Mobilità e assistenza domiciliare:
la Cisl chiede chiarezza all’Area Vasta 3
SANITA' - Il sindacato pretende risposte sull'attivazione del servizio anche nei festivi e sull'organizzazione dei lavoratori: "Per riprendere un percorso virtuoso si dovrà tirare una linea sul passato e ripartire con regole possibilmente condivise"

L’ospedale di Macerata
Mobilità interna e assistenza domiciliare, la Fp-Cisl chiede lumi all’Area Vasta 3. La segreteria regionale del sindacato, in attesa di verificare l’attuazione degli impegni assunti dalla dirigenza sanitaria, evidenzia la necessità di fare chiarezza su questi due temi. “Siamo in attesa delle decisioni della direzione dell’Area Vasta 3 rispetto alle intricate questioni della mobilità interna e soprattutto della attivazione domenicale dell’assistenza domiciliare – spiega il sindacato -. È necessario conoscere quali saranno i compiti e i carichi di lavoro degli infermieri incaricati di questo servizio, rispetto anche ai compiti e alle responsabilità dei medici di continuità assistenziale. Non possiamo che che apprezzare l’ampliamento di un servizio tanto importante reso all’utenza, ma non vogliamo che i professionisti si ritrovino a fronteggiare problemi organizzativi e logistici dovuti alla sottovalutazione dei rischi che ne comprometterebbero efficienza e qualità. Primi tra tutti, i rischi dovuti alle percorrenze ampie da dover coprire da un singolo infermiere, anche in periodi dell’anno in cui potrebbero esserci condizioni atmosferiche avverse. Bisogna poi verificare l’impatto che tale ampliamento avrà sulle prestazioni garantite durante i giorni feriali. È necessario pertanto un posticipo dell’inizio della sperimentazione del nuovo orario e la convocazione di una riunione monotematica per affrontare le questioni ancora aperte”. Per quanto riguarda la mobilità, invece, secondo la Cisl da tempo l’Area Vasta 3 ha un numero troppo elevato di personale con assegnazione temporanea, compreso quello amministrativo. “Certo è che, per riprendere un percorso virtuoso – aggiunge il sindacato – si dovrà obtorto collo tirare una linea sul passato e ripartire con regole possibilmente condivise.Purtroppo, però, sul percorso mobilità si registrano più dubbi che certezze: non sono stati forniti dati precisi sulle conferme degli operatori nelle sedi operative di prima assegnazione, così come non è chiaro il modo di riconoscere ai dipendenti terremotati il sacrosanto diritto alla ricollocazione in sedi di lavoro più vicine all’attuale domicilio temporaneo. Non transigeremo sulla necessità di dare risposte vere a chi ha dovuto subire il peso della perdita della casa: alla direzione l’onere di essere conseguente agli impegni assunti ed assegnare subito questi lavoratori, senza attendere la prossima mobilità, nelle sedi di servizio più opportune per favorire gli sfollati. Vi è poi la situazione dei perdenti posto per riconversioni di servizi che dovranno anch’essi essere considerati con priorità, ma anche quella dei circa 80 operatori tra infermieri ed oss dell’ospedale di Civitanova che da anni risultano senza un’assegnazione definitiva di sede perché a disposizione dell’Ufficio infermieristico”. La Cisl ricorda inoltre il ritardo nell’attivazione delle procedure concorsuali finalizzate alla copertura dei posti di coordinamento vacanti, mentre, per quanto riguarda le posizioni organizzative non ancora assegnate, ha chiesto che venga effettuata dalla direzione una corretta e puntuale ricognizione sul reale fabbisogno per verificare la possibilità di generare risparmi da destinare alle progressioni economiche orizzontali per tutti i lavoratori.