Conferme nel Cda, sogni e nuovi obiettivi
Il grido di battaglia di Carancini:
“Tutta la città difenda lo Sferisterio”

MACERATA CHIAMATA ALL'OPERA - "Squadra che vince non si cambia" dice il sindaco. Al suo fianco restano il preside Nicola Di Monte, l’ex funzionario della Regione Raffaele Berardinelli, l’avvocato Fiorenzo Principi e l’imprenditrice Orietta Varnelli. Appello alla città: "Comprate i biglietti in anticIpo, così diventerete i primi azionisti". Preoccupano i tagli del Fus e le risorse della Provincia che saranno gestite dalla Regione
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maria stefania gelsomini

di Maria Stefania Gelsomini

Dal grido di dolore di questa estate Romano Carancini passa al grido di battaglia, sbattendo il pugno sul tavolo: “Non ci possiamo permettere di perdere il Macerata Opera Festival, ma ve l’immaginate un’estate senza Sferisterio?” Il sindaco fa autocritica e si pente di aver detto la prossima stagione non la facciamo. “Non ci possiamo permettere di dirlo, non farla significa continuare a pagare un mutuo di 5 milioni senza avere niente in cambio. Dobbiamo inventarci una stagione dignitosa con le risorse date e con la passione di tutti”. È combattivo più che mai e dice sì persino alle critiche, purché se ne parli, e si difenda un bene prezioso. Una crociata che Cronache Maceratesi ha sempre portato avanti con convinzione e continuerà a farlo.

Il grido di battaglia del sindaco Carancini: "Difendere lo Sferisterio"

Il grido di battaglia del sindaco Carancini: “Difendere lo Sferisterio”

L’occasione è stata la presentazione dei quattro nuovi componenti del CdA dell’Associazione Sferisterio, i quattro nominati direttamente dal sindaco (un rinnovo imposto dal regolamento in seguito all’elezione di ogni nuovo sindaco). Ma nessuna sorpresa, perché i nomi sono gli stessi, tutti riconfermati: Raffaele Berardinelli, Nicola Di Monte, Fiorenzo Principi e Orietta Maria Varnelli. Squadra vincente non si cambia, e così è stato: “una squadra straordinariamente vincente che ci ha accompagnato nella rivoluzione dello Sferisterio e con la quale intendo proseguire il mio viaggio dentro al Macerata Opera Festival”. Tre le ragioni di questa riconferma: l’indipendenza dei soggetti, che non provengono né sono stati segnalati dai partiti, ma provengono dal territorio (i primi due dalla cultura, un professionista e una imprenditrice); la capacità di lavorare in una squadra in relazione alle proprie specifiche competenze; la passione di prendersi delle responsabilità rispetto a un bene pubblico e di farlo gratuitamente. “Ho chiesto loro – spiega Carancini – di continuare a vivere questo viaggio. Tutti e quattro avevano dato le dimissioni per via delle elezioni e avrebbero gradito che vi fosse un ricambio, sapendo di aver portato a termine gli obiettivi. Rimasti in carica fino alla fine della stagione lirica, poi ho chiesto loro di proseguire con quei tre presupposti questo percorso, e di ciò li ringrazio a nome della città e a nome mio personale.”

Romano Carancini durante la conferenza stampa di questa mattina

Romano Carancini durante la conferenza stampa di questa mattina

E non si può parlare del futuro dello Sferisterio senza che il discorso si sposti necessariamente sulla grave situazione finanziaria, dopo la doccia fredda dei tagli estivi annunciati dal FUS (quasi 100mila euro) e quelli preoccupanti di altri enti come la Camera di Commercio (già circa 150mila euro in meno tra 2014 e 2015). I tagli imposti dal Ministero Carancini li definisce uno “schiaffo immeritato all’intera squadra del MOF, rispetto a ciò che il MOF ha saputo costruire nell’era Micheli”. Una scelta allora coraggiosa e non scontata, un progetto vincente che si deve al CdA, a Micheli, a Messi, alle maestranze e al marketing. “Oggi – sottolinea il sindaco – siamo forse il primo teatro in Italia in termini di attivazione di partnership e di sponsorizzazioni, partendo da 130mila euro e arrivando nel 2015 a quasi mezzo milione di euro”.

Un altro dato positivo le oltre 30mila persone che hanno partecipato all’ultima stagione,la qualità può far discutere su alcune opere – ammette Carancini – ma le persone sono tornate. Se pensiamo al periodo della gestione Ricciarelli, c’erano 12mila paganti, e nella serata di gala del quarantesimo anniversario, su 1393 presenti c’erano 675 paganti e 718 omaggi”. Sul rigore dei conti il sindaco non transige e si toglie qualche sassolino dalla scarpa citando sciali e sprechi del passato che continuano a pesare sul presente (“Belli sì i Contes d’Hoffman, ma continueremo a pagarli fino al 2024!”): il più indigesto, il mutuo di 5 milioni che il Comune continua a pagare.

Una seduta del CdA dello Sferisterio

Una seduta del CdA dello Sferisterio

Tutti raggiunti gli obiettivi del vecchio CdA: affrontare la crisi finanziaria, quando nel 2011 si passò da un costo di produzione di 3milioni e 300mila euro del 2010 a 2milioni e 400mila euro, ma nonostante i 900mila euro in meno si raggiunsero, proprio grazie al progetto del CdA, risultati eccellenti negli anni successivi. Altro obiettivo, il risanamento complessivo del bilancio: oggi il valore patrimoniale della fabbrica della cultura-Sferisterio è in attivo, grazie a risultati che Carancini definisce “auspicati ma anche inaspettati”, come l’incasso di biglietteria del 2015 pari a 1 milione e 20mila euro. Terzo obiettivo, la creazione di un nuovo pubblico, col riavvicinamento della città, dei giovani e dell’intero territorio allo Sferisterio. Perché se cinque anni fa i maceratesi lo consideravano poco più di un carrozzone, ormai riempiono il teatro tutte le sere, insieme a un 30% di stranieri. Quarto obiettivo: il rigore di bilancio senza bisogno di una riforma dello statuto su cui tanto si è polemizzato, arrivando ad esempio a una percentuale di biglietti omaggio al disotto del 4%.
Oggi la situazione è ancora più delicata e critica rispetto al 2011, perché a fronte di una evidente crescita e riconoscibilità del brand Sferisterio, di un aumento di gradimento e di apprezzamento come dimostra l’80% di sold-out di tutte le serate, si deve fare i conti con un ulteriore calo delle risorse a disposizione nonostante una razionalizzazione delle spese già in atto (per fare un esempio, nelle scenografie).
Altra nota dolente, i 150mila euro della Provincia, che fra nove mesi, quando l’ente sarà chiuso, verranno gestiti dalla Regione, e non è ancora chiaro che fine faranno. “Chiediamo che la Regione faccia un passo avanti – afferma Carancini – non si può far affogare le risorse destinate dalla Provincia all’eccellenza Sferisterio nel calderone generale regionale”. In ogni caso c’è già stato un incontro con gli assessori regionali alla cultura e al bilancio Pieroni e Cesetti che Carancini definisce molto positivo e costruttivo.
Quanto ai tagli del FUS, le dovute rimostranze e perplessità sono state esposte a suo tempo al ministro Franceschini, il quale pare abbia inviato proprio ieri una mail di risposta di cui però non si rivela ancora il contenuto. Le stesse perplessità e incongruenze avanzate un paio di settimane fa alla riunione dell’ATIT, associazione dei teatri italiani di tradizione, e poi trasmesse anch’esse al ministero. “Noi non siamo un teatro di tradizione normale – tuona il sindaco – ma che svolge la propria attività all’aperto, non esiste un altro luogo simile, e quando si individuano una serie di criteri non si può non tenerne conto. Siamo pronti a farci misurare e far capire la nostra virtuosità e la nostra storia, il rapporto tra apporto pubblico e privato. A chi dimostra di avere attratto capitali privati, rispetto a chi vive da anni di soli contributi pubblici, non deve essere riconosciuto un quid in più? Se il pubblico è triplicato, ciò non ha valore?”. Domande sacrosante, ma di risposte da Roma sinora non se ha traccia.
Tra gli obiettivi del “nuovo” CdA, che si riunirà nei prossimi giorni, la priorità è “superare e risalire questa montagna, ora abbiamo bisogno del territorio, della città e delle persone.” L’appello di Carancini è forte, ai cittadini e agli imprenditori locali. Il suo sogno, come sindaco e come presidente dell’associazione Sferisterio, è di avere il sold-out prima dell’inizio della stagione lirica. Comprare i biglietti in anticipo, diventando i primi azionisti dello Sferisterio, è un modo per dimostrare di amare la città. Quanto alle aziende maceratesi, l’appello è di fare uno sforzo significativo, considerato anche che con l’art bonus oggi il risparmio d’imposta corrisponde ai due terzi dell’investimento.
Secondo obiettivo del “nuovo” CdA e seconda ragione della sua conferma: il ripensamento del veicolo, ovvero della forma. “Non so come ma subito – svela Carancini – perché purtroppo fra nove mesi la Provincia non ci sarà più come ente di primo livello, e dovremo confrontarci con la nuova governance di un ente di secondo livello che non avrà più la cultura”. Per far fronte a ciò occorre istituire il compito di governance dentro lo stesso CdA, attraverso il coinvolgimento degli organi politici e amministrativi.
Bocche cucite infine sul terzo titolo in cartellone per il 2016, inizialmente indicato nella Carmen del 2012 ma poi ritirato. Si sa solo che Micheli sta vagliando diverse possibilità, che sarà una ripresa e che sarà un titolo che ha avuto riconoscimenti e grandi successi. Ma è esclusa l’Aida di Micheli, che tornerà sul palco dello Sferisterio ma non l’estate prossima.



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