Neuroblastoma infantile ad Appignano
Escluso l’inquinamento ambientale

L'Arpam ha presentato i risultati dello studio richiesto dal Comune dopo l'emergere di alcuni casi di tumori nei bambini. Le concentrazioni di inquinanti in aria, acqua e suolo sono risultate inferiori alle soglie di contaminazione, spesso con valori molto sotto i limiti. Sollevato il sindaco Osvaldo Messi: "Le analisi ci dicono che sia ora che in passato non c'è stato un particolare accumulo di sostanze dannose"
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L’area del comune di Appignano interessata dallo studio Arpam

di Marco Ricci

Nessun inquinamento ambientale nel territorio di Appignano. E’ questa la conclusione a cui è giunta l’indagine condotta dall’Arpam su richiesta dell’amministrazione comunale dopo l’allarme scattato per l’insorgere nella zona di alcuni casi di tumori infantili, tra cui il neuroblastoma. Dopo un precedente studio epidemiologico condotto sempre dall’Arpam che aveva evidenziato – pur con la cautela con cui vanno trattati piccoli numeri – alcuni eccessi statisticamente significativi per queste gravi patologie infantili, la preoccupazione si era subito rivolta agli impianti industriali, in particolare a quelli legati alla lavorazione del legno. Nel passato, infatti, venivano spesso bruciati negli impianti gli scarti di legno trattato con composti chimici. Stessa pericolosa abitudine anche all’interno dei camini e delle stufe delle case. Il rischio, che le sostanze nocive, diffondendosi nell’aria, oltre ad essere respirate potessero ricadere e depositarsi sui terreni infiltrandosi fino alle falde acquifere. Altro indiziato, l’uso di prodotti chimici in agricoltura. L’analisi dell’aria, dell’acqua e del suolo condotta dall’Arpam tra 2013 e 2014 in un ampia fascia del territorio appignanese ha prodotto invece risultati rassicuranti, con concentrazioni di agenti inquinanti tipici di aree rurali o a basso livello di insediamento industriale.


E se l’analisi dell’aria è indice di un basso livello di inquinamento attuale, le concentrazioni riferibili ai terreni e alle acque lasciano pensare come anche nel passato non vi sia stato presumibilmente un deposito significativo di sostanze pericolose quali metalli pesanti, inquinanti organici, inquinanti inorganici, idrocarburi o fitofarmaci, cioè i composti chimici utilizzati prevalentemente in agricoltura.
 Solo un pozzo, dei 15 esaminati dall’Arpam, ha fatto registrare nelle acque livelli di solfati superiori alla concentrazione di soglia. Per l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, però, il superamento va probabilmente posto in relazione a particolari condizioni locali. Per comprendere la natura dell’anomalia verranno in ogni caso effettuati ulteriori monitoraggi. Non si tratta comunque di una situazione diffusa.

Osvaldo Messi, sindaco di Appignano

Osvaldo Messi, sindaco di Appignano

Sollevato si è mostrato il sindaco di Appignano, Osvaldo Messi, il quale aveva fortemente voluto lo studio per mettere un punto fermo che potesse fare un minimo di chiarezza sull’origine dei tumori infantili rilevati nel territorio. Sebbene anche nel caso di brutti risultati sarebbe stato impossibile correlare direttamente le attività antropiche, tra cui quelle industriali, ai neuroblastomi, adesso sembra allontanarsi l’ipotesi che l’origine delle malattie possa avere come cause l’inquinamento ambientale. Bisogna anche aggiungere come la letteratura medica non sia in grado al momento di indicare un fattore scatenante per questo tipo di patologie infantili. “Sono soddisfatto dei risultati finali dello studio – ci ha dichiarato Messi – poiché l’analisi testimonia come oggi, così come in passato, non si siano manifestate nel territorio forme particolari di inquinamento. Colgo comunque l’occasione – ha concluso il sindaco – per ribadire l’invito già fatto lo scorso anno ai miei concittadini a non bruciare nelle stufe o nei camini gli scarti trattati della lavorazione del legno”.

Venendo al futuro, l’Ars e l’Arpam avevano sottolineato come dal punto di vista epidemiologico la situazione andasse tenuta sotto osservazione. Si immagina quindi che, con la tanto rimandata partenza del registro regionale dei tumori anche nelle Marche e man mano che verranno aggiornati gli archivi, nuovi report aiuteranno a comprendere se ad Appignano ci si trovi davanti a un’emergenza o se invece si sia davanti a singoli tristi casi non correlati tra loro.


QUALITA’ DELL’ARIA –
Il monitoraggio è stato effettuato nel cortile della scuola elementare di via Dante Alighieri attraverso dei campionamenti della durata di 24 ore effettuati ogni cinque giorni per venti settimane, coprendo anche il periodo invernale che di norma presenta le maggiori criticità a causa dei rilasci dovuti agli impianti di riscaldamento. Oltre alle polveri sottili PM10, sono state rilevate le concentrazioni di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e metalli pesanti (Antimonio, Arsenico, Cadmio, Cobalto, Cromo, Manganese, Nichel, Piombo e Rame). Venendo ai risultati, i valori medi giornalieri di PM10 sono sempre risultati di molto inferiori alla soglia di 50 microgrammi per metro cubo, soglia che le normative prevedono possa essere superata per 35 giorni l’anno. Anche le frazioni di Benzo(a)Pirene sono risultate molto inferiori ai limiti di legge, così come le misurazioni dei livelli di IPA e di metalli pesanti hanno portato a valori confrontabili con quelli di aree rurali o a bassa concentrazione abitativa e industriale.

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I punti di campionamento delle acque e dei terreni

QUALITA’ DEL SUOLO – L’analisi dei suoli condotta dall’Arpam si è basata su 25 punti di campionamento disposti in una maglia regolare, così da coprire l’intero territorio comunale. Ogni campione è stato ottenuto prelevando i primi 50 cm di suolo nelle campagne e i primi 10 cm in città. Le analisi hanno determinato, tra le altre, le concentrazioni di metalli, Idrocarburi Policiclici Aromatici, Poriclorobifenili, Poriclorodibenzodiossine, Poriclorodibenzofurani. Tutti i valori sono risultati inferiori alle concentrazioni considerate soglia di contaminazione, in alcuni casi discostandosi di molto dai livelli critici.

QUALITA’ DELL’ACQUA – Anche i risultati della qualità delle acque non hanno evidenziato alcun superamento delle concentrazione soglia di contaminazione, ad eccezione del singolo pozzo di cui abbiamo parlato ad inizio articolo. La campionatura ha preso in esame le acque sotterranee di 15 diversi punti a monte e a valle delle aree maggiormente antropizzate. Su ogni campione di acqua, oltre ai parametri chimico-fisici, l’Arpam ha misurato le quantità di metalli, gli inquinanti inorganici, gli idrocarburi totali, una decina di idrocarburi specifici, i composti organici aromatici e i fitofarmaci, quei composti chimici utilizzati in agricoltura.

 

 



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