Punto nascita,
20mila firme contro la chiusura
Tutti contro il “teorema Ceriscioli”

SAN SEVERINO - Durante un' assemblea fiume, cittadini ed amministratori hanno ribadito le loro ragioni. Scintille del consigliere Zura che ha attaccato con parole pesanti il sindaco Martini. Una delegazione ha poi fatto visita a Roberto Pioli che prosegue lo sciopero della fame e ha già perso più di 2 chili: "Abbiamo vinto solo una battaglia"
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Sala gremita per l'assemblea contro la chiusura dei punti nascita

Sala gremita per l’assemblea contro la chiusura dei punti nascita: in prima fila il sindaco Martini con i forzisti CEroni e Cacciolari e Sandro Bisonni

di Monia Orazi

L’entroterra si mobilita contro la chiusura del punto nascita di San Severino, sfiorano ormai quota ventimila, le firme raccolte dal comitato per la difesa dell’ospedale. Questo pomeriggio sono arrivati numerosi fogli dai piccoli comuni montani, Visso, Fiastra, Ussita, persino dall’Umbria, con Colfiorito e Bevagna. Un conteggio preciso si avrà soltanto quando saranno raggruppati tutti i fogli della petizione. Ieri sera per spiegare le ragioni del no alla chiusura, per quattro ore cittadini ed amministratori, hanno discusso nell’assemblea organizzata dal comitato, scintille del consigliere Zura che ha attaccato con parole pesanti il sindaco Martini.
Al termine una delegazione del comitato e diversi politici si sono recati da Roberto Pioli, il 23enne in sciopero della fame, per chiedergli di smettere e continuare in una forma diversa la sua protesta. “Io vado avanti, è stata vinta soltanto una battaglia non la guerra, chiedo ancora l’avvio da parte di Ceriscioli di un tavolo tecnico per rivedere la riforma”, ha ribadito il giovane. Il suo stato di salute, ancora buono anche se con un po’ di stanchezza, è controllato alcune volte al giorno dai medici del pronto soccorso, dopo cinque giorni di sciopero della fame ha perso circa 2 chili e 300 grammi.
Tra i punti comuni del dibattito, a cui sono intervenuti parlamentari, consiglieri regionali, amministratori locali di diverso colore politico e dei paesi vicini, si è registrata la volontà di fare squadra, per preparare un documento unanime, farlo firmare dai sindaci, per dire no alla riforma sanitaria. Altre proposte hanno riguardato la necessità di una nuova massiccia manifestazione in Regione, con almeno un migliaio di persone “arrabbiate”. Marco Massei vicepresidente del comitato ha spiegato che “è stata vinta una piccola battaglia” con la sospensiva concessa dal Tar (leggi l’articolo), che dovrà essere confermata nell’udienza collegiale del 19 febbraio.

Un momento dell'assemblea

Un momento dell’assemblea

“Si chiudono i tre punti nascita sulla base del ‘teorema Ceriscioli’, secondo il quale quelli sopra i mille parti sono sicuri e vanno mantenuti – ha detto Massei – lo scopo di questa iniziativa è di far sì che l’entroterra si unisca, noi siamo stufi di essere cittadini di serie C, come ha detto qualcuno, se dobbiamo andare al mare che ce lo dica, dobbiamo fare massa critica ed opporre un secco no a chi è offuscato, Ceriscioli parla di polo unico, Comi dice che ci sono più soldi per i piccoli ospedali, vede un altro film, devono mettersi d’accordo su quel tandem, sennò cadono dalla bicicletta”. “L’ospedale è l’industria più importante del nostro piccolo paese, un professore di matematica ed un dottore in legge, che sanno tutto, non hanno dubbi su una materia come la sanità dibattuta in tutto il mondo, vogliono chiuderlo. Se chiuderà il punto nascita, rapidamente chiuderanno tutto”, ha detto il presidente Marco Marchetti. E’ seguita una lunga carrellata di interventi politici.

L'onorevole Patrizia Terzoni (M5s)

L’onorevole Patrizia Terzoni (M5s)

I PARLAMENTARI – “Ceriscioli non può fare allo stesso tempo il presidente e l’assessore alla sanità, si tratta di un settore importante con 22 mila dipendenti, di cui solo 3 mila medici e 2 miliardi e 800 mila euro di risorse, per la prima volta il governo centrale ha detto di tagliare sulla sanità, le Marche dovranno ridurre la spesa di 100 milioni di euro, abbiamo 32 ospedali pubblici e 16 privati, una quantità enorme. Nel Pesarese guarda caso non si tocca nulla, il Tar ha inviato un segnale forte alla giunta, che ha un mese di tempo per ripensarci”, ha spiegato l’onorevole Remigio Ceroni. “Conosco bene la realtà di Fabriano, dove è difficile con una strada interrotta come la Ss 76, dove c’è un morto a settimana, raggiungere altri presidi – ha affermato la deputata Patrizia Terzoni – dietro i tagli c’è il disegno di farci andare in Umbria, di farci dipendere da questa regione e formare la tanto desiderata macroregione di Renzi. Noi ci batteremo per il referendum regionali, ci mobiliteremo per la scadenza vicina del 28 febbraio, per i quesiti su distretti sanitari, Asur e case della salute, la riforma sanitaria va condivisa con i cittadini, gli ospedali non possono stare tutti lungo la costa”.

Il sindaco Cesare Martini

Il sindaco Cesare Martini

I SINDACI – “Mi rammarico per l’ottusità politica del nostro presidente, che aveva detto di voler annullare la programmazione fatta da Spacca, poi la porta avanti. Il risultato della sospensiva del Tar è un segnale forte alla Regione Marche – ha detto il sindaco di San Severino Cesare Martini – l’azione del comitato va sostenuta, è una lotta non politica, ma di dignità e civiltà. I sindaci del Pesarese hanno fatto fronte unico, lui da loro è andato varie volte, qui nel maceratese non è mai venuto. Invito tutti ad unirci, l’occasione potrebbero essere gli stati generali della montagna che il sindaco di Fabriano Sagramola convocherà la prossima settimana, alle manifestazioni in Regione ho visto pochi sindaci dell’entroterra. A Macerata la struttura non è a norma, non è giusto inviare le partorienti in reparti posticci, ho chiesto alla Regione i verbali dei sopralluoghi per valutare l’idoneità dei luoghi, Ceriscioli ha un mese per rispondermi, se non avrò la garanzia che Macerata è sicura, sarò costretto a rivolgermi alla magistratura”. Incalzato dalla domanda di una delle donne che hanno firmato il ricorso al Tar del comitato, Martini ha spiegato che “il ricorso del Comune al Tar è stato notificato, ma sarà depositato domani (oggi n.d.r) dai nostri avvocati, in vista della chiusura del 31, una doppia beffa politica per Asur e Regione che si erano organizzate per chiudere, ed avrebbero dovuto riaprire il reparto il giorno dopo”. E’ seguito l’intervento del sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi. “Con Martini abbiamo un percorso insieme, come quello della bretella, Roberto mette in gioco la vita per qualcosa di importante come l’ospedale, quanti come lui servirebbero per dare una scossa alla società? Il motivo importante per essere qui è quello di risvegliare la società, quando si fanno i pullman per andare in Regione, non si può andare rilassati – ha detto Pezzanesi – non è il mio stile perché ci mandano di rispetto, lasciandoci a noi stessi. Si è tagliato su tutto meno che sui compensi di coloro che fanno questo spettacolo sul territorio. Portiamo in regione mille persone davvero arrabbiate, per capire che qui non c’è più niente da dare. I partiti cambiano, ma gli uomini restano, ho scritto alla Lorenzin un mese fa e neanche mi ha risposto. Il professor Ceriscioli e neanche chi lo consiglia, sembrano non capire molto di sanità”.

Elena Leonardi, consigliere regionale FdI

Elena Leonardi, consigliere regionale FdI, vice presidente della commissione Sanità

I CONSIGLIERI REGIONALI – “Qui siamo in una situazione di grave insufficienza, se i conti tornano, però i disservizi non portano – ha detto la consigliera regionale Elena Leonardi – le risposte del Pd sulla sanità sono state contraddittorie, la riorganizzazione sanitaria dell’emergenza fa acqua da tutte le parti, si fanno provvedimenti blindati, poi si tratta col singolo, è un modo da vecchia politica che deve finire, loro dell’unità hanno paura”. Per il consigliere regionale Luigi Zura Puntaroni: “Serve una prova di forza con mille persone in Regione, per cambiare è necessario che dieci, quindici sindaci facciano un accordo su punti strategici, portandoli avanti con determinazione, un polo di 70, 80 mila abitanti li preoccupa, se faranno l’inceneritore è un problema tutto nostro, le ferite che ci procurano ci renderanno più forti”. Zura si è poi rivolto a Martini con parole forti ed alcuni epiteti offensivi: “Sei un sindaco inconsistente, in Regione ti sei nascosto dietro, non ti sei fatto vedere. Devi fuggire, essere esiliato, sono otto anni che te lo dico. Quando ti hanno messo con le spalle al muro, hai attaccato su lo striscione”. Martini ha poi cercato di uscire dalla sala, ma Massei l’ha invitato a rimanere. Ha affermato il consigliere regionale Sandro Bisonni: “Sulla sanità Ceriscioli non riesce a stare dietro alle esigenze dalla popolazione, non ha un programma organico, si affida a tecnici, i quali si affidano ad indici, non si ragiona sulla persona, ma sul numero, si mantengono i servizi soltanto dove c’è una densità abitativa importante, l’entroterra è penalizzato da questa visione. Come consigliere regionale io vi lancio l’assist, martedì sarà discussa l’interrogazione urgente su Roberto Pioli, ho chiesto a Ceriscioli di contattarlo, non mi ha risposto, è venuto Sciapichetti, forse qualcosa si muove. Dovete parlare con Pettinari, fare come Pesaro, firmare un documento comune tra 55 comuni del maceratese e sbatterglielo sul tavolo”.

Gilberto Chiodi, capogruppo minoranza San Severino

Gilberto Chiodi, capogruppo minoranza San Severino

LA MINORANZA E ALTRI AMMINISTRATORI – E’ intervenuto Gilberto Chiodi della minoranza: “No agli insulti gratuiti, ciò che è accaduto ha macchiato la nobiltà di questa serata, io ho contestato Martini la cui amministrazione è stata travolta dalla quotidianità della chiusura del punto nascita, con lo sciopero della fame che ha travolto l’azione amministrativa. Sarei voluto essere in consiglio comunale, per discutere del ricorso al Tar presentato dal comune, cosa non avvenuta o avvenuta in maniera tardiva, prima del comitato doveva muoversi il comune, se non c’era il comitato avremo perso l’esecutività del nostro punto nascita. Pensare che qualcuno possa mercanteggiare è un’offesa per tutto il territorio provinciale. Non cadiamo nella trappola dell’ospedale unico, è una polemica per distogliere l’attenzione, siamo per il referendum per l’abrogazione della riforma sanitaria, il Tar ha affermato il superiore interesse dei cittadini”. Sono seguiti gli interventi degli amministratori matelicesi Alessandro Casoni e del vicesindaco Anna Grazia Ruggeri, il consigliere di Fabriano Sergio Romagnoli, la consigliera comunale maceratese Carla Messi, Stefano Bonfili del Comitato Salva Salute di Castelraimondo, il consigliere fabrianese Joselito Arcioni.

Sergio Romagnoli, consigliere di Fabriano

Sergio Romagnoli, consigliere di Fabriano

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Carla Messi (M5s)

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L’onorevole Remigio Ceroni (Forza Italia)

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Anna Grazia Ruggeri, vice sindaco di Matelica

Alessandro Casoni presidente consiglio comunale Matelica

Alessandro Casoni, presidente consiglio comunale Matelica

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Il consigliere regionale Luigi Zura Puntaroni (Lega Nord)

Giuseppe Pezzanesi sindaco Tolentino

Giuseppe Pezzanesi, sindaco di Tolentino

Marco Marchetti presidente comitato

Marco Marchetti, presidente del comitato



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