Un Rigoletto maceratese
& tanta musica pop

DAVOLI A MERENDA - Costume e buon umore sulla politica cittadina tra riebolarazioni dell'opera verdiana (Pambianchetto, Gildeborah, il Ducarancio e Moscherone) in salsa maceratese e giochi di parole con i migliori titoli del juke box all'italiana adattati ai personaggi della vita pubblica cittadina
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davoli a merenda new

 

di Filippo Davoli

Ai nostri giorni vanno di moda le rielaborazioni delle opere liriche: perché non tentare anche noi di rileggere alla maceratese il cartellone di quest’anno? Magari l’anno prossimo Francesco Micheli ci affida un allestimento, hai visto mai? Per esempio, come diventerebbe Rigoletto in salsa maceratese?

 

 

Vediamo la trama:

01 DUCA DI MACERANTOVA E CORTIGIANI

Scena Prima – Nella corte di Macerantova sono tutti in festa intorno al Ducarancio che ha da poco regalato alla città un sofisticato marchingegno di orologeria.

 

02 PAMBIANCHETTO ACCUSATO DAI CORTIGIANI

Scena Seconda – Pambianchetto si trova nell’occhio del ciclone e viene messo sotto accusa dai cortigiani, perché ha deciso di portare alla luce il suo appoggio alla giovane Gildeborah, che considera come una figlia e che si è candidata alle elezioni ducali.

 

03 CONTE DI MOSCHERONE

Scena Terza – Mentre Gildeborah studia il proprio ruolo cittadino in una casupola fuori delle Mura, che sorge proprio di fianco a quella di GiovAnna (Menghi), l’amica di sempre, sulla scena irrompe il Conte di Moscherone.

 

04 SPACCAFUCILE

Scena Quarta – Pambianchetto e Gildeborah decidono di rovesciare il Duca e di prenderne il potere, ma anche Moscherone ha la stessa intenzione. È così che, per raggiungere il proprio obiettivo, Gildeborah si rivolge a Spaccafucile, cui dà incarico di far fuori il Duca.

 

05 GILDEBORAH NEL SACCO

Scena Quinta – Spaccafucile, però, sbaglia tutte le sue mosse e a cadere sotto i suoi colpi sarà proprio Gildeborah, che Pambianchetto rinverrà all’interno di un Sacco con su scritto “Capogruppo”. Moscherone non è diventato Duca ma non è stato messo nel sacco e può tornare a corte. Cala il sipario.

*

Ma a non tutti piace la Lirica. Così, come nelle migliori tradizioni, una città senza tempo come Macerata riscopre il fascino del Juke-Box, quello scatolone magico caro ai più maturi che, all’inserimento della monetina, rilasciava le note più amate della stagione. Anche nella città pullulante di vita, grazie al rinnovato commercio gastronomico, torna a diffondersi il buon uso del juke-box: strumento democratico per eccellenza (per chi ha il soldino, ovviamente…) e fattore importante di socializzazione. Che canzoni potrebbero andare, nell’estate 2015, sempre in salsa maceratese?

Proviamo:

Ivano Tacconi (in onore alla tradizione democristiana) – I migliori danni della nostra vita

Maria Francesca Tardella – Vengo anch’io, no tu no

Stefania Monteverde – E qui comando io, e questa è casa mia

Fabio Massimo Conti – Non gioco più

Enrico Marcolini – Vent’anni (dopo)

Ricotta – Narciso, parole di burro

Alessia Scoccianti – Non ho l’età

Federica Curzi – E sono ancora qui

Nicola Perfetti – Arrivederci

Francesca D’Alessandro – Strano il mio destino

Luigi Carelli – L’elezione non ha voce

Anna Menghi – “Legata” a un granello di sabbia

Paolo Micozzi – Cha cha cha del segretario

Giorgio Ballesi – Che m’importa del fondo

Uliano Salvatori – Sapore di sòle

Francesco Micheli – L’istrione

Michele Lattanzi – Gloria, manchi tu nell’aria

Francesco Luciani – Abbracciamoci

Ulderico Orazi – Settemila caffè

Bruno Mandrelli – Molla tutto

Massimiliano Sport Bianchini – A ruota libera

Irene Manzi – E la vita l’è bela

Luciano Pantanetti – Rosso relativo

Massimo Pizzichini – L’aura non c’è

Claudio Carbonari – Non ti scordar di me

Alessandro Savi – Che sarà della mia vita chi lo sa

Gianmario Spacca – Il mio sbaglio più grande

Fabio Pistarelli – Una regione di più

Tonino Pettinari – Il carrozzone

Riccardo Sacchi – (S)pazza idea (Macerata)

Deborah Pantana – La musica è finita

Romano Carancini – Tutta mia la città

Angelo  Sciapichetti – Vada al massimo

Adriano Ciaffi – Mille anni di me e di te

Carla Messi – Non è mai troppo tardi



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