A Treia “Orgoglio e pregiudizio”
Symbola sposa l’enciclica di Bergoglio
MACERATA - Presentato il 13esimo "Seminario estivo" della fondazione presieduta da Ermete Realacci appuntamento il 26 e 27 giugno a Treia. Il 23 e 24 giugno è di scena il festival della Soft economy che si chiuderà a Unimc il 25 giugno. Il segretario generale parla di economia circolare: "In sintonia con Papa Francesco". Tra gli ospiti i ministri Delrio, Martina e Gentiloni
di Gabriele Censi
La provincia maceratese torna capitale della green economy. La presentazione del consueto appuntamento estivo della Fondazione Symbola (13esima edizione, tra gli ospiti degli scorsi anni anche l’attuale premier Matteo Renzi), questa mattina nella Civica Enoteca, arriva all’indomani della pubblicazione di “Laudato sì”, l‘enciclica ecologica di Papa Francesco con l’appello a “proteggere la casa comune”. In linea con le parole del pontefice si sviluppano i temi proposti dalla Fondazione che dà vita ad un evento che è un’avanguardia delle nuove tendenze, con tanti importanti esperti a confronto. “Orgoglio e pregiudizio” è il tema di quest’anno per i due giorni del Seminario estivo a Treia di venerdì 26 e sabato 27 giugno. La terza edizione del Festival della Soft Economy, promossa dalla stessa fondazione Symbola, dalla Camera di Commercio di Macerata, da Unioncamere e dal Consorzio AAster in collaborazione con il comune di Treia, il comune di Macerata, le università di Macerata e Camerino e S.O.S – School of Sustainability, si terrà sempre a Treia nelle giornate del 23 e 24 giugno e si concluderà a Macerata il 25 giugno, quando verrà presentato e discusso il Rapporto 2015 “Io sono cultura” di Fondazione Symbola e Unioncamere (leggi l’articolo). I temi saranno l’economia circolare, la cultura digitale al servizio delle imprese e del territorio e le filiere produttive come piattaforme per lo sviluppo e l’innovazione.
Il segretario generale di Symbola Fabio Renzi introduce il programma: «Nel segno della sobrietà per quanto riguarda le spese ma ricco per interventi e partecipazione: ben 23 partner, 7 sponsor e 14 supporter, 3 sessioni con 39 relatori (tra questi ministri e viceministri), altri 141 interventi al festival, per un totale di 180 relatori nelle 5 giornate. Senza un’idea di futuro facciamo fatica a lasciarci alle spalle la lunga e dura crisi – prosegue Renzi -che come una tempesta perfetta si è abbattuta sulle nostre economie e società. L’Italia ha molto da dire al mondo con la qualità dei suoi territori e delle sue imprese scommettendo su un’economia a misura d’uomo. Un’Italia consapevole dei gravi problemi aperti, ma anche dei suoi punti di forza. Un Paese che deve ritrovare il suo orgoglio e superare i pregiudizi. Expo 2015 può essere la metafora e l’occasione del racconto di questa Italia: capace di dare senso, forma, qualità e bellezza ad un’economia orientata alla sostenibilità e alla sobrietà. Un’Italia che fa l’Italia e che chiama a raccolta i suoi talenti per affrontare le sfide del nostro tempo».

Il direttore Exit, Luciano Ramadori e i sindaci di Macerata e Treia Romano Carancini e Franco Capponi, Fabio Renzi, Giuliano Bianchi e il rettore Unimc Luigi Lacchè
Il Seminario estivo prende il via venerdì 26 mattina con la presentazione di Claudio Gagliardi, segretario generale di Unioncamere, del rapporto “I.T.A.L.I.A. Geografie del nuovo made in Italy”, un racconto dell’Italia in 3D, una mappa in tempo reale e una riflessione accurata utili a comprendere come creatività e cultura, territori e comunità, green economy e manifattura evoluta, agricoltura di qualità e turismo siano i punti di forza che stanno dietro molte delle eccellenze italiane apprezzate nel mondo. Alla discussione parteciperanno tra gli altri: il ministro Maurizio Martina, il viceministro Carlo Calenda, la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, la presidente di Coldiretti Giovani Impresa maria Letizia Gardoni, il presidente di Confartigianato Imprese Giorgio Merletti, il presidente del Comitato tecnico per il Credito di Confindustria Vincenzo Boccia e il presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti Leopoldo Freyrie.
Nel pomeriggio si guarda al futuro, con l’Expo e la spinta che essa può dare alla proiezione dell’Italia nel mondo. Ai lavori, dalle 15 alle 18, introdotti da Aldo Bonomi, direttore Aaster, interverranno rappresentanti delle imprese, della politica e delle associazioni, tra cui il Senior Advisor Cultura Pirelli & C. Antonio Calabrò, la Senior Consultant Sales Camera di Commercio Italiana per la Germania Paola Concia, l’architetto Mario Cucinella, il responsabile della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico Erasmo D’Angelis, il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, il dirigente Servizio Sviluppo Economico e Cultura della Regione Marche Raimondo Orsetti e tre campioni del saper fare italiano selezionati dall’Expo come Daniela Ducato, fondatrice di Edizero, per la Sardegna; Francesca Petrini, titolare dell’omonima fattoria rinomata per la qualità del suo olio, per le Marche e Marco Caprai, con il suo Sagrantino, per l’Umbria.
La giornata conclusiva di sabato 27 giugno, il cui tema è “Orgoglio e Pregiudizio – La missione dell’Italia”, proporrà dalle 9,30 alle 13,30 un dibattito sulla missione dell’Italia e sulle strade da percorrere per rilanciare il paese che vedrà confrontarsi politica, mondo dell’impresa, associazioni, società civile e istituzioni. Al dibattito prenderanno parte tra gli altri: Catia Bastioli, presidente Terna e AD Novamont; Aldo Bonomi, direttore Aaster; il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli; il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il vicepresidente di Confindustria Ivan Lo Bello; il presidente Coldiretti Roberto Moncalvo; il direttore di Legambiente Rossella Muroni e il presidente di R.ETE. Imprese Italia Daniele Vaccarino. Le conclusioni saranno affidate al presidente di Symbola, Ermete Realacci.

Il segretario generale di Symbola Fabio Renzi e il presidente Cciaa Mc Giuliano Bianchi
«Abbiamo confermato la scelta di promuovere il Seminario estivo insieme alla Fondazione Symbola e ad Unioncamere – commenta Giuliano Bianchi, presidente Camera di Commercio di Macerata – perché siamo convinti che questo appuntamento di rilievo nazionale sia una straordinaria occasione per far conoscere le Marche, Macerata ed il suo territorio che ben rappresenta quell’Italia di qualità dove convivono la bellezza dei paesaggi, la ricchezza storica e culturale, la forza delle produzioni manifatturiere ed agroalimentari e un sistema di servizi sociali e culturali grazie anche al contributo assicurato dalla Camera di Commercio. Il Seminario estivo ci aiuta a tracciare un quadro diverso della nostra economia, a partire dalle nostre tante medie e piccole imprese, che sono le sole che creano ricchezza reale e devono quindi avere la priorità nel nostro operare quotidiano. Perché aiutare le imprese significa aiutare l’Italia. Sosteniamo Symbola perché rappresentiamo un territorio vocato alla qualità e alla creatività – come dimostrano le ottime performance delle Marche e delle nostra provincia tracciate dai rapporto sull’economia culturale di Symbola e Unioncamere – e perché condividiamo l’idea alla base della intensa e positiva collaborazione tra la Fondazione per le Qualità Italiane e il sistema camerale, quella che l’Italia deve fare l’Italia».

Il direttore Exit, Luciano Ramadori e i sindaci di Macerata e Treia Romano Carancini e Franco Capponi
«Per il quarto anno consecutivo Treia si prepara ad ospitare il Seminario Estivo di Symbola, uno dei più importanti appuntamenti politico, culturali nazionali di inizio estate – dichiara Franco Capponi, sindaco di Treia – perché è una straordinaria occasione per promuovere e far conoscere la nostra città e il nostro territorio come esempio e rappresentazione di quella Italia desiderata ed ammirata nel mondo per la qualità delle sue produzioni manifatturiere e agroalimentari, dei suoi paesaggi e del suo patrimonio storico culturale e di tradizioni, come il nostro Pallone a bracciale”.
Il programmi integrali del Seminario estivo e del Festival della Soft Economy sul sito www.symbola.net

Questa favolosa “economia orientata alla sostenibilita’ e alla sobrieta’ “, uno dei tanti inganni-miraggi del politicamente corretto universale e del gattopardismo orizzontale italico-marchigiano, sembra come una fetta di pane senza nutella o senza ciauscolo se cosi’ preferiscono i cantori del tipico cioe’ dell’imitazione del vero.
Sig. Menghi
l’argomento di cui cerca di parlare è ben serio ed importante per poterlo liquidare con un paio di frasi ad effetto che però non dicono praticamente nulla. L'”economia orientata alla sostenibilità” rappresenta niente di più che la presa di coscienza che l’attuale modello di sviluppo trova dei limiti invalicabili nelle risorse naturali a disposizione e anche una importante opportunità di innovazione, e quindi di nuovo reddito ed occupazione. Cerchi di informarsi di più sull’argomento oppure di uscire dagli slogan di confrontarsi più seriamente sui contenuti.
La ringrazio per la lezione prof. Iesari, provvedero’ a studiare i sacri testi. E mi scusi ancora ma non avevo mai sentito parlare del fenomeno delle risorse naturali limitate ne’ mi avevano informato che vi fossero opportunita’ nuove di studio, ricerca, innovazione, lavoro, reddito nell’ampio fronte aperto dall’ ”economia orientata alla sostenibilita’ “. E le assicuro che non mi permettero’ piu’ di usare frasi ad effetto o slogan ma soltanto cio’ che sara’ gradito a voi sapientoni de sinistra, illuminati censori della nuova era renziana.
Caro Gianni, il Prof. Iesari non sa che sei un profondo studioso di formazione liberale, purtroppo non sa molte altre cose ma non è colpa sua.
Menghi
al di la delle battute che crede gli riescano bene in realtà rimane il fatto che sull’argomento in questione riesce a dimostrare per ora solo uno scetticismo probabilmente generato dal suo essere un profondo studioso di formazione liberale, ma nessuna argomentazione concreta.
Prof. Iesari, può dire in breve in che consistono:
– l’attuale modello di sviluppo
e
– l’economia orientata alla sostenibilità?
Grazie 1.000
Come no sig. Iacobini cosi mi guadagno anche l’appellativo giusto ?
Allora per attuale modello di sviluppo, che ha caratterizzato prevalentemente le economie sviluppate diciamo dal secondo dopoguerra fino ad oggi (anche se le cose sono un pò già cambiate) , intendevo quello che ha considerato le risorse naturali praticamente illimitate e soprattutto a costo zero. Questo approccio ha portato, sta portando, ad un pericoloso impoverimento di queste risorse (aria, acqua, materie prime, biodiversità) perché sovrasfruttate. Risultato che non solo rischia di peggiorare la qualità della nostra vita sul pianeta (pensiamo al progressivo riscaldamento) ma mette in crisi lo stesso sviluppo economico perché farà mancare alle imprese le risorse necessarie per la produzione. Questo le imprese globali in particolare lo stanno già imparando.
Di conseguenza l’economia orientata alla sostenibilità (meglio ancora lo sviluppo sostenibile) è quello che riconosce questo limite delle risorse naturali e si trasforma per diventare molto molto più efficiente nel consumo delle risorse e/o cerca di trasformare alcuni consumi di beni materiali in consumi di servizi (es. l’auto non la compro ma la prendo in affitto quando serve). In questo processo di trasformazione ci sono le opportunità di nuovo lavoro e di nuovo reddito di cui parlavo. pensi ad esempio al recupero di beni e materiali a fine vita per essere riciclati o riutilizzati. Questo processo sta portando e porterà molta nuova occupazione se spingeremo fortemente in tal senso. Solo per fare un esempio, ma potremmo parlare di energia rinnovabile, efficentamento energetico, mobilità intelligente e cosi via. Insomma abbiamo a che fare con il futuro dei nostri figli , ed è per questo che mi dispiace se questi argomenti li buttiamo via con poche battute. Poi per carità ognuno la pensa come vuole.
Questo mi ricorda il prof. Aurelio Peccei e il Club di Roma, ossia gli studi sui limiti dello sviluppo iniziati circa 45 anni fa. Allora vengono fuori due domande:
– quando la fusione nucleare rimpiazzerà la fissione?
– quando avremo il motore ad idrogeno?
Grazie.
Iesari, niente scetticismo per carita’, quello va bene per i ponzio pilato o gli invidiosi. Qui si tratta piuttosto di tenersi al riparo da tic linguistici e mode culturali che innescano un conformismo di idee e di azione al cui riparo poi cercano di agire nuovi furbi e soliti noti. Io non devo fare nessuno sforzo culturale o conversione politica o cambio di giacca per restare interessato e fiducioso verso nuove forme di innovazione e intrapresa, da garantire pure con riforme di apparato amministrativo e di sistema giuridico ben piu’ razionali e coraggiose delle fin qui realizzate e annunciate. Non rimpiango certo muri divisori tra cultura ed economia, ne’ auspico corporativismi di ritorno o neo-luddismi vendicativi contro la globalizzazione, la tecnologia, il dominio dell’immateriale e della mobilita’ permanente di tutto e di tutti. Attenzione pero’ da una parte a non trasformare tutto in economia (la cultura ad esempio non e’ una risorsa da spremere, fatte salve naturalmente tutte le applicazioni e le connessioni ancora troppo poco esplorate eccetera, ma un’esperienza primaria e un valore fondativo che semmai genera volonta’ e ragioni per creare impresa e lavoro… E non dimentichiamo l’aspetto educativo liquidato troppo frettolosamente nel rapporto scuola-lavoro o nell’introduzione automatica di tablet e tecnologie varie); e attenzione poi a considerare residuale la realta’ di cio’ che talvolta quasi con smorfia di sufficienza definiamo manifattura e di quanto e’ collegato ad essa mentre e’ su quel terreno proprio in terra marchigiana che vanno indirizzate energie e intelligenze con spirito appunto innovativo e creativo senza cullarsi ancora sugli inni alle Pmi che hanno coperto nel passato magagne ed errori poi aggiuntisi ad aggravare nel tessuto produttivo e nel territorio gli effetti della crisi generale.
Menghi le cose che dice sono certamente interessanti e richiederebbero un approfondimento ben maggiore di quello che ora ci possiamo permettere senza che il resto dei commentatori ci “tiri” dietro qualcosa, Solo un appunto sul tema delle PMI e dell’attenzione che meritano specie nel nostro territorio, Io vengo proprio da li, dalla manifattura voglio dire dove ho speso quasi totalmente la mia attività lavorativa e professionale e quindi si immagini se posso dimenticarne l’importanza e la criticità , Ma è proprio per questo che sono fortemente convinto che l’introduzione dei valori e degli obiettivi dello sviluppo sostenibile (e non solo, come mi sembra lei voglia dire) nella cultura e nelle strategie delle nostre aziende possa permettere a molte di queste di ritrovare nuovi spazi competitivi e nuove opportunità. Tutt’altro che facile lo so perché abbiamo a che fare con gap manageriali, finanziari ed istituzionali. Ma non vedo strada diversa.
Ma alla luce di questo sposalizio l’attuale premier ospite degli scorsi anni rimane papa emerito o no?