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Inchiesta sulla psico-setta,
il cugino di Pianesi non ci sta:
«E’ un vero francescano»

INDAGINE SUL MACROBIOTICO - Stefano Pianesi, titolare del ristorante "Un Mandorlo" di Corridonia difende Mario e definisce «bufale» ciò che sta emergendo sul conto dell'associazione Upm e sul suo leader. «Ha un'Alfa Romeo Arna da più di 20 anni, fino a poco fa viveva in un appartamento fatiscente e usa sempre la stessa cinta, come si fa a dire che vuole arricchirsi? Ha fatto solo del bene in questi 50 anni»
venerdì 16 marzo 2018 - Ore 13:54 - caricamento letture
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Stefano Pianesi

 

di Giovanni De Franceschi

«Ha un’Alfa Romeo Arna da più di 20 anni, fino a poco fa viveva in un appartamento fatiscente e indossa sempre la stessa cinta. Secondo voi questo è un uomo che ha come obiettivo quello di arricchirsi? E’ la persona più francescana che io conosca». Stefano Pianesi è il cugino di Mario Pianesi, il guru di quella che secondo gli investigatori è la psico-setta “Un Punto macrobiotico”, finito al centro di un inchiesta con accuse molto pesanti che arrivano fino all’associazione a delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù. «Sono solo bufale contro Mario – aggiunge il cugino, titolare insieme ad Alessio Teobaldelli del ristorante affiliato “Un Mandorlo” di Corridonia – lo conosco da quando sono nato ed è la persona più buona che io conosca, non farebbe male a nessuno. E’ una persona da sempre estremamente generosa, pensi che quando è venuto qui a mangiare ho dovuto litigarci per non farlo pagare. Per questo quando ho letto le accuse che gli venivano mosse non ci ho creduto, ho pensato a uno scherzo di cattivo gusto. Poi è subentrata la rabbia, oltre a un grande dispiacere per lui, perché so quanto bene ha fatto in 50 anni di macrobiotica. E’ ingiusto quello che gli stanno facendo, così anche per la moglie Loredana, perché anche lei ha contribuito tanto alla causa. Io penso che abbia dato fastidio a qualcuno. Ma c’è un popolo pronto a difenderlo a spada tratta».

Da sinistra: Carlo Pinto dirigente mobile, il questore Oreste Capocasa e il dirigente della Mobile di Forlì Mario Paternoster

Oltre a Mario Pianesi, infatti, sono indagati anche la moglie Loredana Volpi,  (51 anni e residente a San Severino con il marito), Giovanni Bargnesi e Karl Xaver Wolfsgruber, rispettivamente di 51 e 44 anni. Bargnesi dopo l’avviso di garanzia si è autosospeso dal ruolo di segretario generale dell’associazione, Wolfsgruber si è dimesso da quello di membro della segreteria centrale. Le altre accuse sono di maltrattamenti, lesioni aggravate (per il progredire di alcune malattie di cui soffrono le vittime) ed evasione fiscale per un importo di quasi 300mila euro. Secondo gli inquirenti si tratterebbe di un’associazione a carattere piramidale con al vertice proprio il maestro Mario Pianesi. Sarebbe lui, il guru della macrobiotica e fondatore dell’associazione che vanta punti vendita e ristoranti in tutta Italia, a impartire i dettami di quella che è stata classificata come una “psico-setta” basata sul rigido controllo dell’alimentazione e la negazione del mondo esterno ai suoi adepti .

Mario Pianesi con la moglie Loredana Volpi

«Non esiste niente del genere – aggiunge Stefano Pianesi – il suo intento non è mai stato quello di diventare il capo di un setta, o miliardario oppure quello di acquisire un potere incondizionato. Il suo fine è stato sempre quello di fare del bene con la macrobiotica. E le sue 5 diete dimostrano proprio il contrario di ciò di cui viene accusato: ognuno è libero di scegliere il percorso che preferisce, e dietro a questo non può esserci schiavitù. Tra l’altro lui non è mai andato a casa delle persone per costringerle a fare qualcosa, sono gli altri che vanno da lui, è la persona più francescana che io conosca. Nella maniera più assoluta nessuno è stato mai indotto a fare qualcosa contro la sua volontà». E’ evidente però che c’è un culto della persona di Mario Pianesi, che arriva al limite della venerazione. «Il problema forse è che nell’associazione ci sono persone troppo fanatiche – spiega il cugino – magari si sono attaccate troppo a lui perché sono state guarite e questo rovina la sua immagine. Lui invece ha sempre professato il liberalismo. Io sono il cugino, peso 130 chili e ho seri problemi di pressione alta, Mario mi ha sempre e solo consigliato di dimagrire, per il mio bene. E poi la storia della setta mi fa crepare dal ridere. Ma come si può accusare una persona di essere il capo di una setta quando fa una vita molto riservata? Io stesso non ho neanche il suo numero di cellulare. Lo difenderò fino alla fine».



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