Nessun sodalizio,
pene ridotte in appello

IN AULA - I giudici del secondo grado hanno ritenuto non vi sia l'associazione per delinquere come contestato dall'accusa. Tre gli imputati, la cessione di droga sarebbe avvenuta nel Maceratese e nell'Anconetano

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Il tribunale di Macerata

Il tribunale di Macerata

 

Cade la contestazione di associazione per delinquere, ridotte in appello le condanne per spaccio di droga. Imputati, alla Corte d’appello di Ancona, erano Ciro Caso, 38 anni, residente a Potenza Picena, e ritenuto il presunto capo del sodalizio, Tommaso Torretta, 39, residente a Porto Recanati, Massimo Foresta, 37 di Osimo. Secondo l’accusa i tre imputati facevano parte insieme ad altre 7 persone (per loro il procedimento si sta svolgendo separatamente) di un presunto sodalizio che si occupava di vendere droga sia nel Maceratese che nell’Anconetano. Il leader era, sempre secondo l’accusa, Ciro Caso che decideva la droga da comprare e rivendere, provvedeva al trasporto e alla distribuzione dello stupefacente e decideva le strategie operative del gruppo criminale. I fatti contestati sarebbero iniziati dal settembre 2010. Questa mattina al processo d’appello i giudici hanno accolto la tesi della difesa sul fatto che non vi fosse un’associazione per delinquere, da qui la riduzione delle condanne decise in primo grado al tribunale di Macerata. Per Ciro Caso, difeso dall’avvocato Andrea Natalini, la pena è scesa da 13 a 11 anni. Per Torretta (assistito dal legale Annarosa Belsanti) da 11 a 8 anni, mentre per Foresta (difeso dall’avvocato Vittoria Sassi) la pena è scesa da 5 a 2 anni.  

(Gian. Gin.)


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