Marzetti sull’ospedale unico:
«Riaprire le trattative,
Montecosaro la scelta giusta»

SANITA' - Il consigliere comunale di Civitanova elenca una serie di motivi economici e politici per cui sarebbe giusta questa collocazione al posto della Pieve di Macerata e denuncia: «Torno a chiedermi che cosa stia a fare la politica e se la conferenza dei sindaci non sia un paravento per giustificare scelte di parte e dare motivo di riscatto a Carancini»
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Sergio Marzetti

 

«Sull’ospedale chi paga lo scotto di politiche scellerate sono i cittadini». Continua a far discutere il dibattito circa la richiesta da parte del sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica di rivedere la localizzazione dell’ospedale unico dopo il consiglio comunale aperto e la disponibilità di Ceriscioli di accettare una modifica nel caso in cui la conferenza dei sindaci dovesse essere d’accordo. E sebbene appaia una chimera la possibilità di tornare indietro rispetto ad una decisione già assunta, il consigliere comunale Sergio Marzetti elenca una serie di motivi economici e politici per cui l’ospedale dovrebbe trovare collocazione a Montecosaro. «Non s’è tenuto in alcun conto dei costi dell’operazione – dice – costi destinati a moltiplicarsi per infrastrutture, carotaggi ed espropri. Non penso che in democrazia sia peccato cambiare opinione, per cui non mi scandalizzo se il sindaco Ciarapica lo abbia fatto, accettando prima la Pieve e poi Montecosaro, gettando anche uno sguardo al ritorno economico per il territorio. Non mi scandalizza, quindi, Ciarapica, ma mi scandalizza più una politica che sceglie facendo testa o croce e senza valutazioni sui costi dell’ operazione, le comodità per l’ utenza e le future previsioni demografiche, che verranno a caricare la costa più che l’ entroterra. Costi, caro Ceriscioli, che saranno a carico della comunità, la quale va rispettata. La scelta di Montecosaro avrebbe risposto alla esigenza di risparmio, considerato che le infrastrutture ci sono e l’area appartiene all’Asur. Torno allora a chiedermi che cosa stia a fare la politica e se la conferenza dei sindaci non sia un paravento per giustificare scelte di parte e dare motivo di riscatto al sindaco di Macerata Carancini che ha già perso troppo e non poteva permettersi di perdere anche l’ospedale. Chi paga lo scotto di questa politica inetta continuano ad essere i cittadini. Perché decidere di investire 300 milioni su un ospedale unico senza coinvolgerli? Fa meraviglia l’ ex sindaco Corvatta, paladino della partecipazione, che oggi tira pietre contro Ciarapica, quando ieri non ha mai ascoltato la città, le associazioni, i partiti. Forse neanche lui sapeva che Ancona stava decidendo? Quanto a Francesco Micucci, Ciarapica sarà stato anche ondivago, come dice, ma ritengo peggio abbia fatto Ceriscioli, che a Civitanova dichiara disponibilità a rivedere la location e il giorno dopo si rimangia tutto».

coalizione-ghio-fernanda-recchi-civitanova-FDMSull’argomento interviene anche l’associazione Cantiere Lavori presieduta da Fernanda Recchi: «contestiamo in toto Sciapichetti – dice la Recchi – il consiglio regionale non ha ancora deliberato alcunchè di definitivo in modifica al piano sanitario vigente, riteniamo che ancora non ci sia nulla di definitivo quindi apprezziamo la volontà del sindaco di riaprire una discussione sul tema e contestiamo le affermazioni supponenti di Sciapichetti che bolla l’operato del consiglio come un giochetto da ragazzi e non lo è. Civitanova ha un’utenza di pronto soccorso che deriva dall’autostrada e dalle infrastrutture e a nostro avviso l’ospedale dovrebbe essere il più vicino possibile alla costa».

 

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