Imposte sospese, pratiche rifiutate:
“Troppe richieste non abbiamo tempo”

DISSERVIZIO - Le maggiori difficoltà per Ubi Banca: "Le nostre filiali all'interno del cratere hanno accettato fino ad oggi oltre 500 richieste, non ci sono più i tempi tecnici"

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Non ci sono ancora certezze per l’applicazione omogenea della normativa  prevista per i titolari di partita Iva che debbono effettuare il pagamento delle imposte sospese a seguito del terremoto. Il problema era stato sollevato dalle associazioni di categoria con una richiesta di proroga di Cna (leggi) e  di Confartigianato che è stata accolta dalla Cassa Deposti e Prestiti (al 14 novembre). La legge ha predisposto la possibilità di accedere ad un finanziamento agevolato assistito dalla garanzia dello Stato (con restituzione a partire dal 2020 in 5 anni) ma non tutti gli istituti di credito sono pronti a rispondere alle molte pratiche che arrivano sulle loro scrivanie.  Maria Sabina Rommozzi, commercialista che opera nei comuni del cratere in provincia segnala il suo caso che riguarda alcune richieste fatte a Ubi Banca: “Un disservizio che crea danni economici ai contribuenti già colpiti dal sisma. A seguito di nostre richieste per la clientela dello studio i responsabili delle filiali Ubi Banca rifiutano le pratiche con la seguente motivazione: ‘Le richieste sono tante e non abbiamo i tempi necessari per evaderle’. Con i colleghi abbiamo segnalato la situazione all’Ordine anche perchè non c’è una risposta univoca, altri istituti di credito stanno affrontando il problema o già procedono senza difficoltà”.

E’ la stessa Ubi Banca a confermare la situazione, che potrebbe provocare una disparità di trattamento tra imprese danneggiate dal sisma: “Le filiali Ubi poste all’interno dell’area del cratere hanno accettato fino ad oggi oltre 500 richieste di finanziamenti agevolati, in ottemperanza all’accordo Cdp-Abi, per il pagamento dei tributi delle aziende terremotate. La grande richiesta di questi finanziamenti, concentrata su alcune filiali, non permette a tali agenzie di accettare ulteriori pratiche, perché non ci sono più i tempi tecnici per completarne l’iter burocratico entro la scadenza stabilita del 14 novembre”. Anche a Confartigianato arrivano notizie dal territorio che la miniproroga non ha risolto il problema: “I nostri colleghi dalle sedi nel cratere ci confermano che ci sono pratiche respinte,  la banca più ramificata (ex Bm) è quella che ha più problemi,  stanno affrontando una fusione e le filiali in quei territori non sono dimensionate  per rispondere alle domande. E’ una difficoltà oggettiva che necessita di una proroga ulteriore” dice il vice segretario Giorgio Menichelli.

Il 16 dicembre è la data, salvo ulteriori proroghe, di scadenza della sospensione delle imposte. Chi non riesce ad accedere al finanziamento dovrà pagare ad iniziare dal 16 febbraio 2018 in 9 rate.

 


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