Banca Marche, al via la due diligence
del Fondo Interbancario

Entra nel vivo l'operazione di salvataggio e rilancio dell'istituto. Una decina di analisti del Fitd si sono insediati a Fontadamo di Jesi. Il direttore Giuseppe Boccuzzi: "Troveremo una soluzione insieme ai commissari per riportare la banca sui binari. Maggiore chiarezza sulle modalità di intervento entro fine mese"
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La sede di Banca Marche di Fontedamo a Jesi

La sede di Banca Marche di Fontedamo a Jesi

di Marco Ricci

Sta entrando nel vivo il salvataggio di Banca Marche, l’istituto commissariato da quasi due anni dal Ministero dell’Economia. Con la necessità di trovare una soluzione alla crisi entro il mese di ottobre, dopo un periodo di stallo e il venir meno della prima ipotesi di soluzione che prevedeva l’ingresso di un partner bancario, è partita oggi una due diligence del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd), con una decina di analisti che si sono insediati a Fontadamo di Jesi per verificare i conti dell’istituto marchigiano e studiare con i commissari le nuove ipotesi di lavoro. Se si avvia al termine l’operazione di salvataggio della Cassa di Risparmio di Ferrara che ha visto il fondo entrare direttamente e in maniera sostanziosa nel capitale della banca, il passaggio testimonia come per il Fitd il prossimo dossier da chiudere sia proprio quello relativo all’istituto marchigiano, con una rimodulazione del proprio impegno, dopo la mancanza al momento di un partner industriale e di quei capitali locali ipotizzati in origine. Se il Fondo aveva deliberato di intervenire in Banca Marche ponendo una garanzia da 800 milioni sulla cessione di crediti deteriorati e con una partecipazione per massimo cento milioni di euro nel capitale sociale.  non è più un mistero che il Fitd possa a questo punto intervenire in modo più massiccio nel patrimonio della banca, magari accompagnando nell’operazione il Credito Fondiaro (Fonspa) la cui corposa due diligence era terminata lo scorso anno.

“Siamo in una fase di aggiornamento del piano – ci ha spiegato il direttore del Fitd, Giuseppe Boccuzzi – ed è probabile che ci sarà una rimodulazione del nostro intervento già deliberato a luglio del 2014. Non escludo che il Fondo possa intervenire in modo più massiccio ed è per questo che stiamo facendo un’analisi della situazione insieme ai commissari su come si debba organizzare il nuovo intervento”. Sui tempi dell’operazione, il direttore del Fondo Interbancario parla ormai di dopo l’estate, anche se maggiore chiarezza sul piano si avrà molto probabilmente entro fine mese, mentre si starebbe ragionando anche su possibili scenari alternativi alla cessione del portafoglio deteriorato previsto in origine.  “Con la supervisione di Banca d’Italia e il confronto con i commissari troveremo una soluzione per riportare Banca Marche sui binari e uscire dal commissariamento – ha concluso Boccuzzi ricordando come al momento nessuna normativa permetta di porre a patrimonio le obbligazioni subordinate, dopo che il presidente del Fondo, Salvatore Maccarone, aveva escluso, stanti le normi vigenti, qualsiasi possibile intervento sui depositanti (leggi l’articolo). Boccuzzi non ha escluso che al nuovo piano possa ancora contribuire anche Fonspa con cui ci sono e ci saranno nei prossimi giorni ulteriori contatti. Uno scenario dunque in movimento ma l’impressione che al Fitd, dopo la delibera dello scorso anno, non sia affatto venuta meno l’intenzione di chiudere il dossier Banca Marche e di permettere all’istituto di tornare ad operare a pieno regime. Entro fine mese, comunque, se ne saprà qualcosa di più.



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