Sferisterio, 100mila euro
in meno dal Ministero
Carancini: “I parlamentari intervengano”

MACERATA OPERA - La modifica dei parametri nella concessione del Fus fa scivolare l'Arena nella graduatoria nazionale. Si passa dai 900 mila del 2014 agli 805 mila della stagione ancora in corso d'opera. Il Cda presieduto dal sindaco non esclude ricorsi
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prima di boheme sferisterio opera festival foto ap 1

Il pubblico all’ingresso della prima di Bohème, Il botteghino ha mantenuto le aspettative

di Claudio Ricci

Un taglio di 95mila euro ai fondi della stagione lirica ancora in atto allo Sferisterio. Lo ha reso noto il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali che ieri, a tre giorni dalla fine del cartellone operistico, ha pubblicato le sovvenzioni del Fus (fondo unico per lo spettacolo che quest’anno ammonta a 16 milioni complessivi) per il sostegno alle attività dei 29 teatri nazionali di tradizione che ne hanno fatto domanda per il 2015. Per Macerata la sovvenzione ministeriale scende dai 900 mila del 2014 agli 805 mila di quest’anno. Una comunicazione giunta solo all’ultimo momento al Cda dell’Associazione, riunito oggi pomeriggio, che si trova alle prese con la chiusura della 51esima domenica con il Rigoletto ma già anticipata dal direttore artistico Francesco Micheli in un’intervista a Cronache Maceratesi (leggi l’articolo). I minori trasferimenti  derivano dalla modifica dei parametri di conferimento dei fondi. La graduatoria come modificata dal decreto ministeriale emanato a luglio 2014 ma articolato nella sua fase attuativa solo successivamente prevede l’assegnazione dei punteggi in base a tre parametri: dimensione quantitativa (che include giorni lavorativi, stipendi dei dipendenti, giornate di recita, numero di spettatori) che incide per il 40% sul giudizio complessivo, qualità indicizzata (riempimento degli spettacoli, reperimento di risorse pubbliche e private) altro 30%, qualità artistica assoluta giudicata dalla commissione Musica, influente per il 30%.

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Il successo di pubblico non basta alla 51esima stagione operistica. Il ministero ha tagliato i fondi (Foto Lucrezia Benfatto)

Superano lo Sferisterio tutti quei teatri con più giornate lavorative perché spalmate su tutto l’anno o che hanno avuto maggiore accesso ai fondi statali per motivi imponderabili. In pratica la graduatoria prevede tre suddivisioni in sottogruppi progressivi. La prima suddivisione vede Macerata fuori dal primo sottogruppo (costituito da 5 teatri) di un soffio. Lo Sferisterio scivola così al primo posto del secondo girone dove però le sovvenzioni da ripartire sono tra 9 teatri con conseguente diminuzione delle risorse. Il paradosso è che lo Sferisterio con 24/30 nella qualità artistica supera tutti i teatri del primo gruppo che sono Catania, Parma, Ravenna, Modena e Como. Questi ultimi tre fino all’anno scorso erano sotto a Macerata nella graduatoria ministeriale. Il bilancio tiene grazie ad un solido botteghino che anche quest’anno risulta prima voce di bilancio con l’incasso di un 1 milione di euro.  La beffa oltre il danno è che essendo lo Sferisterio uno dei pochissimi tra i richiedenti ad avere un cartellone estivo si trova ora a fare i conti con le minori entrate a stagione ormai conclusa senza che nella classifica il ministero tenga minimamente conto della sua specificità stagionale. Il Cda non ha escluso ricorsi per indurre il Ministero a rivedere la classifica e riconsiderare l’entità della sovvenzione.

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Romano Carancini alla prima della Bohème con l’ambasciatore Israeliano Naori Gilon

«Faremo un necessario accesso agli atti, analizzeremo e valuteremo e se ci sono le condizioni faremo ricorso – ha detto il presidente dell’associazione Romano Carancini – La stagione 2016 è pronta ma non può essere varata fin quando non avremo la certezza che vi sia un coinvolgimento di tutti gli attori del territorio, a partire dalla Regione che deve spingere sul governo sia per il Mof che per il Rossini Opera Festival per finire con i parlamentari maceratesi che devono prendere atto della difficile situazione dello Sferisterio. La scelta fatta dal ministero ci sembra iniqua sia perché il festival rappresenta un simbolo di rigore nella gestione dei bilanci, sia perché negli ultimi anni ha dimostrato di sapere sperimentare continuando ad attrarre pubblico in musura crescente. Lo dimostra il fatto che l’ultima replica della Bohéme di questa sera ha registrato l’ennesimo il tutto esaurito»



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