Sisma, i numeri del Cas:
ecco i Comuni con più sfollati

L'ANALISI - Polemiche sulla divisione del cratere, l'ingegnere Di Girolamo ha studiato i dati per il contributo di autonoma sistemazione: in 10 centri lo percepisce oltre il 40% dei residenti. Per le sae spetta a Muccia la percentuale più alta
- caricamento letture

 

terremoto-10-aprile-2018-de-micheli-pieve-torina-FDM-18-650x433

Il commissario De Micheli

 

Cratere sì, cratere no. In queste ore il tema della divisione dei centri terremotati in fasce in base al livello di danno, fa versare fiumi di inchiostro a diverse amministrazioni comunali. Il commissario alla Ricostruzione, Paola De Micheli, durante la recente visita del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, aveva aperto a questa possibilità, chiedendo ai sindaci di presentare una proposta. Si inserisce in questo dibattito uno studio numerico dell’ingegnere camerte Roberto Di Girolamo che ha elaborato i dati Istat sui centri colpiti dal sisma, insieme a quelli relativi al contributo di autonoma sistemazione Cas, e alla richiesta di Sae (soluzioni abitative di emergenza), tratti dal sito della Regione Marche. «La richiesta di alcuni sindaci di graduare il cratere e concentrare le risorse soprattutto nelle zone maggiormente danneggiate ha sollevato una grande discussione soprattutto da parte di alcuni sindaci. Il problema è che difficilmente, se non si è andati nelle zone maggiormente colpite si riesce a comprendere realmente quello che è successo, una parte dell’entroterra marchigiano non esiste più – spiega Di Girolamo, che continua nell’analisi – purtroppo i sindaci che parlano riportano numeri che, in assoluto possono essere anche molto grandi, ma tutto deve essere messo in rapporto con la realtà locale». Per rendere l’idea di quanto incida la percentuale di popolazione sfollata nei singoli comuni, Di Girolamo ha confrontato il numero di residenti di ciascun centro marchigiano del cratere, con la percentuale di coloro che avendo perso la casa usufruiscono del contributo di autonoma sistemazione, elaborando alcuni grafici.

GRAFICO-ESTESO-CAS-RESIDENTI

 

Dai dati si evince come Valfornace, Camerino, Muccia e Montegallo abbiano oltre il 40 per cento di residenti che percepiscono il Cas, mentre Castelsantangelo, Pieve Torina, Arquata del Tronto, Visso, Gagliole, Bolognola e Caldarola e Ussita si attestano ad una percentuale di residenti in Cas, compresa tra il 30 ed il 40 per cento. L’ingegnere Di Girolamo ha anche preparato un grafico più ristretto, che evidenzia i centri che hanno sopra il 15 per cento di residenti che percepiscono il Cas.

GRAFICO-RIDOTTO-CAS-RESIDENTI

Tra i comuni del Maceratese Valfornace presenta il 49,9 per cento dei residenti in autonoma sistemazione, seguito da Camerino con il 45 per cento e Muccia con il 43,3 per cento. Altri comuni come Pieve Torina presentano il 38,5 per cento di residenti in Cas, Visso il 36,9 per cento, Ussita il 34. Comuni più grandi come Tolentino presentano il 15,6 per cento dei residenti in Cas e San Severino il 15,4. Spiega Roberto Di Girolamo: «Si sono presi in considerazione i dati Istat dei residenti e dei nuclei familiari dell’ultimo censimento (2011) e si sono fatti dei confronti con la popolazione e con i nuclei familiari che percepiscono il contributo di autonoma sistemazione (ultima rilevazione febbraio 2018) – rileva l’ingegnere – questo può essere visto come un indicatore della devastazione dello smembramento di un tessuto sociale, infatti più alta è questa percentuale più la popolazione di un territorio è stata colpita dal sisma più tale popolazione è dispersa, più la popolazione è fuori casa, più il territorio è distrutto». Di Girolamo ha poi messo a confronto i dati del Cas, con quelli relativi ai nuclei familiari, sempre per tutti i centri del cratere marchigiano. Tra i comuni della provincia di Macerata con meno del dieci per cento di nuclei familiari che percepiscono il Cas vi sono Macerata con l’1,8 per cento, Corridonia con il 2,3 per cento, Cingoli con il 3 per cento, Fiuminata con il 3,6 per cento, Matelica con il 5,6 per cento, Treia e Serravalle con il 6,2 per cento, altri centri come Belforte sono al 7,7 per cento e Petriolo al 7,8 per cento, nella stessa lista anche Apiro, Ripe San Ginesio, Penna San Giovanni, Loro Piceno, Esanatoglia, Sefro, Pollenza, Poggio San Vicino, Urbisaglia e Mogliano. Ecco il grafico con i comuni che hanno percentuale superiore al 15 per cento, dei nuclei familiari che hanno richiesto l’autonoma sistemazione.

GRAFICO-RIDOTTO-CAS-NUCLEI-FAMILIARI

 

Tra i comuni con il maggior numero percentuale di famiglie che prendono il contributo di autonoma sistemazione ci sono Camerino con il 60,4 per cento, Valfornace con il 52,8, Muccia con il 47,8, Pieve Torina con il 42,7. Tolentino ha il 17,4 per cento di famiglie in autonoma sistemazione e San Severino il 16,6 per cento. «Analogamente si sono considerate i nuclei familiari che percepiscono Cas e quelli residenti – continua Di Girolamo -, tale indicatore evidenzia la inagibilità delle abitazioni, infatti si può tranquillamente ipotizzare che ogni nucleo familiare era residente in un edificio agibile, che purtroppo ora è inagibile». Di Girolamo ha poi preparato un grafico sul rapporto tra la richiesta di Sae e nuclei familiari residenti: «A questo punto un altro indicatore importante per capire, in particolar modo se in un dato comune sia stato possibile ricollocare gli abitanti in seconde case agibili o in un patrimonio immobiliare in ogni caso disponibile per poter ospitare questi sfollati, si è considerata la richieste di Sae (Soluzioni Abitative di Emergenza) e si sono rapportate ai nuclei residenti e alla popolazione residente». Il primo grafico mette a confronto il numero di casette richieste con i nuclei familiari residenti nel Comune alla data del censimento 2011 ed il secondo con il totale dei residenti nel Comune, secondo i dati del censimento.

GRAFICO-SAE-RICHIESTE-FAMIGLIE-RESIDENTI

Il grafico rende visibile la percentuale di famiglie residenti che si trovano nelle soluzioni abitative di emergenza, segno che non c’erano altre alternative di ricollocazione. Tra i comuni del Maceratese la percentuale più alta riguarda Muccia con il 42,6 per cento, a seguire Visso, Castelsantangelo, Ussita, Valfornace e Pieve Torina con una percentuale superiore al 30 per cento. Camerino si colloca al 10,1 per cento, San Severino all’1,9 per cento. L’ultimo grafico evidenzia quante siano le Sae, in rapporto ai residenti nel Comune, con dati inferiori per tutti al 25 per cento.

GRAFICO-SAE-RICHIESTE-TOTALE-RESIDENTI

Conclude Di Girolamo: «I dati del Cas sono riferiti a febbraio 2018, per una ridefinizione del cratere analizzando questi dati si può intavolare un discorso serio, non ci si può certamente sulle sensazioni e sul blaterare solo per sentire la propria voce. I grafici con i Comuni che presentano una percentuale maggiore del 15 per cento di residenti e famiglie che percepiscono il contributo di autonoma sistemazione, sono solamente un’elaborazione grafica di dettaglio e non costituiscono una proposta politica in senso stretto, un confine da non superare. Sta al dibattito pubblico riflettere su queste evidenze numeriche che possono dare la misura della distruzione nel territorio».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-

Vedi tutti gli eventi


Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X