Sferisterio, Paola Giorgi:
“Mi sono persa qualcosa?
Mi sa di no”

IL DIBATTITO - L'ex assessore regionale: "Ridotto il Fus ma nessun taglio alla Form. Servono più manager e meno politici"
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 Paola Giorgi

Paola Giorgi

Il dibattito aperto sul nostro giornale sul futuro dello Sferisterio si arricchisce di un nuovo contributo inviato dall’ex assessore regionale Paola Giorgi:

«Forse mi sono persa qualcosa, ma non mi sembra che il tema del futuro dello Sferisterio abbia scaldato il cuore dei maceratesi o (magari) quello dei marchigiani. Eppure parliamo di un’eccellenza culturale storica che rischia seriamente di rinchiudersi in un alveo comunale. È nota la mia difesa dell’operato del maestro Pizzi, artista di grande spessore internazionale che ha portato un segno artistico forte al Mof coniugandolo anche con altre realtà produttive regionali. Il maleducato benservito che gli fu riservato, dalla politica infine, è stato doloroso anche per chi in quel mondo ci si è formato, un mondo dove l’arte, il mestiere, il rispetto per i ruoli e per i veri maestri (e Pizzi è un vero maestro), rappresentano ancora un valore. Questioni morte e sepolte? Non credo, perché rimane e forse non solo a me, il forte dubbio verso chi fossero dirette le invettive di Micheli quando ha parlato di ” furti e tangenti” riferendosi alle passate gestioni della stagione lirica, senza poi smentire nè, tantomeno, argomentare (leggi l’articolo).

Pierl Luigi Pizzi

Pierl Luigi Pizzi

Micheli non è Pizzi, decisamente, però ha entusiasmo, passione, qualche buona idea e si trova sicuramente a gestire un momento economicamente molto complesso per lo Sferisterio. La riduzione del contributo Fus di 100 mila euro rispetto al preventivato non è roba da poco e su questo tema, quello economico, qualche idea è stata messa in campo. I vedremo, faremo, lotteremo sono prassi politiche da copione, così come la richiesta di un maggiore coinvolgimento dei privati, che per me sarebbe un grande segnale di civiltà che più volte i nostri imprenditori hanno dimostrato, anche i periodi difficili. Oltre tutto questo, mi permetto di far notare come la Form, orchestra fissa in tutte le recite della stagione lirica dello Sferisterio, non ha subito alcun taglio dei trasferimenti mantenendo i circa 630 mila euro annui. Qualche discorso nuovo con questa Form sarà tempo di metterlo in campo, o si vanno ad intaccare troppi equilibri politici che per troppo tempo si sono tenuti sfruttando la cultura, i suoi enti e le sue associazioni? Un altro esempio: le Muse di Ancona (ente che non ha nessun riconoscimento ministeriale per la lirica e di cui si ricordano solo le collaborazioni con lo Sferisterio di Pizzi ), per la prossima stagione produce una Boheme, non poteva essere proposto il buon lavoro di Leo Muscato? Se non si dialoga e si collabora si creano centri di spesa e si sminuiscono le eccellenze. Colpa di Micheli questa perdita di peso dello Sferisterio all’interno della lirica marchigiana (perimetro veramente minimo in cui dibattere)? No, o almeno solo in piccola parte.

Da sinistra il presidente della Provincia Antonio Pettinari, il direttore artistico Maurizio Micheli, e il sindaco Romano Carancini alla confereza di fine stagione

Da sinistra il presidente della Provincia Antonio Pettinari, il direttore artistico Maurizio Micheli, e il sindaco Romano Carancini alla confereza di fine stagione

La colpa di Micheli è forse quella di assecondare troppo i voleri politici l’esatto contrario di Pizzi) e, forse, non riuscire ad esprimersi liberamente. Proprio su questo concetto introduco l’altro tema che ha fatto un po’ parlare di se: la Notte dell’Opera. Bella iniziativa, festa di paese che coinvolge i cittadini e commercianti, c’è chi è contento, chi si lamenta, un po’ come sempre accade in manifestazioni similari. Dovrebbe essere una manifestazione collaterale, ma mi sembra un po’ invadente nel contesto artistico del Macerata Opera Festival. Lo so, le manifestazioni popolari portano molto consenso e io adoro la cultura popolare, purché abbia un fine artistico però, altrimenti si rischia solo una gran confusione. Concludo con un esempio, non farà piacere, ma è così : il Rof, Rossini Opera Festival che si svolge a Pesaro è cresciuto anno dopo anno acquisendo un ruolo primario a livello internazionale. Ha sempre mantenuto fede ad una idea artistica, che è stata una scommessa vincente, non ha ceduto a distrazioni e tutto ciò che ha costruito intorno alle rappresentazioni è sempre stato funzionale alle stesse. E anche nella scelta delle orchestre è sempre stato libero. Cosa dovrebbe cambiare lo Sferisterio? Qualche manager in più e qualche politico in meno in fase decisionale.



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