Psico-setta macrobiotica, un ex seguace:
«Alcuni cibi erano banditi
perché potevano rendere omosessuali»

INCHIESTA - Il programma di Rai 3 "Chi l'ha visto?" è tornato sullo scandalo e sull'indagine che ha travolto il mondo di Mario Pianesi, fondatore e guru dell'associazione "Upm"
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email
chi-lha-visto-pianesi-macrobiotico-1-650x366

Marco Pianesi, figlio di Mario

 

«Diceva che l’assunzione di cibi da femmina poteva rendere omosessuali». A parlare, davanti alle telecamere del programma di Rai 3 “Chi l’ha visto?” è un vecchio seguace di Mario Pianesi, guru e fondatore dell’associazione “Un punto macrobiotico”. Il 74enne è finito al centro di un’inchiesta con accuse pesantissime che arrivano fino alla riduzione in schiavitù, con lui sono indagati la moglie Loredana Volpi e i due più stretti collaboratori Giovanni Bargnesi e  Karl Xaver Wolfsgruber. Secondo gli inquirenti  Upm sarebbe una “pisco-setta” in grado di manipolare e controllare gli adepti con l’alimentazione. Il rigido stile di vita imposto attraverso le cosiddette diete Ma. Pi., (dallo stesso nome di Pianesi), divise in 5 classi (gradualmente sempre più ristrette e severe) e le lunghe “conferenze” da lui tenute, durante le quali si parlava per ore della forza salvifica della sua dottrina alimentare, erano volte a plasmare un asservimento totale delle vittime.

Prefettura_onorificenze_Pianesi_FF-116-650x433

Mario Pianesi con la moglie Loredana Volpi

Tutta la loro vita era gestita dal maestro Pianesi, che si avvaleva dei suoi collaboratori prescelti, facenti parte della “segreteria” e dei “capizona” e “capicentri”, dislocati in varie parti d’Italia, all’interno dei “Punti Macrobiotici”. Gli adepti venivano convinti ad abbandonare il loro lavoro e in genere ad abiurare la precedente vita e a “lavorare” per l’associazione quale ringraziamento per il messaggio salvifico ricevuto, di fatto si trattava di sfruttamento. «Diceva che i cibi erano yin o yang e l’assunzione di cibi yin, ovvero da femmina – ha raccontato il vecchio seguace a Rai 3 – poteva rendere le persone omosessuali. Le donne dovevano mangiare soprattutto verdure, i maschi potevano mangiare un po’ di carne per avere aggressività. La donna doveva stare a sinistra dell’uomo e doveva pulire la casa e accudire i bambini, tutto quello che era il retaggio arcaico della nostra cultura. Era sbagliatissimo poi apparecchiare con le forchette rivolte verso l’alto perché attirava energia negativa verso le persone».

pianesi-malnutrizione-1

Un caso di malnutrizione legato al caso Pianesi

La giornalista di Rai 3 ha poi intervistato una delle prima ragazze che si è rivolta alla polizia, ridotta a pelle e ossa. «Non mi rendevo conto di quella condizione – ha raccontato la ragazza -. Rivedermi dopo è stato un duro colpo per me. Anche nella torta del mio compleanno non c’era zucchero o panna, ma solo cereali e verdure». Niente più medicine per farle passare l’artrite reumatoide di cui era affetta da quando era bambina. «Un giorno mi misi a piangere dicendo che volevo andare all’ospedale – aggiunge la giovane -. In quel periodo una ragazza ci è venuta a trovare per controllare la situazione e ci diceva di non andare in ospedale perché sarei morta. Ogni giorno ancora oggi non è facile dimenticare, perché incontro difficoltà fisiche anche quando mi devo pettinare o devo raccogliere qualcosa per terra».  Rai 3 ha cercato Mario Pianesi a Tolentino in una delle sue residenze. Hanno trovato il figlio Mario, che però all’inizio faceva finta di non conoscerlo. Non ha voluto parlare e se ne è andato dicendo solo: «Siete malinformati».

 

chi-lha-visto-pianesi-macrobiotico-2-650x366

La giornalista di Chi l’ha visto parla al telefono con una delle ex seguaci di Pianesi

chi-lha-visto-pianesi-macrobiotico-3-650x366

Pianesi in un convegno del 1993

chi-lha-visto-pianesi-macrobiotico-4-650x366

Paolo Florio, legale di alcune parti offese



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X