La rabbia del padre di Haiko
“Mio figlio morto per colpa
di chi usa pesticidi”

IL DRAMMA DI MONTEFANO - Daniel Bonacci accusa chi utilizza prodotti che sono nocivi all'ambiente e che sarebbero alla base del tumore di cui si è ammalato il bambino, morto a soli 4 anni. Domani alle 15 il funerale a Montefiore di Recanati. Intanto cresce la preoccupazione, l'Arpam: "Nessuna emergenza"
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logo lotta neuroblastomadi Gianluca Ginella

“Haiko è morto per colpa di chi usa i pesticidi in campagna. La gente si deve mettere una mano sulla coscienza, non mi riferisco alle istituzioni, ma a persone ignoranti che non capiscono quello che è giusto e ciò che invece è sbagliato per l’ambiente e che pensano soltanto ai soldi”. Sono le parole misto di rabbia e dolore di Daniel Bonacci, 30 anni, il papà del piccolo Haiko, il bimbo di Montefano che ieri sera si è spento a causa di un male, il neuroblastoma, che non gli ha lasciato scampo (leggi l’articolo). Aveva solo 4 anni Haiko e per la maggior parte della sua esistenza ha dovuto combattere contro il terribile male che lo aveva colpito. Ieri sera si è arreso, lasciando nella disperazione il suo papà e la mamma, Gabriella Seddone. “Si pensa soltanto ai soldi, a costruire case, città a buttare giù le piante, a usare pesticidi, perché sono soldi – dice Daniel Bonacci –. E poi capitano anche cose come quello accaduto a mio figlio. Ma a chi fa il contadino per mestiere e usa i pesticidi per guadagnare di più, cosa gli importa se i bambini muoiono?”. Sul perché suo figlio si sia ammalato, Bonacci non ha dubbi. “Sono convinto che sia dovuto ai pesticidi”. Continuerà la sua battaglia per sensibilizzare le persone verso i tumori che colpiscono i bambini? “No, tutto quello che potevo fare l’ho fatto – dice Daniel Bonacci, che aveva denunciato i diversi casi di tumori infantili che si erano registrati nella zona di Appignano e Montefano –. Ora non sta più a me ma alla politica fare qualcosa”. Un dolore che si unisce alla rabbia per la morte di un bambino, così tragica e precoce. Una morte che ha sconvolto una intera comunità. Che domani si stringerà ai familiari di Haiko, quando alle 15 si svolgeranno i funerali del piccolo, nella chiesa di San Biagio a Montefiore di Recanati. Della città leopardiana è originario il papà del piccolo Haiko.

Il bambino si è spento poco dopo le 19 di ieri sera, nella casa di Montefano dove abitava con la mamma e il papà. Per combattere contro il terribile male che lo aveva colpito, il piccolo era stato ricoverato sia al Salesi di Ancona che al Bambino Gesù di Roma. Che si è arreso al neuroblastoma, un tumore aggressivo, che si manifesta quando le metastasi sono in stato avanzato.

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CRESCE LA PREOCCUPAZIONE, ARPAM: “NESSUNA EMERGENZA”

di Marco Ricci

Nella sua drammaticità la scomparsa di Haiko non potrà che aumentare le preoccupazioni non solo nella comunità di Montefano, ma anche in quella di Appignano e dei comuni limitrofi, comunità che in pochi anni hanno registrato diversi casi di patologie tumorali infantili, seppure l’Arpam parli di “numeri piccoli” e dunque di nessuna “conclamata emergenza”. Le diagnosi – tra cui quella di Haiko  – hanno allarmato le popolazioni, tanto che il consiglio comunale di Appignano – per fare chiarezza su cosa stesse accadendo – incaricò l’Arpam di portare a termine una prima indagine epidemiologica a cui sta seguendo un’analisi ambientale tutt’ora in corso. I risultati dello studio epidemiologico furono presentati nel dicembre scorso e non rilevarono come detto alcun conclamato allarme, sebbene la relazione finale invitò a monitorare la situazione. Nel comune di Appignano infatti – basandosi sulle schede di primo ricovero – furono rilevati degli eccessi statisticamente significativi sia di leucemie infantili che di patologie rientranti nel gruppo ICD IX 194, gruppo a cui appartiene anche il neuroblastoma. Sebbene si parli di eventi tragici, secondo l’Arpam va tenuto conto che si tratta pur sempre di casi  limitati, passibili di incertezze statistiche anche per il ristretto arco di tempo di osservazione.

La popolazione è comunque allarmata non solo per l’emergere di tali malattie in un ristretto intervallo di anni, ma anche perché alcuni casi si sono verificati in comunità limitrofe, prossime l’una all’altra, creando così tra i cittadini la sensazione che l’intera zona potesse essere particolarmente colpita dall’insorgenza di tumori infantili. Da questo punto di vista lo studio Arpam però – basandosi sulle schede di primo ricovero nel quinquennio 2006-2010 – non ha rilevato alcun aggregato di comuni per cui risultassero eccessi statisticamente significativi di patologie tumorali su bambini da 0 a 14 anni. Né si sono rilevati eccessi nei singoli comuni di Treia, Filottrano, Montecassiano, Pollenza e Montefano.

Se la cittadinanza punta in primis il dito contro l’inquinamento, non è possibile rilevare un nesso tra insorgenza del neuroblastoma ed inquinamento, anche perché –  dal punto di vista scientifico – non è ancora stata acclarata l’origine di questa patologia, né trovata una esatta relazione tra l’insorgere del tumore e i fattori ambientali. A parziale tranquillità dei cittadini va ricordato che sia l’amministrazione comunale di Appignano che l’Arpam e l’Aioep tengono sotto attenta osservazione la situazione, in attesa che la Regione Marche ripristini il registro dei tumori. L’analisi ambientale ancora in corso verificherà poi l’eventuale inquinamento dell’acqua, dell’aria e del terreno nel comune di Appignano. Anche perché, senza dubbio, vivere in un luogo salubre è certamente più sano che vivere in un luogo inquinato. In questo contesto –  lo ricordiamo – il sindaco di Appignano, Osvaldo Messi, ha rivolto alla cittadinanza l’invito a non bruciare legno trattato né all’esterno né all’interno di camini e caldaie.

Il 13 gennaio, sempre ad Appignano, si è tenuto un consiglio comunale dedicato proprio alla situazione ambientale e sanitaria, che ha portato a rilasciare un comunicato congiunto tra Comune di Appignano, Arpam, Ars, Asurav e AO Torrette Umberto I – OEP. Il consiglio venne convocato  per fare chiarezza su quanto emerso dallo studio presentato da ARPAM sulle diagnosi di neuroblastomi infantili e dalle successive dichiarazioni fornite alla stampa dal dr. Paolo Pierani Responsabile del Centro Oncoematologico Pediatrico di Riferimento Regionale. Alla seduta erano presenti, oltre a Pierani, il direttore tecnico-scientifico dell’ARPAM Gianni Corvatta, il direttore del servizio epidemiologico ambientale Arpam Mauro Mariottini, i direttori ASUR Tiziana Bentivoglio (dipartimento prevenzione Av3), Francesco Migliozzi (servizio igiene e sanità pubblica Av3-Macerata) e Fabio Filippetti, responsabile dell’osservatorio epidemiologico regionale dell’ARS. “Alla luce di elementi più aggiornati – ha dichiarato Pierani – non si rilevano differenze riguardo l’incidenza delle diagnosi di neuroblastoma infantile nei residenti ad Appignano tra le diverse fonti dell’AIEOP (Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica) e AIRTUM (Associazione Italiana Registro Tumori) e i dati sui primi ricoveri ospedalieri utilizzati nello studio ARPAM-ARS”. Rimangono discrepanze – come ha evidenziato Pierani – tra i dati AIOEP e quelli relativi ai primi ricoveri ospedalieri trasmessi dal Ministero della Salute riferiti alla Regione Marche che necessitano comunque di maggiori approfondimenti. “Nessun allarme, quindi – ha continuato Mariottini dell’Arpam confermando i risultati dello studio – ma certamente è giusto dire che, in questo caso, è auspicabile un monitoraggio esteso su un arco temporale più ampio”. Numeri di lieve entità come quelli riscontrati ad Appignano, infatti, possono comunque non risolvere tutte le incertezze poste dai risultati delle indagini statistiche, così come pure è possibile che anche una incidenza sopra i parametri attesi possa concentrarsi in periodi di tempo limitati per il solo effetto del caso. Anche il riferimento territoriale, sul quale – ha ricordato Mariottini – non si sono rilevate criticità estese ai comuni limitrofi, seppur ricompresi in un’area non particolarmente vasta, non consentono al momento di correlare le patologie riscontrate a precise cause ambientali.

IL NEUROBLASTOMA – Il neuroblastoma è un raro tumore embrionario maligno che deriva dalle cellule della primordiale cresta neurale. Negli Stati Uniti, ogni anno, le nuove diagnosi in campo pediatrico non superano le 650 unità ed avvengono principalmente nei primissimi anni di vita del bambino, con un tasso europeo di circa 13.8 casi per milioni di bambini. Da quanto emerge dalla letteratura scientifica non è stato ancora rilevato un preciso nesso causale che possa portare all’emergere della malattia. Si va da una piccola proporzione di casi dovuta a predisposizione genetica a studi che hanno supposto una relazione materna nel periodo della gravidanza. Altre ricerche, definite dal rapporto Arpam “poco consistenti”, hanno cercato di trovare relazioni con la residenze e l’occupazione dei genitori dei bambini. In altri casi è stato trovato un incremento di rischio per l’impiego paterno in attivirà che comportano espisizioni a campi elettromagnetici e a idrocarburi aromatici. Secondo l’Arpam, da uno studio statunitense, è stata trovata un’associazione “modesta” con l’esposizione parentale ai pesticidi, oltre agli impieghi paterni in telefonia/reti radio, manutenzione giardini e verniciatura.

 



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