato persegua cittadini che si sono organizzati da soli e a spese proprie»
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Pronto intervento nella zona sae Rosi-La Pieve, il muretto di contenimento che ieri mattina è parzialmente crollato sotto la scossa di magnitudo 4.7 delle ore 5.11, oggi è tornato al suo posto, grazie al lavoro della ditta incaricata.

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Il muretto dell’area Sae di Pieve Torina rimesso a posto

I tecnici dei consorzi Cns e Arcale, sono intervenuti nella sei casette in cui si è verificata la caduta dei pensili, per la loro sostituzione. Si tratta di tre abitazioni a Pieve Torina e altre tre a Muccia. Nelle sae si è svolto un controllo minuzioso, alla presenza dei tecnici della Protezione civile nazionale e regionale, dei responsabili dell’Erap Marche, per verificare la presenza di ulteriori problemi e pianificare nel caso gli interventi necessari. «Si tratta di controlli di routine che avvengono in funzione delle segnalazioni dei cittadini, vi sono stati problemi con i pensili soltanto in alcune sae, le ditte sono già intervenute, ripristinando le normali condizioni di accessibilità per i residenti», ha commentato Alessandro Migliori, della Protezione civile nazionale. Nella zona dell’epicentro è un susseguirsi di piccoli boati, da ieri mattina alle 5.11 si sono succedute circa 170 scosse nella giornata di ieri, già arrivate a 98 nella giornata di oggi, di cui ben 50 in questi due giorni hanno superato la magnitudo 2, con tre eventi di magnitudo superiore a 3.

PIEVE-TORINA-1-325x244A Muccia due famiglie hanno chiesto di effettuare verifiche nelle proprie abitazioni, a Pieve Torina proseguono alcune demolizioni avviate nei giorni scorsi ed i controlli negli edifici. I danni esistenti si sono notevolmente aggravati. In paese i venti nuovi sfollati che da ieri non possono più stare nelle proprie abitazioni sino a ieri agibili, sono stati provvisoriamente sistemati in strutture ricettive. A Camerino il sindaco Gianluca Pasqui ha interdetto a tutti l’accesso alla zona rossa, per evitare rischi di crollo, nelle abitazioni ed edifici resi sempre più precari dalle oltre 85 mila scosse succedutesi dall’agosto 2016. Possono entrare solo forze dell’ordine, vigili del fuoco, ditte specializzate e personale comunale. A Muccia il bilancio dei primi controlli evidenzia un aggravamento dei danni, come conferma il sindaco Mario Baroni. «La scossa ha aggravato i danni già esistenti, i serbatoi dell’acquedotto si sono definitivamente spaccati. Speriamo che non si riduca il numero di case agibili – commenta il primo cittadino – vogliamo evitare che vi siano altri sfollati. Il cratere non va ridotto, perché ormai è legge, ma va data la priorità ai Comuni secondo due parametri: la percentuale di danno, che è un dato reale e non fittizio, ed il numero delle sae ordinate. Questo consente di avere la stima reale del danno, chi non le ha ordinate ha a disposizione del patrimonio edilizio inutilizzato, perciò ha avuto meno danni. Comuni con il 90% e oltre di inagibilità, il cento per cento di edifici pubblici inagibili e ben 164 sae come Muccia, sono diversi da altri, che hanno avuto meno danni. I più danneggiati devono avere priorità nella ricostruzione e nelle fasi successive».

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Il sindaco Baroni torna anche sul tema delle casette abusive: «All’incontro con il commissario De Micheli ho insistito che non si possono considerare abusivi, coloro che di tasca propria hanno installato una casetta, per evitare di doversene andare. Va fatto un provvedimento di provvisorietà, poi all’atto del contributo finale sulla ricostruzione della propria abitazione, non si versa loro l’ultima parte, se non demoliscono la casetta. Questo è un modo per costringere le persone a smantellarle. Adesso – aggiunge il sindaco – le persone vanno lasciate in pace, sono stressate oltremodo, dopo un anno e mezzo di scosse continue. Invece sono arrivate delle denunce penali. Non ritengo che sia giusto che lo Stato persegua cittadini che si sono organizzati da soli e a spese proprie, comprendo il ruolo e rispetto il lavoro della procura, ma adesso la politica deve fare un provvedimento temporaneo che sani questa situazione».

 

 

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